Petrolio alle stelle? Meglio passare al metano

05/07/2008 - e2net

    Il prezzo della benzina sale di continuo così come quello del gasolio, questo stimola finalmente, dopo anni di tranquillità assoluta, superinvestimenti e sforzi nella ricerca di nuovi giacimenti petroliferi, nello sfruttamento di quelli sinora scartati perché troppo costosi rispetto ai profitti ricavabili sui mercati, nello sviluppo di nuove tecnologie per la ricerca e lo sfruttamento di giacimenti sinora non utilizzabili per difficoltà estrattive. 

    Resta però un gap temporale elevato di circa 5 anni nel quale qualsiasi problematica eventuale determinerebbe difficoltà serie nelle forniture mondiali, problema al momento non esistente ma certo se qualcosa dovesse interrompere le forniture di Iran, Russia, Libia o qualsivoglia nazione con elevata produzione petrolifera.

    Seppure gli alti prezzi dei combustibili e dei prodotti petroliferi stanno già determinando  una contrazione della domanda, è però assai probabile che l’eventuale azione di calmieramento dei prezzi stessi, potrebbe essere inibita da conflitti e scontri la cui finalità vera è l’accaparramento di tali preziose materie prime, evento che, come anticipato mesi orsono, si verifica puntualmente con i prezzi elevati delle stesse materie prime.

    Chi non  le ha (le materie prime, appunto) le vuole, chi le ha si fa forte e ambisce e pretende maggior potere e attenzione dalla comunità internazionale per rafforzare la propria influenza sugli equilibri mondiali e aumentare la propria ricchezza.

    Quale dunque il futuro dell’autotrazione? Il gas metano è relativamente meno caro, anche se nel prossimo futuro raggiungerà costi assai più elevati, è producibile in maggior quantità rispetto al petrolio e sono previste ulteriori aumenti di produzione nei prossimi anni e inoltre, vantaggio non da poco, determina minor inquinamento rispetto al petrolio e quindi risparmio in termini di CO2 e costi di abbattimento delle sue emissioni.

    Ulteriore vantaggio del gas metano è che nella sua versione per autotrazione può essere miscelato al 30% con idrogeno diluendone i consumi e aumentando la convenienza in termini di CO2 risparmiata poiché l’idrogeno è producibile anche in filiera verde, ovvero con bassissimo impatto ambientale, il che significa minor impatto ambientale della componente 70% di metano, rispetto ai petro-derivati, e assenza di CO2 emessa dal 30% di componente idrogeno.

    In Puglia hanno avviato un progetto pilota, sponsorizzato dalla regione e da altre entità (costo di soli 5 milioni di euro), per l’attivazione di 5 punti vendita regionali di questa miscela, che sarà utilizzabile da tutti i  modelli recenti, e anche quelli nuovi futuri ovviamente a metano senza necessità di modifiche.

    Sembra questo il futuro dell’ “automotion”, ovvero i prossimi 10/15 anni, sino a che nuove tecnologie verdi efficienti  non saranno  introdotte, con una auspicabile maggior resa e minor impatto economico, e anche etico, rispetto ai biocarburanti.

    Sta a  noi consumatori far pressione sulle aziende e le istituzioni a che non si limitino a, miseri, 5milioni di euro di investimento e riducano i tempi e aumentino la portata di tale cambiamento affinché il duo inquinante e costoso, benzina/gasolio, diventi da  assoluto protagonista, un co-protagonista la cui scomparsa potrebbe essere assai più rapida di quanto paventatoci.

    Vantaggi economici per gli automobilisti ve ne sarebbero, sia nel lungo periodo che nell’immediato, e inoltre vi sarebbe una ricaduta  positiva in termini di minor inquinamento.

    Ricordo ancora una volta che l’Italia pagherà circa 10 miliardi di euro per il mancato rispetto dei parametri di Kyoto, soldi che pagherà la popolazione, che potrebbero essere indirizzati altrove con maggior beneficio e proficua ricaduta della nazione. Chissà che le coscienze civili non si risveglino prima o poi.

    Da notare che molte auto in commercio sono capaci di utilizzare metano come combustibile (effettuare una rapida ricerca in internet o scrivermi, per saperne di più).

    Iniziare nel far pressione al proprio rivenditore di benzina o al proprio concessionario auto, perché tali forme già disponibili, vengano rese disponibili alle masse, è atto probabilmente proficuo per le proprie finanze e per la salute di tutti, compresi i nostri cari.

    Fonte: http://www.soldionline.it