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dicembre 2016

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GPL auto: strumento d'eccellenza per la green economy


Il GPL, carburante per veicoli a basse emissioni, è una leva di crescita per l’economia ‘verde’ in Italia: lo ha stabilito il documento presentato nel corso dell’assemblea degli Stati Generali della Green Economy, promossi dal Ministero dell’Ambiente e dalle principali associazioni di imprese “green” italiane,  tra cui Assogasliquidi ( l'associazione di Federchimica che rappresenta il settore del GPL).
Promuovere e sostenere con forme di incentivazione la diffusione  di veicoli a GPL è una delle 70 proposte presentate dagli Stati Generali per sostenere in modo concreto il nostro sistema economico e orientarlo verso nuove opportunità di crescita sostenibile e duratura. Un modello di sviluppo orientato alla produzione ‘verde’ potrebbe infatti rappresentare anche una delle possibili vie d’uscita dalla crisi economica.

I membri del Comitato Organizzativo hanno lavorato oltre un anno per compilare un documento esaustivo sull’argomento, che è stato presentato al Ministro dell’Ambiente Corrado Clini nel corso della Fiera Ecomondo . Le proposte riguardano otto ambiti diversi tra cui efficienza energetica, riciclo, finanza e mobilità sostenibile.

L'Italia è il paese europeo  che presenta il maggior numero di veicoli privati per abitante, che produce un quarto delle emissioni totali di CO2 a livello nazionale. Per questo è necessario seguire l'esempio di molte città europee che hanno già sviluppato iniziative innovative per una mobilità sostenibile, adottando varie soluzioni. “Il GPL è proprio una di queste soluzioni innovative” ha dichiarato Rita Caroselli, Direttore di Assogasliquidi. “Sostenendo in sinergia le diverse tipologie di alimentazione a basse emissioni è possibile venire incontro alle esigenze di tutti, dando un contributo significativo alla lotta all’inquinamento atmosferico.”

“Ci auguriamo che le nostre proposte vengano accolte con favore dal Governo e dalle Istituzioni” ha proseguito Caroselli. “Se attuate, queste proposte apporterebbero benefici ambientali, e potrebbero offrire  nuove possibilità di sviluppo e occupazione.”
 


Estratto del documento


“70 PROPOSTE PER LO SVILUPPO DELLA GREEN ECONOMY PER CONTRIBUIRE AD USCIRE DALLA CRISI ITALIANA”
VIII. Sviluppo di una mobilità sostenibile


Una mobilità sostenibile mentre riduce le emissioni, gli impatti ambientali e della congestione dei trasporti, promuove nuove possibilità di sviluppo e di occupazione.


64. Puntare su una mobilità urbana sostenibile. La stragrande maggioranza delle emissioni inquinanti e degli impatti sociali dei trasporti in Italia avviene per gli spostamenti al di sotto dei 30 km e quindi relativi alle città. Puntare su una mobilità urbana sostenibile significa potenziare il trasporto pubblico urbano, garantendo sedi dedicate, nodi urbani efficienti, maggiore velocità e investimenti adeguati finanziabili anche con proventi dei pedaggi e delle tasse di circolazione; significa incrementare notevolmente la modalità ciclo‐pedonale (puntando al 15% degli spostamenti in bici) e sviluppando il car sharing, il bike sharing e il car pooling.

65. Promuovere la diffusione di veicoli a basse emissioni con pedaggi differenziati e altre forme di incentivazione. Il parco circolante in Italia – primo in Europa per il rapporto fra veicoli e abitanti (con oltre seicento autoveicoli ogni mille abitanti) – va reso sia numericamente sia qualitativamente più sostenibile attraverso la sostituzione dei veicoli più inquinanti con quelli a basse emissioni (sotto i 95g di C02 per km) e con quelli a gas, ibridi ed elettrici. Nel 2030 un veicolo circolante su due deve far parte di queste tipologie a basse emissioni. Per facilitare questa transizione sarebbe utile adottare rapidamente la Direttiva Eurovignette (che prevede pedaggi differenziati in base alle emissioni) e forme di incentivazione alla sostituzione con veicoli a basse emissioni .

66. Sviluppare infrastrutture digitali al servizio dei trasporti. Lo sviluppo delle applicazioni “smart” e delle soluzioni ITS, alla gestione della mobilità possono permettere riduzioni fino al 40% delle code, del 25% dei tempi totali di viaggio, del 10% nei consumi di carburanti, del 22% nell’emissione di inquinanti, migliorando notevolmente anche l’efficienza del trasporto merci in ambito urbano.

67. Raddoppiare al 2030 la quota modale del trasporto delle merci e dei passeggeri su ferrovia regionale. Per raddoppiare la quota di merci trasportate su ferrovia, raggiungendo la performance attuale del 20% della Germania, servono interventi sulla rete finalizzati all’aumento della capacità, rimuovendo strozzature e colli di bottiglia, a mettere in circolazione treni più lunghi, con capacità di carico maggiore, a favorire l’intermodalità in particolare nei principali scali portuali, dove il combinato ferroviario dovrebbe raggiungere quota 50% entro il 2030. Per incrementare il trasporto dei passeggeri va invertita la tendenza alla riduzione dei finanziamenti destinati al trasporto ferroviario locale.

68. Far decollare il telelavoro. L’Italia, considerando l’Europa a 15, è ultima in classifica per il telelavoro: ha il 3,9% degli occupati contro una media europea dell’8,4%, con la Danimarca al 16%, il Regno Unito al 9,6%, la Germania all'8,5% e la Francia al 7%. La soluzione ottimale sarebbe la riduzione del 5% del numero medio degli spostamenti giorno al 2020 e del 20% al 2030, con aumento delle ore lavorate mensili in telelavoro del 50% al 2020 e del 150% al 2030 rispetto ai dati attuali.

69. Raggiungere il target europeo per i biocarburanti puntando su quelli di seconda e terza generazione e sul biometano. I biocarburanti di seconda e terza generazione hanno bassi impatti sull’ambiente e sulle produzioni agroalimentari. Con tali biocarburanti e col biometano, l’Italia, che dispone di buoni potenziali e di alcune eccellenze in questi campi, può raggiungere la percentuale, fissata a livello Europeo, del 10% del consumo di carburanti nel 2020 e proseguire poi fino a raggiungere il 20% nel 2030.

70. Realizzare un trasporto marittimo a bassi consumi energetici. Il settore marittimo del trasporto delle merci è il secondo settore per tonnellate per chilometro trasportate in Italia (23%) ed è secondo per emissioni di CO2 e consumi finali di energia. Adottando misure di miglioramento tecnologico e gestionale del trasporto marittimo è possibile arrivare a una riduzione del 35% dei consumi energetici del settore al 2030 con vantaggi ambientali e di competitività economica.

Vai al documento completo sulla mobilità sostenibile: http://www.statigenerali.org/cms/wp-content/uploads/2012/11/Documento-Finale-Gruppo-di-Lavoro-6.pdf


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