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dicembre 2016

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Bioetanolo dagli scarti delle angurie


angurieNonostante la grande scorpacciata di angurie che facciamo ogni estate, gran parte – ben il 20 per cento, calcola un gruppo di ricercatori dell’USDA-Agricultural Research Service – resta sul campo in quanto presentano difetti e macchie sulla buccia    

, o hanno una forma, che li rende esteticamente poco appetibili e, si sa anche, l’occhio vuole la sua parte.
Uno spreco a cui però si potrebbe porre rimedio se si utilizzassero per produrre biocarburanti. Proprio gli scienziati dell’ USDA-Agricultural Research Service presso il South Central Agricultural Research Laboratory di Lane in Oklahoma hanno dimostrato in uno studio sulla rivista Biotechnology for Biofuelsche il cocomero, o melone ad acqua, può essere utilizzato in maniera molto efficace per produrre etanolo sostenibile, senza togliere cioè troppi ettari di terreno alle coltivazioni agricole, e recuperando scarti di produzione che oggi semplicemente vanno persi.
Gli esperti hanno infatti calcolato che si ottengono 0,4 grammi di etanolo per ogni grammo di zucchero contenuto nel succo del frutto, e che quindi per ogni ettaro di angurie si possono produrre 220 litri di etanolo, una quantità non trascurabile, soprattutto se pensiamo che per produrla sono stati usati scarti, quindi con un processo a “costo zero”.



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