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dicembre 2016

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Euromobility: a Parma la medaglia d'oro dell' EcoMobilitÓ


E' Parma la citta' piu' ''eco-mobile'' d'Italia. La citta'  emiliana, che ha scalzato dal primo posto dello scorso anno  Bologna, ha un trasporto pubblico che funziona, ha avviato  importanti innovazioni nella gestione della mobilita', ha una  quota significativa di auto a basso impatto ambientale,  pianifica il traffico e tiene lo smog sotto controllo. Nella  ''top ten'', che vede sul podio ben quattro citta' emiliane,  seguono Bologna, Firenze e Venezia a pari merito, quinta  Padova; al  sesto posto si trova Torino e al settimo Bari  (unica citta' del sud che e' anche migliorata rispetto all'  undicesimo posto dello scorso anno); segue Modena all'ottavo  posto e quindi Ferrara nona e Genova decima. Fanalini di coda  nella classifica della mobilita' sostenibile, Taranto, L'  Aquila e Campobasso.

La graduatoria e' contenuta nel secondo rapporto  ''Mobilita' sostenibile in Italia: indagine sulle principali  50 citta''', elaborato da Euromobility  e Kyoto Club, in  collaborazione con Assogasliquidi e Consorzio Ecogas, con il  patrocinio del Ministero dell'Ambiente.

Gli indicatori di cui si e' tenuto conto per stilare la  classifica sono stati in particolare le innovazioni  introdotte per la gestione della mobilita' (car sharing, bike  sharing,  taxi collettivi, piattaforme logistiche per le  merci, mobility manager, car pooling ecc) e la loro  efficacia; lo stato di salute delle citta' in relazione alla  presenza di auto di nuova generazione o alimentate a  combustibili alternativi (Gpl, metano); l' offerta di  trasporto pubblico, le piste ciclabili, le ZTL, le corsie  preferenziali e l' adozione di strumenti di gestione e di  pianificazione del traffico.

Le 50 citta' monitorate sono i 20 capoluoghi di Regione, i  due capoluoghi delle Province autonome e le citta' con una  popolazione superiore ai 100.000 abitanti.

''Questo secondo rapporto insieme alla classifica delle  citta' piu' virtuose - ha detto Lorenzo Bertuccio direttore  scientifico di Euromobility -  vuole costituire uno stimolo  per fare sempre di piu' sulla strada delle mobilita'  sostenibile e dell' innovazione. E' importante infatti che si  spinga il pedale dell' innovazione per avviare una nuova  cultura della mobilita' che liberi le citta' da un traffico  insostenibile e dal rischio inquinamento. Il rapporto non  misura solo il numero di misure adottate, ma anche la loro  efficienza ed efficacia''.

La speciale classifica indica Napoli come la ciita' con la  piu' alta presenza di auto inquinanti (Euro 0) con circa il  33% in circolazione.

Relativamente al piu' recente standard Euro IV, le citta'  di Aosta, Roma, Prato e Trento mostrano le percentuali piu'  alte (anche se il dato di Aosta risulta falsato perche' molte  societa' di autonoleggio immatricolano qui le autovetture  della propria flotta); mentre quelle in cui le auto ''Euro  IV'' sono meno diffuse risultano Andria con l'11,8% e Napoli  con circa il 15%.

Il tasso di motorizzazione resta comunque in Italia il  piu' alto d'Europa (61,1 auto per 100 abitanti contro la  media europea di 46). Le citta' con piu' auto sono Latina con  il 72,9%, Potenza con poco piu' del 70% e Roma con poco meno  di 70 auto ogni 100 abitanti. Guidano la classifica delle  citta' virtuose  Genova e, naturalmente, Venezia.

Per la mobilita' a basso impatto ambientale si puo' osservare  che per le cinquanta citta' considerate la presenza dei mezzi  a gpl e metano e' in leggero aumento rispetto allo scorso  anno attestandosi a circa il 5% a livello provinciale  rispetto al totale delle auto. I valori piu' alti, superiori  al 10%, si registrano a Ravenna, Reggio Emilia, Ferrara e  Forli'. Fanalino di coda Trieste che non raggiunge nemmeno il  punto percentuale.

Infine, su 50 citta' prese in esame, solo sei quelle si  tengono nei limiti dei 35 giorni di sforamento: Potenza,  Ravenna, Reggio Calabria, Catanzaro, Bolzano e Campobasso.

Il rapporto esamina la qualita' dell'aria e le pericolose  polveri sottili, Pm10. La citta' che sta peggio e' Siracusa  dove in ben 282 giorni in un anno si sono superati i limiti  di legge di 50 microgrammi al metro cubo (la legge prevede  solo 35 superamenti).                  

Fonte: ASCA


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