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dicembre 2016

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Il biometano può coprire il 50% della produzione nazionale


Una filiera di 850 impianti biogas in funzione a fine 2012 per un fatturato complessivo di 2,5 miliardi di euro. Di questi, il 70% realizzato da aziende impiantistiche italiane. E un potenziale di produzione pari a 5,6 miliardi di metri cubi l’anno, il 50% della produzione nazionale di gas, con benefici economici e ambientali per l’intero sistema energetico.

Sono questi alcuni numeri chiave del biometano made in Italy, il metano “verde” prodotto con le energie rinnovabili dall’affinazione del biogas, che emergono dall’Osservatorio Agroenergia 2013 – “Biometano: potenzialità, economics, prospettive di sviluppo” – presentato questa mattina all’Urban Center di Milano.

Lo studio è commissionato da EnergEtica e realizzato in collaborazione con Althesys per Mostra Convegno Agroenergia (MCA).

Il metano ottenuto dal biogas – una fonte rinnovabile programmabile e a circuito chiuso – è in grado di sostituire perfettamente quello di origine fossile, spiegano gli esperti, e può contribuire alla riduzione dell’effetto serra. Inoltre, è una strada per tagliare la dipendenza energetica italiana: il nostro paese, infatti, importa 70 miliardi di metri cubi di gas naturale l’anno. L’Osservatorio Agroenergia ha calcolato che il biometano può arrivare a coprire fino al 10% del nostro consumo lordo di energia (scenario di “crescita accelerata”) o circa il 5% (scenario di “crescita moderata”) al 2020.

“Favorire lo sviluppo di metano da fonti rinnovabili significa fare crescere una filiera tutta italiana. A partire dalle materie prime: la frazione organica dei rifiuti, i sottoprodotti agricoli e di origine biologica – osserva Piero Mattirolo, amministratore delegato di EnergEtica. – La tariffa onnicomprensiva ha portato saldamente in Italia un settore in precedenza dominato da aziende straniere e che oggi comincia ad esportare con successo”.

Gli utilizzi del biometano sono molteplici, a partire dalla produzione combinata di energia termica ed elettrica. “Impiegato per l’autotrasporto, inoltre, ha un bilancio ambientale superiore a ogni altro carburante oggi disponibile – afferma Mattirolo. – Non a caso, tutti i paesi più avanzati stanno già puntando su questa fonte energetica per la mobilità”.

Un trend significativo, considerando che in Italia nei primi dieci mesi del 2012 le immatricolazioni dei veicoli a metano sono aumentate del 42,6%.

Benché in alcuni casi più costoso del gas naturale, il biometano offre prospettive interessanti, laddove sfrutta sinergie con altri comparti, l’agricoltura e la raccolta differenziata dell’organico. Spiega Alessandro Marangoni, direttore scientifico dell’Osservatorio Agroenergia e ceo di Althesys: “Il metano ecologico può contribuire alla strategia energetica nazionale perché riduce il fuel risk, un tema caldo per un paese come l’Italia grande importatore di energia da partner politicamente instabili. Come dimostra anche la recente crisi algerina”.
 


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