UE: Nasce la piattaforma per biocarburanti da alghe

25/03/2009 - Nicola Ventura

    ROMA – Una nuova Piattaforma europea, l’ European Algae Biomass Association, e’ stata lanciata ufficialmente a Bruxelles durante i lavori della Conferenza Mondiale dei Mercati dei Biocarburanti.

    Si intende, cosi’, dare impulso allo svluppo dei carburanti prodotti dalle alghe,¬† un traguardo che potrebbe costituire la nuova frontiera dei carburanti bio.

    L’iniziativa, fortemente caldeggiata dal Segretario Generale dell’European Biodiesel Board, Raffaello Garofalo, gia’ in cantiere da tempo, ora si e’ concretizzata anche grazie ai rapidi progressi tecnologici che si stanno realizzando. Impossibilie dire quando si passera’ alla produzione industriale commerciale. Ci vorranno forse cinque, dieci anni.

    Va inanzitutto detto che quando si parla di alghe non si intendono quelle naturali marine. Si tratta invece di coltivare organismi monocellulari, stoccati in tubi trasparenti o pannelli, grazie all’acqua marina, ma anche fluviale,e alla luce del sole. Il processo non richiede l’uso di acqua pulita, anzi gli agenti inquinanti facilitano la formazione delle alghe che purificano, cosi’ l’acqua.

    E’ inoltre possibile utilizzare per il processo del Co2, frutto di altri cicli industriali. La resa di queste alghe, di cui vien utilizzata tutta la pianta, e’ enorme. Si possono ottenere fino a 50 tonnellate di biocarburante con la coltivazione di un ettaro di superficie. Tanti sarebbero i vantaggi del biocarburante prodotto con le alghe, dalla possibilita’ di sfruttura ogni tipo di terreno, anche quelli desertici, alla completa eliminazione dell’uso di pesticidi e fertilizzanti, dall’enorme resa alla possibilita’ di produrre, oltre al biocarburante, un bioprodotto ricco di proteine da utilizzare per l’alimentazione umana e animale.

    Le sfide da vincere pero’ non mancano. Prima tra tutte i costi, ancora elevatissimi, fino a 50 volte quelli di un carburante normale. Ci sono poi ostacoli tecnologici da superare come quello della raccolta di microorganismi cosi’ piccoli. La ricerca comunque avanza ed esistono gia’ dei prototipi. L’Universita’ di Firenze e’ uno dei centri piu’ all’avanguardia in questo campo con gli studi condotti dal Professor Mario Tredici.
    Fonte: http://www.ansa.it