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Vettori (Assogasmetano) risponde al Corriere sulla "beffa dei rifornimenti-lumaca"


paolo_vettoriNei giorni scorsi sul Corriere della Sera è apparso un articolo, che a noi francamente era sfuggito, che ha sollevato il problema dei disagi che gli  utenti incontrano in Lombardia per i rifornimenti di metano. Il problema delle lunghe code è certamente innegabile ma sono le ragioni

che hanno portato a questa situazione che probabilmente meriterebbero un più attento approfondimento.

Relativamente al caso della Regione Lombardia a fronte di un  lodevolissimo impegno della Giunta Formigoni per investire sullo  sviluppo della rete non è probabilmente stato dato il giusto peso ad  alcuni parametri che a nostro avviso dovevano essere vincolanti per la  concessione degli incentivi. In particolar modo ci riferiamo ad una  capacità minima garantita di erogazione in grado di sostenere anche lo  sviluppo del parco circolante a metano oltre che orari di apertura più  estesi.

Sempre attentissimo su questi argomenti Paolo Vettori, Presidente di Assogasmetano, non ha tardato molto nell'elaborare la sua risposta che ci sentiamo di condividere e che pubblichiamo molto volentieri:

“Egregio Direttore,
ci riferiamo all’articolo apparso  ieri 13 Giugno nella Cronaca di Milano “Auto a metano, la beffa dei  rifornimenti-lumaca”.
Premesso che in Italia il  circolante a metano dal 2007 al 2009 è cresciuto del 39,5% (600.100  veicoli del 2009 contro 430.000 del 2007) e non del 500% e in Lombardia,  nello stesso periodo, è cresciuto del 75% (43.100 veicoli del 2009  contro i 24.500 del 2007), concordiamo sul fatto che in diversi impianti  della Lombardia (e ahimè non solo in Lombardia) fare rifornimento di  metano sia difficoltoso, con tempi lunghi di attesa, ma la questione non  è solo la scarsità dei distributori rispetto al circolante, il problema  che sta emergendo è un altro, che di seguito spieghiamo.
E’ vero che la media nazionale dei  veicoli per distributore è circa di 800 unità, ma bisogna considerare  che questi veicoli si distribuiscono nell’arco della settimana (mica  tutti i giorni gli 800 veicoli fanno rifornimento!), occorre quindi  dividere questo numero come minimo per quattro, quattro e mezzo. Ecco  allora il problema vero. L’inadeguatezza di buona parte dei “nuovi”  distributori (come quelli segnalati) a rifornire quotidianamente almeno  150/200 veicoli.
Infatti in molti casi i nuovi  impianti per l’erogazione del metano, nati sulla spinta della  liberalizzazione della rete carburanti e il suo recepimento da parte  delle Regioni che ne impongono l’obbligo, sono sottodimensionati  rispetto alla domanda. Cosa che avevamo ampiamente previsto e messo  sull’avviso sia il Governo che le Regioni.
Ma quando dicevamo che erogare  metano non è come erogare benzina, gasolio o Gpl, e che nulla avevamo  contro lo sviluppo della rete, ma era necessario che  i nuovi impianti  sorgessero con criteri tecnologici e strutturali adeguati, ci hanno  riempito di improperi, perché ritenevano questi argomenti strumentali ad  impedire la realizzazione dei nuovi impianti.
Quando dicevamo che senza questi  criteri lo sviluppo della rete avrebbe procurato, non un miglioramento  del servizio, ma avrebbe creato disservizio, mettendo a rischio  l’immagine del metano, ci hanno riempito di improperi.
Quando dicevamo che gli impianti  avrebbero dovuto avere una “forza lavoro tecnologica” adeguata e  suggerivamo di non  ascoltare la voce di chi, pur di vendere delle  apparecchiature, convinceva i nuovi operatori che l’impianto di metano  poteva essere realizzato con cifre modeste, ci hanno riempito di  improperi. Senza dire le cifre che giravano, sostenevamo che rispetto a  queste, ce ne voleva tre volte tanto, e ci hanno riempito di improperi.
Purtroppo, e l’articolo del  Corriere citato in premessa lo prova, avevamo ragione noi. Adesso alcune  Regioni stanno correndo ai ripari, ma intanto i guasti sono stati fatti  e ci vorrà del tempo prima che queste problematiche siano risolte.
A nostro avviso, per il buon nome  del metano per auto, nel quale molti di noi lavorano da tanti anni e  conoscono – bene –  il mestiere, riterremmo opportuno che i vostri  lettori e gli utenti di questo carburante sapessero come stanno le cose:  il problema non è il metano o la rete ancora scarsa (in via di  sviluppo, mediamente a livello nazionale da tre anni 5/6 nuove aperture  al mese), ma le modalità di erogazione di ultima generazione che sono  inadeguate. La controprova? Basta andare negli impianti dedicati alla  vendita del solo metano e, salvo rarissimi casi o solo per qualche breve  momento della giornata, il problema lamentato non esiste.
Paolo Vettori - Assogasmetano”

 

 




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