Solidarietà a metano in Ucraina: Budapest- Erding (651 Km)

12/01/2015 - guido.guerrini

    La sveglia mattutina si affianca al ricordo della serata in giro per Budapest e dello splendido panorama in notturna dalla parte alta di Buda verso il resto della città. Un’illuminazione perfetta rende la visuale davvero meritevole. La città danubiana non ha complessi d’inferiorità nei confronti di nessun’altra capitale europea. La sua bellezza, la capacità di essere intrigante e di regalare a ogni angolo piacevoli ed interessanti scorci la rende una meta turistica a cui non basta dedicare un fine settimana, figuriamoci una mezza giornata come nel nostro caso.
     
    Per gli amanti del turismo a metano la capitale magiara è una delle più semplici da raggiungere. Attraverso la rete stradale austriaca si possono fare i rifornimenti che permettono di arrivare a Budapest dove in loco sono presenti tre distributori, uno in pieno centro e due in periferia. Visitiamo quello del centro cittadino (marchiato Mol) e facciamo rifornimento in quello dell’Agip situato nella corsia di uscita del raccordo che dai ponti sul Danubio va verso occidente. Qualche chilometro prima del bivio che separa l’autostrada per Vienna (M1) da quella verso il Lago Balaton (M7) c’è l’ambito CNG al prezzo di circa 1.15 euro al chilogrammo. Sempre nello stesso distributore Agip, oltre ai classici carburanti, si può trovare gpl e addirittura etanolo.
     

    Nella periferia occidentale della città, a circa dieci chilometri dal cuore di Budapest, visitiamo un curioso luogo che la dice lunga sulla cultura e attenzione di questo popolo verso il passato. Il Memento Park, situato sulla sommità di una piccola collina, è il luogo dove sono state trasferite molte delle statue che andavano di moda tra il dopoguerra e il 1989 nella allora Ungheria comunista. Dopo la rimozione dai piedistalli nessuno ha pensato d distruggerle, ma anzi, salvandole, sono diventate un’attrazione turistica. Qui arrivano bus e tante persone disposte a pagare circa 4 euro di biglietto oltre che arricchire il business dei souvenir a tema.
     
    Ed eccoci a passeggiare, sotto qualche goccia di pioggia, osservando Lenin, il leader locale Bela Kun, il bulgaro Dimitrov, i soldati dell’Armata Rossa, i giovani pionieri ungheresi e tanti altri personaggi piuttosto sconosciuti alle nostre latitudini. Di Stalin restano solo gli stivali e il basamento visto che la statua fu abbattuta durante la rivolta del 1956 repressa dai sovietici nell’indifferenza e non ingerenza del blocco occidentale.
     
    Lasciamo Budapest e la nazione governata da Viktor Orban, personaggio poco amato in Europa per la propria politica economica tesa a una forte presenza dello Stato nella gestione delle banche e nell’economia in generale. Al contrario, grazie ad un forte consenso nell’elettorato magiaro, domina senza reali avversari la politica ungherese.
     
    Lungo l’autostrada che conduce a Vienna e Bratislava sarebbe possibile un’ulteriore rifornimento di metano nella città di Gyor, ma la chiusura del distributore al sabato e alla domenica non aiuta il nostro proposito. Siamo nel luogo dove Slovacchia, Austria ed Ungheria si incontrano e, come durante il viaggio di andata, qui troviamo un massiccio numero di pale eoliche che spaziano nei tre territori producendo energia pulita. Rientriamo in Austria e nei pressi dell’aeroporto della capitale ci sovrapponiamo al percorso del viaggio di andata chiudendo un cerchio stradale che copre quasi mezza Europa.
     
    Non c’è modo migliore che festeggiare con un nuovo pieno di metano nell’area di servizio autostradale di Schwechat al prezzo record di 1,16 euro al kg.
     
    L’obiettivo di giornata è avvicinarsi all’aeroporto di Monaco di Baviera, dove domani mattina ci incontreremo con un amico della nostra spedizione e che spesso partecipa alle missioni di solidarietà con veicoli ecologici in giro per l’Europa. Emanuele sta tornando dalla città russa di Volgograd, dove l’anno passato, assieme a lui, portammo degli aiuti destinati alla Comunità Giovanni XXIII. Dopo un periodo di tre mesi ad approfondire la lingua russa e a collaborare con i volontari locali, Emanuele deve tornare in Italia per rinnovare il proprio visto. La nostra missione di solidarietà in Ucraina è ben lieta di dare un eco-passaggio al nostro amico.
     
    La monotonia dell’autostrada A1 viene interrotta, non solo dalle folate di vento e i periodici rovesci di pioggia, ma da un più grave problema per fortuna senza conseguenze. Ci scontriamo con una grande tanica vuota che il vento ha improvvisamente portato al centro della carreggiata. Non possiamo fare nulla per evitarla e finisce per conficcarsi tra il telaio del Peugeot Expert e l’asfalto. Una volta fermati in corsia di emergenza siamo raggiunti da un veicolo di soccorso che era causalmente in zona. Grazie al tempestivo aiuto riusciamo a rimuovere quello che resta della tanica e, una volta accertato che tutto è nella norma, riprendiamo il viaggio.
     
    L’ultima cittadina che incontriamo prima di entrare in Germania, dove ci riforniamo ulteriormente di metano, è Braunau am Inn. La strada della stazione di servizio Omv porta quasi lo stesso nome dell’omonima via nel centro del paese dove si trova la casa natale di un personaggio che ha significativamente partecipato ad alcuni dei fatti più drammatici del XX secolo.
     
    Al numero 15 di Salzburger Vorstadt, mamma Klara e papà Alois videro nascere nel lontano 20 aprile 1889 il loro piccolo Adolf, senza essere consapevoli che quell’uomo avrebbe avuto un ruolo determinante nella morte di milioni di persone. Non può che tornarci in mente il secondo giorno di viaggio quando abbiamo visitato il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. In ogni caso la cittadina di Braunau risulta essere davvero carina.
    Varcato il ponte sul fiume Inn siamo in Germania e percorsi ancora 90 chilometri decidiamo di fermarci nella cittadina di Erding dove aspetteremo la mattina successiva, ed il volo di Emanuele, con una tipica cena bavarese.
     
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