Auto elettriche: negli Usa è lotta contro il tempo

21/08/2008 - Nicola Ventura

    California – Mentre gli automobilisti di tutto il mondo guardano preoccupati all’andamento dei prezzi del petrolio, le società elettriche statunitensi cominciano a fare i conti con la domanda crescente di energia, che potrebbe impennarsi nei prossimi anni grazie al sempre maggiore popolarità dei veicoli elettrici.

    Un problema già affrontato, con ottimi risultati, con il successo dei televisori al plasma, che consumano molta più energia dei vecchi tubi catodici, anche se quattro volte meno rispetto alle auto del futuro. Il passaggio dalla vecchia benzina alle auto eco-sostenibili, che si ricaricano alla presa elettrica, potrebbe cioè lasciare il mondo a secco di corrente se l’industria energetica non si adeguerà in tempo alla richiesta crescente di elettricità. Una vera e propria corsa contro il tempo, dunque, quella dell’industria dell’energia elettrica, che dal 2010 potrebbe vedere centinaia di migliaia di veicoli attaccarsi alle prese della corrente americane.

    Toyota e General Motors sono già al lavoro per lo sbarco, previsto per l’inizio del 2010, delle auto elettriche su larga scala. Come fu per i telefonini anche la prossima generazione di macchine andrà a batterie al litio. Una tecnologia che l’industria automobilistica sta rapidamente studiando alla luce della fuga dei consumatori dai costi crescenti dei carburanti tradizionali.

    Con l’esaurirsi delle scorte mondiali di petrolio le auto elettriche potrebbero essere milioni già nel 2020, stando alle stime degli analisti. Negli ultimi anni le società elettriche sono già dovute correre ai ripari per adeguarsi alla domanda energetica dovuta alla vendita di condizionatori, ma i produttori americani assicurano che saranno in grado di affrontare la richiesta di elettricità in arrivo dal settore automobilistico, anche alla luce dei ritardi nella produzione su larga scala delle batterie per auto.

    “La domanda di veicoli è sostenibile”, ha spiegato uno dei tecnici del settore ambientale della Pacific Gas and Electric Company, società elettrica di San Francisco. “Non sarà certo domani che arriveranno 100.000 veicoli in città”. Nel frattempo per non sovraccaricare la rete l’industria elettrica sta comunque studiando tariffe differenziate a seconda degli orari della giornata. Fare “il pieno” di corrente nelle fasce orarie ad alto consumo potrebbe costare anche 6 o 7 volte di più degli orari notturni.

    Ricaricare l’auto in California alle 8 di sera costerà circa 30 centesimi, mentre attaccare la propria macchina alla corrente dopo mezzanotte ne costerà appena 5. In un prossimo futuro gli automobilisti americani potrebbero essere costretti a ricaricare le proprie auto solo in certe ore della giornata per non intasare la rete elettrica. L’industria energetica cercherà in ogni modo di evitare un blackout improvviso, come quello del 2003 in Italia, che lascerebbe i veicoli occidentali a secco e i loro proprietari a piedi, a rimpiangere il vecchio odore dei tubi di scarico.

    Fonte: http://www.la7.it