Passi avanti per l’immagazzinamento dell’idrogeno

29/09/2009 - Nicola Ventura

    Una delle sfide da affrontare per utilizzare l’idrogeno come carburante per autotrazione, oltre a produrlo da una fonte economicamente ed ecologicamente sostenibile, il suo stoccaggio in sicurezza e una rapida reversibilita’ nel conservarlo

    senza occupare troppo spazio.

    Un gruppo di ricercatori dei Los Alamos National Laboratory e dell’Universita’ dell’Alabama all’interno del Chemical Hydrogen Storage Center of Excellence del Department of Energy degli Stati Uniti ha pubblicato sulla rivista ”Angewandte Chemie” la nascita di un nuovo metodo per l’immagazzinamento dell’idrogeno.

    La ricerca si e’ focalizzata su una classe di materiali noti come idruri metallici noti per la loro capacita’ d’immagazzinamento dell’idrogeno. L’idrogeno ha, infatti, una bassa densita’ che va quindi limitata o impone di porre il gas sotto pressione, necessita’ che rappresenta un pericolo per la sicurezza e che richiede di identificare opportuni materiali assorbenti, chiamati anche depositi chimici.

    Un deposito chimico efficace per lo stoccaggio dell’idrogeno e’ costituito dalle molecole dell’ammonio borano (o borano d’ammonica). Si tratta di un solido cristallino, stabile a temperatura ambiente, che inizia a rilasciare idrogeno se scaldato a 120-130 °C. La sua percentuale in peso di idrogeno, superiore al 19%, lo rende uno dei materiali con la piu’ alta capacita’ teorica d’immagazzinamento.

    Uno dei vantaggi dell’ammonio borano e di altri depositi chimici per l’idrogeno e’ che l’idrogeno puo’ essere facilmente rilasciato per essere utilizzato dalle celle a combustibile, ma hanno anche un grande limite: far assorbire loro l’idrogeno e farlo rilasciare richiede una grande quantita’ di energia.

    Lavorando a questo problema, i ricercatori di Los Alamos e dell’Universita’ dell’Alabama hanno scoperto che una particolare forma di combustibile deidrogenato, denominato poliborazilene, potrebbe essere riciclato con un modesto dispendio di energia. Tale circostanza potrebbe consentire di compiere rilevanti passi nell’utilizzazione dell’ammonio borano come possibile vettore energetico nel campo del trasporto.

    Fonte: http://www.ansa.it