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Piemonte: cresce la rete metano e gpl ma adesso si punta al biometano


Regione_PiemonteIn deciso aumento i distributori che erogano metano, passati dai 48  del 2009 agli attuali 64 (in realtà 52 ndr) , il numero più elevato di impianti di  rifornimento in Italia dopo Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Toscana e  Marche, risultato di una crescita



esponenziale che in 8 anni li ha  visti quintuplicare dai 12 iniziali. Salgono inoltre a 241 (in realtà 207 ndr), il 12% del  totale (dal 10% dello scorso anno), i punti di rifornimento di gpl, con  la provincia di Torino che registra la più alta percentuale di vendita  di questo tipo di carburante. Prosegue la flessione della benzina, ormai  al di sotto del 40% dell’erogato annuo (37,82%), contro il 57,30% del  gasolio e il 4,88% del gpl.

Sono alcuni dei dati contenuti nell’edizione 2010 de Il Punto sulla rete distributiva dei carburanti in Piemonte,  pubblicazione illustrata e commentata il 2 dicembre a Torino nel corso  di quello che ormai è un appuntamento tradizionale fra gli operatori  nazionali del settore per valutare i trend del mercato dei prodotti  petroliferi, al quale ha presenziato l’assessore regionale al Commercio,  William Casoni.

I numeri esprimono dunque tendenze ben precise, giustificate anche  dalla significativa differenza dei prezzi al consumo tra i diversi tipi  di combustibile, gravati all’origine da imposte in percentuali molto  diverse: il 58% per la benzina, il 51% per il gasolio e il 36% per il  gpl. Un orientamento però che rappresenta anche il risultato delle  politiche energetiche del Piemonte, negli ultimi anni deciso a investire  molto sulla diffusione del carburante pulito nel trasporto pubblico e  in quello privato, innanzitutto attraverso il potenziamento della rete  di distribuzione ma anche con l’attuazione di una serie di politiche  volte a incentivare i cittadini all’acquisto di autoveicoli alimentati a  metano (come l’esenzione totale del pagamento della tassa di  circolazione per questo tipo di veicoli).

Nei piani per il futuro della Regione emerge la volontà di promuovere  con sempre maggiore vigore l’intera filiera del biometano, che potrebbe  cambiare radicalmente sia l’impostazione delle aziende agricole  subalpine, sia la distribuzione e l’uso di carburanti per autotrazione  (con una notevole riduzione dell’inquinante particolato PM10). A questo  scopo è stato recentemente promosso dalla direzione Commercio uno studio  di fattibilità per analizzare tutte le potenzialità e le eventuali  criticità di quella che potrebbe essere una nuova e importantissima fase  per il Piemonte.

“Con il 2010 la Regione - ha affermato Casoni - ha dato il via ad un  percorso estremamente importante, che integra e completa quanto già  intrapreso negli anni passati nella direzione di una sempre maggiore  attenzione verso i carburanti ecocompatibili. Al costante e notevole  incremento degli impianti di distribuzione del metano, che ci vede ai  primi posti in una classifica ideale fra le regioni italiane  all’avanguardia su questo fronte, abbiamo infatti avviato una fase di  analisi approfondita di opportunità e criticità legate alla produzione e  distribuzione del biometano, che non produce PM10 e rappresenta quindi  la migliore soluzione oggi disponibile per affrontare il problema della  qualità dell’aria nelle nostre città. Non solo. Il biometano risponde  anche a quella che oggi è considerata una questione grave per gli  allevamenti zootecnici, e cioè il problema dei nitrati e dei liquami che  da rifiuti di complesso smaltimento potrebbero divenire un’importante  risorsa economica per le nostre aziende. Si tratta dunque di una  questione ai primi posti nell’agenda regionale che potrebbe rendere di  fatto il Piemonte regione capofila sul tema”.

 




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