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dicembre 2016

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UE: Nasce la piattaforma per biocarburanti da alghe


algheROMA - Una nuova Piattaforma europea, l'   European Algae Biomass Association, e' stata lanciata   ufficialmente a Bruxelles durante i lavori della Conferenza   Mondiale dei Mercati dei Biocarburanti.

Si intende, cosi', dare   impulso allo svluppo dei carburanti prodotti dalle alghe,  un   traguardo che potrebbe costituire la nuova frontiera dei   carburanti bio.

L'iniziativa, fortemente caldeggiata dal   Segretario Generale dell'European Biodiesel Board, Raffaello   Garofalo, gia' in cantiere da tempo, ora si e' concretizzata   anche grazie ai rapidi progressi tecnologici che si stanno   realizzando. Impossibilie dire quando si passera' alla   produzione industriale commerciale. Ci vorranno forse cinque,   dieci anni.

Va inanzitutto detto che quando si parla di alghe   non si intendono quelle naturali marine. Si tratta invece di   coltivare organismi monocellulari, stoccati in tubi trasparenti   o pannelli, grazie all'acqua marina, ma anche fluviale,e alla   luce del sole. Il processo non richiede l'uso di acqua pulita,   anzi gli agenti inquinanti facilitano la formazione delle alghe   che purificano, cosi' l'acqua.

E' inoltre possibile utilizzare per il processo del Co2,   frutto di altri cicli industriali. La resa di queste alghe, di   cui vien utilizzata tutta la pianta, e' enorme. Si possono   ottenere fino a 50 tonnellate di biocarburante con la   coltivazione di un ettaro di superficie. Tanti sarebbero i   vantaggi del biocarburante prodotto con le alghe, dalla   possibilita' di sfruttura ogni tipo di terreno, anche quelli   desertici, alla completa eliminazione dell'uso di pesticidi e   fertilizzanti, dall'enorme resa alla possibilita' di produrre,   oltre al biocarburante, un bioprodotto ricco di proteine da   utilizzare per l'alimentazione umana e animale.

Le sfide da   vincere pero' non mancano. Prima tra tutte i costi, ancora   elevatissimi, fino a 50 volte quelli di un carburante normale.   Ci sono poi ostacoli tecnologici da superare come quello della   raccolta di microorganismi cosi' piccoli. La ricerca comunque   avanza ed esistono gia' dei prototipi. L'Universita' di Firenze   e' uno dei centri piu' all'avanguardia in questo campo con gli   studi condotti dal Professor Mario Tredici.



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