iniziative Archivi - Ecomotori.net Il Portale della Mobilità Sostenibile Thu, 28 Jul 2016 08:30:00 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.3 Verso l’Expo 2017 di Astana con una Altea GPL https://www.ecomotori.net/iniziative/verso-lexpo-2017-di-astana-con-una-altea-gpl/ Thu, 28 Jul 2016 08:30:00 +0000 http://ecomotori.e2net.it/news/verso-lexpo-2017-di-astana-con-una-altea-gpl/ Partita nella mattinata di domenica 24 luglio la nuova avventura in salsa ecologica di Ecomotori che vedrà un auto ad energie alternative addentrarsi nel cuore del continente euroasiatico.
 
Sono molti gli obiettivi che i due viaggiatori ecosostenibili cercheranno di raggiungere. Oltre l’aspetto chilometrico, Guido Guerrini e Damiano Lanzi censiranno distributori di metano, gpl e per la prima volta anche colonnine di ricarica per auto elettriche.
 
L’esatto itinerario del viaggio verrà definito in corso d’opera, ma è certo che i primi due obiettivi da raggiungere saranno Mosca e la capitale della Repubblica Autonoma di Tatarstan, la città di Kazan a circa 4000 chilometri dalla Toscana. A questo punto attraversare i Monti Urali e raggiungere l’Asia sarà abbastanza semplice, ma con la logica di una tappa alla volta anche la capitale del Kazakistan Astana (6000 chilometri) potrebbe essere un obiettivo raggiungibile. In vista dell’Expo 2017 dedicato alle nuove energie, la repubblica centroasiatica ha disposto l’abolizione del visto per soggiorni con meno di 15 giorni. Proprio Astana e le tematiche del nuovo Expo potrebbero essere al centro di futuri progetti di Ecomotori e dei propri avventurieri sempre pronti ad impegnarsi in nuove e complesse sfide.

Il veicolo utilizzato è una Seat Altea XL con impianto GPL Landi Renzo. Il veicolo è stato preparato per questo viaggio grazie alla collaborazione con Piccini Impianti, Altotevere Gomme, Cespit-Io Vivo in Toscana e Associazione Culturale Torino-Pechino.

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EV- FLASH MOB la carovana antismog a Milano il 29 Dicembre https://www.ecomotori.net/iniziative/ev-flash-mob-la-carovana-antismog-a-milano-il-29-dicembre/ Mon, 28 Dec 2015 14:00:00 +0000 http://ecomotori.e2net.it/news/ev-flash-mob-la-carovana-antismog-a-milano-il-29-dicembre/ La giunta di Milano ha applicato misure straordinarie per limitare l’inquinamento nella città attraverso il blocco di tutto il traffico veicolare endotermico privato per i giorni 28-29-30 dicembre. Solamente i veicoli elettrici, gli ibridi “plug-in” e ibridi range-extender possono liberamente circolare. 
Il blocco infatti coinvolge obbliga allo stop anche le auto alimentate a metano e gpl siano esse bi-fuel o monovalenti.

Dai social nasce l’idea di organizzare un flash-mob con una carovana itinerante per la città (in alcuni luoghi simboli) da tenersi il 29 dicembre per dimostrare che una mobilità veramente ad emissioni zero è possibile.

Il ritrovo per tutti i possessori di mezzi elettrici privati (è prevista la partecipazione di oltre 50 mezzi), è in Piazza Sant’Agostino verso le 10.30.
 
Da qui la partenza carovana intorno alle 11,00, sarà costeggiata la darsena (dove saraà possibile vedere in acqua una barca con il primo motore nautico costruito in Italia da S&H).
 
Un’ora e mezza di tragitto per la città (a circa 30km/h per non disturbare i ciclisti ed i pedoni che riprendono possesso della città), con SOSTA e “CITOFONATA” a palazzo Marino e al palazzo della regione Lombardia per poi riprendere il tour per la città che si concluderà presumibilmente alle 13- 13,30 presso centro commerciale Portello, Iper la Grande I, per i saluti finali.

Per ulteriori informazioni gli organizzatori dell’evento saranno reperibili al numero telefonico 02 27208182.

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Mongol Rally ECO?, la sfida dell’Italian Team! https://www.ecomotori.net/iniziative/mongol-rally-eco-la-sfida-dellitalian-team/ Wed, 02 Dec 2015 13:00:00 +0000 http://ecomotori.e2net.it/news/mongol-rally-eco-la-sfida-dellitalian-team/ Il Mongol Rally è un Rally non competitivo a scopo di beneficenza. I punti di partenza sono distribuiti in alcune nazioni Europee mentre il traguardo è ad Ulan Bator in Mongolia. La beneficenza viene messa in pratica con un’asta di tutti veicoli partecipanti alla gara una volta arrivati in Mongolia ed il ricavato destinato ad opere di beneficenza.
 
Abbiamo incontrato Matteo Daini e Vincenzo di Bella che stanno dando vita ad un Team tutto italiano per partecipare all’edizione 2016 con un veicolo ecologico e ve li presentiamo in questa intervista doppia.
 
Cosa rappresenta l’EcoRally Worldwide Italian Team per te?

Matteo: “Ecorally Worldwide Italian Team ha obiettivi chiari di sensibilizzazione e promozione delle energie alternative. Una grande avventura e non solo. Un eccitante terreno di prova di nuove idee e di interessanti esperimenti. Lo vedo come un fisiologico sviluppo perfettamente integrato nel mio lavoro e nelle mie scelte di vita. Siamo un gruppo eterogeneo perché eterogeneo è il progetto. Mi sento parte del Team da sempre per natura.”

Vincenzo: “Questa nuova iniziativa rappresenta il naturale proseguimento della mia carriera di pilota regolarista. Dopo 10 anni ininterrotti di attività nel campionato del mondo Energie Alternative, con RaceBioConcept Team, è giunto il momento di provare una nuova avventura. Diversa dalle precedenti ma che riesca a dare continuità alla mia passione per le competizioni automobilistiche. L’ecorally Worldwide Italian Team è una esperienza nuova su percorso che ci vedrà impegnati per quasi un mese. Ci porterà dalla parte opposta del globo, ma con un format del tutto innovativo. Insomma qualcosa mai tentato finora.”

Quale sarà il tuo ruolo nell’impresa?

Vincenzo:In qualità di prima guida sarò lo stratega dell’equipaggio. La mia esperienza di regolarista mi sarà utile per pianificare i percorsi migliori, le distanze da percorrere ogni giorno e quali tempi rispettare, il bilanciamento della macchina per garantirne l’affidabilità e la gestione di tutti gli strumenti imbarcati a bordo. La competizione che affronteremo sarà molto dura, diversa da qualsiasi cosa mai provata finora quindi la pianificazione dei percorsi e l’attenzione alla guida saranno fondamentali. Non da meno mi aspetta un periodo di allenamento in vista di un mese di guida giornaliera con tappe che potranno durare anche 8 o 9 ore al giorno.”

Matteo: ”Sono un inventore, un creativo e mi occupo di innovazione da molti anni. Dopo gli studi in Fisica ho depositato alcuni brevetti e ho fondato un’azienda, la MinD O, che si occupa di creare idee e start up. Risolvo problemi insomma. Rappresento l’aspetto scientifico ed innovativo del progetto. Non sono un pilota professionista, ma sono un esperto viaggiatore. Sono un marinaio d’altura, atleta presso l’ Anemos a.s.d. di Roma in regate internazionali. Sono abituato alla competizione, alle difficoltà, agli imprevisti e alle lunghe distanze. Il deserto è pur sempre un mare.”

Perchè state lanciando questa sfida al mondo del Rally ?

Matteo: ”Quando proposi il mio progetto a Mario, RaceBioConcept Team Leader, e a Vincenzo, furono subito entusiasti. Gli parlai di un’ invasione di campo. Quale miglior modo per promuovere l’eco sostenibilità nella mobilità, e quale modo migliore per dimostrare l’affidabilità dell’energia alternativa, se non uscire dai soliti circuiti autoreferenziali e andare in competizione diretta con le macchine tradizionali. Cercavo dei visionari come me per partecipare ad una gara impegnativa e senza esclusione di colpi, su un percorso tra i più duri disponibili. Volevo dare un’ impostazione scientifica al progetto e gestirlo come un vero esperimento: il riscontro dei valori di scarico durante il tragitto era essenziale. Essendosi loro già impegnati in progetti per il controllo e monitoraggio delle emissioni su pista, quindi, fummo subito in perfetto allineamento. Erano loro i visionari che cercavo. Ci sentimmo da subito vicini negli intenti ed era inevitabile, come è poi successo, che tutto questo diventasse possibile.”

Vincenzo: “Affrontare una gara con una vettura a energia alternativa e con il controllo delle emissioni a bordo rappresenterà una prima mondiale importante perché potrebbe finalmente dimostrare, dati oggettivi alla mano, che si può partecipare a un raid molto impegnativo anche in queste condizioni. Già in molti hanno partecipato a questa competizione ma mai nessuno si è spinto così avanti dal punto di vista tecnico”

Perchè iniziare proprio dal Mongol Rally?

Vincenzo: “Il Mongol Rally da alcuni anni ha assunto un ruolo importante nel mondo dell’automobilismo amatoriale: è diventato sempre più un avvenimento internazionale importante molto duro per piloti e autovetture. Un test importante e una sfida difficile.”

Matteo: ”E’ la gara perfetta, divertente, una vera sfida di sopravvivenza. Un rally di beneficenza con macchine di qualsiasi provenienza senza regole; niente supporto e niente assistenza sul percorso. Un viaggio in terre selvagge in una competizione tra le più selvagge al mondo che da Londra porta a Ulan Bator. Una macchina usata resa ecologica e lanciata su distanze che coprono un terzo della circonferenza terrestre in paesi incredibili e panorami mozzafiato; è la cornice perfetta per portare a termine questo primo obiettivo.”

Quali sono i prossimi obiettivi dell’Italian Team?

Matteo: “Il progetto non può finire qui. Continueremo a sostenere le energie alternative e le loro capacità con questo format tutto nostro di unire il rigore scientifico dei risultati con una forte carica ludica e di divertimento. Ho già nuove idee da presentare.”

Vincenzo: ”Arrivare in Mongolia è sicuramente il primo obiettivo del nostro team. Sarebbe molto bello partecipare anche a qualche altra gara del campionato internazionale energie alternative. Io preferisco un passo alla volta, ma sicuramente l’avventura non finisce qui.”
 
Ecomotori.net sarà media partner ufficlale e seguirà tutte le fasi dalla preparazione fino all’arrivo in Mongolia.

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Terminata con successo la seconda missione di solidarietà in Ucraina di Ecomotori e Bigas-Cavagna https://www.ecomotori.net/iniziative/terminata-con-successo-la-seconda-missione-di-solidarieta-in-ucraina-di-ecomotori-e-bigas-cavagna/ Fri, 22 May 2015 12:00:00 +0000 http://ecomotori.e2net.it/news/terminata-con-successo-la-seconda-missione-di-solidarieta-in-ucraina-di-ecomotori-e-bigas-cavagna/ Dieci giorni di viaggio e oltre cinquemila chilometri, questi sono i numeri del secondo viaggio ecologico di solidarietà svolto nei giorni scorsi da Ecomotori.net con partner tecnici Bigas-Cavagna e molte aziende alimentari e di vestiario del territorio toscano ed umbro.

Consegnata una tonnellata di aiuti alle organizzazione di solidarietà legate alla chiesa evangelica di Novovolynsk in Ucraina occidentale. La città, a forte vocazione mineraria, non è colpita in forma diretta dal conflitto bellico che infiamma il Paese ex sovietico, ma piuttosto dalla crisi economica diretta conseguenza delle tensioni sociali allinterno dellUcraina e dalla svalutazione della moneta.

Protagonisti del viaggio, oltre il capo spedizione Guido Guerrini, il giornalista Matteo Tacconi, il fotografo spagnolo Ignacio Maria Coccia, il gruppo musicale dei Lenz e le traduttrici Nelya Fulko e Yaryna Grusha.

Oltre alla missione di solidarietà a Novovolynsk, i protagonisti del viaggio hanno soggiornato per quattro giorni nella capitale Kiev dove hanno collaborato alla realizzazione di servizi giornalistici e fotografici che nei prossimi giorni saranno diffusi su media di rilevanza nazionale.

Da segnalare lottime performance del Peugeot Expert a metano messo a disposizione da Bigas-Cavagna che ha percorso i circa cinquemila chilometri del viaggio con una spesa inferiore ai 200 euro.
 
Nei prossimi giorni il resoconto dettagliato di questa nuova missione.

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Ecomotori ritorna in Ucraina con un nuovo viaggio di solidarietà https://www.ecomotori.net/iniziative/ecomotori-ritorna-in-ucraina-con-un-nuovo-viaggio-di-solidarieta/ Fri, 01 May 2015 11:00:00 +0000 http://ecomotori.e2net.it/news/ecomotori-ritorna-in-ucraina-con-un-nuovo-viaggio-di-solidarieta/ Dopo il successo del viaggio invernale dello scorso gennaio, nuova avventura in terra ucraina per Ecomotori. Stavolta non ci sarà il Generale Inverno a complicare le cose, ma una crisi economica pesantissima, diretta conseguenza della guerra civile in atto nel Paese ex sovietico.

Quando una squadra è vincente non conviene mai fare cambiamenti, ed ecco perché viene confermato il Peugeot Expert con impianto a metano Bigas-Cavagna che ha già regalato ottime soddisfazioni lo scorso gennaio.
 
Si amplia, invece, il numero dei membri della spedizione: al collaboratore di Ecomotori.net Guido Guerrini si aggiungono il giornalista Matteo Tacconi, il fotografo Ignacio Maria Coccia, il gruppo musicale dei Lenz e linterprete Nelya Fulko.
 
Il veicolo ecologico raggiungerà prima la città di Novovolynsk, dove sarà rinnovata la collaborazione con la chiesa evangelica locale, per poi arrivare a Kiev per una sosta di tre giorni. Una volta invertita la rotta la spedizione rientrerà in Italia attraversando la regione dei Carpazi. Un drive-test di circa 5.000 chilometri, in parte a pieno carico e in parte con veicolo scarico.

Sarà interessante confrontare i buoni consumi registrati in inverno con basse temperature e strade innevate con quelli di una stagione più calda e con minori difficoltà pratiche, sottolinea Guido Guerrini, che aggiunge che fa piacere condividere questa esperienza di solidarietà assieme ad un giornalista ed un fotografo professionista, un promettente inizio per nuove collaborazioni.
 
Soddisfatto della nuova missione anche Nicola Ventura, direttore di Ecomotori, che riesce a coniugare un viaggio ecologico con un progetto di solidarietà attiva per la seconda volta in meno di sei mesi. Un avvio anno fortunato per Ecomotori, che oltre ad essere protagonista di questo tipo di viaggi sta dominando con la scuderia tutte le classifiche della Coppa Fia Energie Alternative, avendo vinto due gare su due disputate.

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Solidarietà a metano in Ucraina: dopo 5646 km finalmente in Italia https://www.ecomotori.net/iniziative/solidarieta-a-metano-in-ucraina-dopo-5646-km-finalmente-in-italia/ Wed, 14 Jan 2015 09:00:00 +0000 http://ecomotori.e2net.it/news/solidarieta-a-metano-in-ucraina-dopo-5646-km-finalmente-in-italia/ L’ultimo giorno della nostra avventura ecologica comincia con il recupero di Emanuele presso l’aeroporto internazionale di Monaco di Baviera. La struttura è intitolata a Franz Josef Strauss più volte presidente della Baviera e ministro federale. Obiettivamente è uno dei più organizzati aeroporti dove abbiamo mai messo piede. Il volo del buon Calchetti è puntuale, questo è un bene dopo lo spavento che ci siamo presi il giorno precedente per il rischio di annullamento a causa del maltempo in Russia.
 
Ancora ricchi di metano austriaco, con l’aggiunta di un terzo componente nell’equipaggio del Peugeot Expert, riprendiamo il cammino verso sud. L’ottima autostrada tedesca, completamente gratuita, scorre sotto le nostre ruote e nei pressi delle Alpi comincia la parte austriaca del viaggio.
 

Lasciata la capitale tirolese Innsbruck comincia la carissima, al costo di 9 euro oltre il normale bollino stradale austriaco, scalata verso il Brennero. Le autorità austriache fanno pagare un extra per il transito sul Ponte d’Europa, una ardita infrastruttura costruita negli anni ’60 con 190 metri di salto rispetto al fondo valle. Per anni ci sono state discussioni se questo ponte fosse più o meno alto del Viadotto Italia presso Laino Borgo in Calabria, transitabile gratuitamente, e su quale dei due fosse il più alto viadotto d’Europa. Da alcuni anni il ponte di Millau, in Francia, con i suoi 343 metri di salto, ha messo d’accordo tutti.
 
Chi volesse evitare di pagare il pedaggio extra può uscire prima del ponte e rientrare subito dopo. La strada è più lenta e lunga, ma permette di godere della visuale del ponte dal basso. Per i più temerari esiste la possibilità di fare bungy jumping a soli 179 euro. Peccato che l’offerta valga solo nei mesi estivi.
 
A mezzogiorno, nella innevata cornice del Passo del Brennero, varchiamo il confine nazionale.
Nella frazione di Varna appena a nord di Bressanone, grazie alle puntuali informazioni dell’elenco distributori di Ecomotori, raggiungiamo uno dei distributori di metano più a nord d’Italia. Veloce rifornimento self service al costo di 1,15 al kg e siamo nel cuore di Bolzano in compagnia degli ecoamici Franco, Sarah e Luca.
 
Cogliamo l’occasione di un pranzo tipico altoatesino presso lo storico ristorante Hopfen ospiti di Franco Gaioni, che oltre che essere un provetto copilota di ecorally (Campione del Mondo Copiloti Fia classe IIIA) è anche uno degli storici organizzatori dell’Ecorally della Mendola, una delle più belle prove del Campionato Mondiale Fia Energie Alternative. Brindiamo con la birra Bozner Bier, di produzione locale, sia al successo del nostro viaggio e sia al compleanno di Guido che cade proprio nell’ultimo giorno del nostro cammino di solidarietà a metano.
 
L’obiettivo di giornata è consegnare il Peugeot Expert alla famiglia Biagiotti presso la storica sede della Bigas a Calenzano nei pressi di Firenze. Ecco perché il tempo passato a Bolzano non può essere più lungo della durata dell’ottimo pranzo. Mezza Italia scivola sotto le ruote con la sola veloce sosta presso il distributore di Campogalliano laddove la A22 del Brennero entra nell’Autostrada del Sole. Non c’è traffico e il tempo è buono anche nel famigerato tratto appenninico della A1.
 
Tutto ciò ci permette di arrivare alla Bigas entro l’ora di cena e riconsegnare veicolo e chiavi ad uno dei partner indispensabili per la riuscita di questo viaggio. Ottimi consumi, ottima manutenzione e affidabilità sia del veicolo che dell’impianto a metano, ci hanno permesso di non avere mai problematiche durante l’avventura, cosa non affatto scontata quando ogni notte il termometro scendeva molto al di sotto dello zero.
 
Essendo a due passi dal cuore del rinascimento italiano e del capoluogo della nostra terra natia optiamo per fare l’ultima cena del viaggio proprio a Firenze. Scegliere di mangiare una ottima Fiorentina e del buon Chianti sarebbe una scelta troppo banale. Ecco perché la nostra avventura si conclude presso Piazza Santa Croce nel ristorante “Marina” dedicato alla cucina russa e gestito da una famiglia azera che da molti anni vive in Italia. Mangiare cibo ucraino e bere birra russa ci va venire voglia di ripartire il prima possibile per la prossima avventura, rigorosamente con combustibili alternativi, da organizzare assieme ad Ecomotori!
 

 
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Solidarietà a metano in Ucraina: Budapest- Erding (651 Km) https://www.ecomotori.net/iniziative/solidarieta-a-metano-in-ucraina-budapest-erding-651-km/ Mon, 12 Jan 2015 11:00:00 +0000 http://ecomotori.e2net.it/news/solidarieta-a-metano-in-ucraina-budapest-erding-651-km/ La sveglia mattutina si affianca al ricordo della serata in giro per Budapest e dello splendido panorama in notturna dalla parte alta di Buda verso il resto della città. Un’illuminazione perfetta rende la visuale davvero meritevole. La città danubiana non ha complessi d’inferiorità nei confronti di nessun’altra capitale europea. La sua bellezza, la capacità di essere intrigante e di regalare a ogni angolo piacevoli ed interessanti scorci la rende una meta turistica a cui non basta dedicare un fine settimana, figuriamoci una mezza giornata come nel nostro caso.
 
Per gli amanti del turismo a metano la capitale magiara è una delle più semplici da raggiungere. Attraverso la rete stradale austriaca si possono fare i rifornimenti che permettono di arrivare a Budapest dove in loco sono presenti tre distributori, uno in pieno centro e due in periferia. Visitiamo quello del centro cittadino (marchiato Mol) e facciamo rifornimento in quello dell’Agip situato nella corsia di uscita del raccordo che dai ponti sul Danubio va verso occidente. Qualche chilometro prima del bivio che separa l’autostrada per Vienna (M1) da quella verso il Lago Balaton (M7) c’è l’ambito CNG al prezzo di circa 1.15 euro al chilogrammo. Sempre nello stesso distributore Agip, oltre ai classici carburanti, si può trovare gpl e addirittura etanolo.
 

Nella periferia occidentale della città, a circa dieci chilometri dal cuore di Budapest, visitiamo un curioso luogo che la dice lunga sulla cultura e attenzione di questo popolo verso il passato. Il Memento Park, situato sulla sommità di una piccola collina, è il luogo dove sono state trasferite molte delle statue che andavano di moda tra il dopoguerra e il 1989 nella allora Ungheria comunista. Dopo la rimozione dai piedistalli nessuno ha pensato d distruggerle, ma anzi, salvandole, sono diventate un’attrazione turistica. Qui arrivano bus e tante persone disposte a pagare circa 4 euro di biglietto oltre che arricchire il business dei souvenir a tema.
 
Ed eccoci a passeggiare, sotto qualche goccia di pioggia, osservando Lenin, il leader locale Bela Kun, il bulgaro Dimitrov, i soldati dell’Armata Rossa, i giovani pionieri ungheresi e tanti altri personaggi piuttosto sconosciuti alle nostre latitudini. Di Stalin restano solo gli stivali e il basamento visto che la statua fu abbattuta durante la rivolta del 1956 repressa dai sovietici nell’indifferenza e non ingerenza del blocco occidentale.
 
Lasciamo Budapest e la nazione governata da Viktor Orban, personaggio poco amato in Europa per la propria politica economica tesa a una forte presenza dello Stato nella gestione delle banche e nell’economia in generale. Al contrario, grazie ad un forte consenso nell’elettorato magiaro, domina senza reali avversari la politica ungherese.
 
Lungo l’autostrada che conduce a Vienna e Bratislava sarebbe possibile un’ulteriore rifornimento di metano nella città di Gyor, ma la chiusura del distributore al sabato e alla domenica non aiuta il nostro proposito. Siamo nel luogo dove Slovacchia, Austria ed Ungheria si incontrano e, come durante il viaggio di andata, qui troviamo un massiccio numero di pale eoliche che spaziano nei tre territori producendo energia pulita. Rientriamo in Austria e nei pressi dell’aeroporto della capitale ci sovrapponiamo al percorso del viaggio di andata chiudendo un cerchio stradale che copre quasi mezza Europa.
 
Non c’è modo migliore che festeggiare con un nuovo pieno di metano nell’area di servizio autostradale di Schwechat al prezzo record di 1,16 euro al kg.
 
L’obiettivo di giornata è avvicinarsi all’aeroporto di Monaco di Baviera, dove domani mattina ci incontreremo con un amico della nostra spedizione e che spesso partecipa alle missioni di solidarietà con veicoli ecologici in giro per l’Europa. Emanuele sta tornando dalla città russa di Volgograd, dove l’anno passato, assieme a lui, portammo degli aiuti destinati alla Comunità Giovanni XXIII. Dopo un periodo di tre mesi ad approfondire la lingua russa e a collaborare con i volontari locali, Emanuele deve tornare in Italia per rinnovare il proprio visto. La nostra missione di solidarietà in Ucraina è ben lieta di dare un eco-passaggio al nostro amico.
 
La monotonia dell’autostrada A1 viene interrotta, non solo dalle folate di vento e i periodici rovesci di pioggia, ma da un più grave problema per fortuna senza conseguenze. Ci scontriamo con una grande tanica vuota che il vento ha improvvisamente portato al centro della carreggiata. Non possiamo fare nulla per evitarla e finisce per conficcarsi tra il telaio del Peugeot Expert e l’asfalto. Una volta fermati in corsia di emergenza siamo raggiunti da un veicolo di soccorso che era causalmente in zona. Grazie al tempestivo aiuto riusciamo a rimuovere quello che resta della tanica e, una volta accertato che tutto è nella norma, riprendiamo il viaggio.
 
L’ultima cittadina che incontriamo prima di entrare in Germania, dove ci riforniamo ulteriormente di metano, è Braunau am Inn. La strada della stazione di servizio Omv porta quasi lo stesso nome dell’omonima via nel centro del paese dove si trova la casa natale di un personaggio che ha significativamente partecipato ad alcuni dei fatti più drammatici del XX secolo.
 
Al numero 15 di Salzburger Vorstadt, mamma Klara e papà Alois videro nascere nel lontano 20 aprile 1889 il loro piccolo Adolf, senza essere consapevoli che quell’uomo avrebbe avuto un ruolo determinante nella morte di milioni di persone. Non può che tornarci in mente il secondo giorno di viaggio quando abbiamo visitato il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. In ogni caso la cittadina di Braunau risulta essere davvero carina.
Varcato il ponte sul fiume Inn siamo in Germania e percorsi ancora 90 chilometri decidiamo di fermarci nella cittadina di Erding dove aspetteremo la mattina successiva, ed il volo di Emanuele, con una tipica cena bavarese.
 
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Solidarietà a metano in Ucraina: Sebes-Budapest (km 512) https://www.ecomotori.net/iniziative/solidarieta-a-metano-in-ucraina-sebes-budapest-km-512/ Sun, 11 Jan 2015 13:00:00 +0000 http://ecomotori.e2net.it/news/solidarieta-a-metano-in-ucraina-sebes-budapest-km-512/ Una rapida colazione con un caffè di un distributore automatico e ci prepariamo a lasciare per sempre il periferico Hotel Comfort di Sebes e la sua lentissima e malfunzionante connessione internet. A suo favore, invece, i soli venti euro per il pernottamento in una camera nuovissima, la pulizia ed un parcheggio sicuro.
 
Nella giornata di ieri avevamo fermato il nostro attraversamento della nazione rumena interrogandoci su quanti chilometri di autostrada avremmo percorso oggi. La risposta 60 che sommati ai 40 di ieri fanno un centinaio di chilometri nuovi rispetto a quelli che ricordavamo circa due anni fa. In tutta la tratta autostradale non esiste una sola area di servizio e coloro che vogliono rifornirsi di benzina o semplicemente nutrirsi devono uscire e tornare nella vecchia statale che pullula di economici motel, ristoranti e pompe di benzina.
 

Continuando la marcia verso ovest la situazione sociale migliora e diventa raro incontrare veicoli a trazione animale. Anche i prezzi dei carburanti, uscendo dalla Transilvania ed entrando nella regione del Banato, crescono sensibilmente di circa 10 centesimi di euro rispetto al rilevamento di ieri.
 
Le temperature di oggi non scendono mai sotto i 5 gradi e nel corso della giornata toccheranno il record positivo del viaggio andando in doppia cifra, portando a 30 gradi l’escursione termica nelle ultime 48 ore. Conseguentemente al relativo caldo che incontriamo è normale che la neve dei giorni precedenti si trasformi in pioggia accompagnandoci fino all’Ungheria. Dalla città di Arad al confine ricomincia anche l’autostrada.
 
Non ci sono molte cose da raccontare in questa prima parte di trasferimento, però vogliamo segnalare la pista ciclabile che costeggia la tramvia alla periferia di Arad. In un paese dove mancano tante infrastrutture potrebbe sembrare una goccia d’acqua nell’oceano, ma è comunque un segnale. Almeno in questa periferia pedoni, ciclisti e naturalmente cani hanno maggiore probabilità di sopravvivenza.
 
In questa parte di Romania vivono tantissime persone di etnia ungherese da quando l’ex Impero Austroungarico perse queste terre alla fine della Prima Guerra Mondiale. Da alcuni anni è risorto una specie di irredentismo magiaro per riunire sotto la stessa bandiera tutte le terre dove si parla la complessa lingua di Budapest. Anche in Transilvania e nel Banato sono numerosi i voti raccolti dai partiti che vorrebbero ricongiungersi con la più ricca Ungheria. Nell’Europa dei popoli, ancora non del tutto costruita, i nazionalismi fanno paura e anche la battaglia per il bilinguismo qui in Romania sembra un’impresa ardita.
 
Al confine di Nadlac la fila dei camion supera i tre chilometri. Nonostante l’ingresso in Unione Europea della Romania, non è stata ancora perfezionata l’adesione al trattato di Schengen quindi rimane il controllo seppure unificato da parte delle due polizie. Per i normali automobilisti si tratta di una breve attesa per un rapido sguardo ai documenti d’identità, ma per i camionisti sembrerebbe che la sosta in frontiera possa durare giorni.
 
Pagata la tassa stradale ungherese, con antipatica piccola truffa sul cambio di valuta, si prosegue verso il distributore di metano di Szeged. Da sempre avamposto dei viaggiatori a metano ed unico punto di rifornimento nel sud dell’Ungheria, la città che in italiano viene chiamata Seghedino è strategica visto che è a pochi chilometri sia dal confine rumeno che da quello serbo. I cartelli affissi sul distributore, dell’azienda francese Gdf Suez, chiariscono che il self service è bandito. Il prezzo è di circa 1,10 euro al kg e finalmente i capienti serbatoi del Peugeot Expert metanizzato Bigas-Cavagna possono tornare a riempirsi. Una nota curiosa è che gli erogatori italiani datati 2004 stanno per essere sostituiti da nuovi erogatori prodotti in Argentina. Oltre che numerosi automobilisti si riforniscono qui anche i bus ecologici della flotta urbana di Szeged.
 
Una bellissima autostrada in soli 160 chilometri ci porta alla capitale ungherese. Negli ultimi venti anni i magiari hanno investito molto nelle autostrade che sono tutte mantenute in ottime condizioni. Facilitati da un territorio pianeggiante hanno migliorato le grandi strade a quattro corsie esistenti in epoca comunista e completato le infrastrutture che uniscono il paese sia da nord a sud che da est ad ovest. Le tante tasse di transito pagate in questi anni si sono trasformate in servizi, cosa che non è successa in altri dei paesi attraversati durante il nostro viaggio.
I costi della benzina e del gasolio oscillano attorno a 1,20 euro mentre il gpl rilevato lungo l’autostrada è circa 90 centesimi di euro.
 
Grazie al ritorno al fuso orario italiano guadagniamo un’ora e arriviamo a Budapest nel primo pomeriggio e prendiamo alloggio presso la piccola Garden House, abbastanza vicini al centro, baciati ancora dalla luce solare e con una temperatura record di 16 gradi alla quale non siamo più abituati. Passeggiata nel cuore della meravigliosa città divisa tra Buda e Pest proprio dal Danubio e cena a base di piatti tipici ungheresi prima di poter riposare in vista delle ultime due giornate di viaggio che saranno, chilometricamente parlando, abbastanza intense.
 
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Solidarietà a metano in Ucraina: Chisinau-Sebes (630 km) https://www.ecomotori.net/iniziative/solidarieta-a-metano-in-ucraina-chisinau-sebes-630-km/ Sat, 10 Jan 2015 14:00:00 +0000 http://ecomotori.e2net.it/news/solidarieta-a-metano-in-ucraina-chisinau-sebes-630-km/ Lasciamo l’Ezio Palace per andare a fare rifornimento di metano in uno dei sei distributori che circondano Chisinau. Lo sviluppo di questo tipo di carburante, in Moldavia, è in crescita esponenziale. Nessuno è in grado di dirci quanti siano i distributori presenti ed in fase di apertura. Un aspetto significativo è che in tutti quelli aperti recentemente, che di solito sono marchiati Lukoil, c’è una colonna di erogazione con l’attacco Ngv1 e una con il sistema ex sovietico. Tutto questo ci permette di rifornire senza dover utilizzare l’adattatore. Circa venti metri cubi di metano moldavo vanno a fare compagnia ai restanti di quello di Odessa. Il Gpl costa 0,45 centesimi di euro, mentre benzina e gasolio sono attorno all’euro.
 
C’è grande curiosità da parte dei gestori della stazione di servizio ubicata proprio alle porte della capitale, lungo la strada per Hincesti, per un veicolo con gli adesivi di Ecomotori. Solitamente siamo noi a fotografare i punti di rifornimento, mentre stavolta sono loro ad immortalare noi.
 

La novità di oggi, oltre al fatto che torneremo in Unione Europea passando dalla Moldavia alla Romania, è il ritorno alle salite e discese che occuperanno il posto delle enormi pianure ucraine. Molti sono i valichi, tutti sotto i mille metri, che affronteremo. Si comincia dai rilievi che separano Chisinau dalla Romania dove inizia anche a nevicare. La velocità media scende a meno di cinquanta chilometri orari e l’asfalto scompare lasciando il posto a neve e ghiaccio. La temperatura è sempre quella degli ultimi giorni e stavolta nessuno spazzaneve sembra intervenire per provare a mantenere un itinerario internazionale, forse il più importante della Moldavia, in qualche modo pulito.
 
Il risultato è che raggiungiamo il fiume Prut, sul quale passeremo attraverso un ponte che collega alla Romania, dopo oltre due ore di marcia. Non c’è fila sul lato moldavo del confine e grazie a ciò passiamo in pochi minuti alla parte romena e quindi comunitaria. Qui la coda di auto è immensa per passaporti non comunitari, mentre per quella che riguarda la nostra situazione siamo solo due auto. Di fatto non veniamo neppure controllati, si parla un poco di Toscana e dell’amore del doganiere di turno per l’arte musicale del grande Totò Cutugno ed eccoci a pagare la vignetta stradale romena.
 
La pulizia dell’asfalto migliora solo in parte. Quando si passa da un dipartimento amministrativo all’altro le strade possono migliorare o risultare molto peggiori di prima. Per trovare una situazione accettabile dobbiamo aspettare la città di Bacau dove sostiamo una mezzora per pranzare. In questa occasione ritorniamo, per la prima volta da dopo aver lasciato Kiev, a rivedere il segno positivo sul termometro. Prima di questo abbiamo vissuto una delle più bizzarre avventure del viaggio quando abbiamo superato uno dei passi che separa la Moldavia rumena dalla Transilvania su una strada quasi vergine dal punto di vista della ripulitura post nevicata. Ci consoliamo del ritardo accumulato sulla tabella di marcia riguardando le belle foto scattate nel valico in precedenza affrontato.
 
Senza la neve sulla strada il nuovo pericolo diventa il buio, situazione dove in Romania è meglio non viaggiare. Il problema sono adulti e bambini che camminano lungo le strade nella più completa oscurità oltre ai carretti trainati da cavalli che di notte non dovrebbero neppure circolare. Anche il numero dei cani randagi, come raccontato numerose volte in precedenti occasioni, caratterizza questa nazione e la sua sicurezza stradale. Il numero di cani morti lungo la strada fa comprendere la pericolosità del fenomeno oramai storicizzato. I cani rumeni hanno raggiunto un livello superiore di evoluzione rispetto a quelli italiani visto che prediligono lo stazionamento presso semafori e passaggi a livello rimanendo in attesa delle cose che posso essere gettate dai finestrini.
 
Nel tardo pomeriggio, presso il capoluogo della Transilvania Brasov, terminiamo con un buon risultato di 425 chilometri il pieno di metano moldavo-ucraino. Ancora una volta l’impianto Bigas-Cavagna ci regala grandi numeri anche considerando che non abbiamo potuto tenere un passo regolare a causa dei frequenti rallentamenti dovuti alle condizioni meteo e stradali.
 
I prossimi 400 chilometri del viaggio, quelli che ci porteranno nella città ungherese di Zseged, saranno quelli meno ecologici tenuto conto che dovremmo farli utilizzando la benzina. Non si comprende il perché la Romania sia rimasta l’unica nazione, di ques’area geografica, a non avere punti di erogazione del metano per auto. C’è in abbondanza il gpl al costo di circa 60 centesimi di euro al litro mentre benzina e Gasolio sono attorno a 1,15 euro.
 
Nei pressi di Sibiu la nostra strada si congiunge a quella che da Bucarest va verso l’Ungheria. Da anni è in progetto un’autostrada che dovrà collegare la capitale rumena e Budapest, ma fino a poco tempo fa la moderna quattro corsie si limitava a girare intorno a Sibiu. Con nostra sorpresa è stato aperto un nuovo tratto che ci fa raggiungere con rapidità la città di Sebes dove, vista la tarda ora, ci fermiamo a dormire in attesa di scoprire fino a dove ci porterà domani la nuova autostrada.
 
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Solidarietà a metano in Ucraina: Transnistria, lo stato che non c’è https://www.ecomotori.net/iniziative/solidarieta-a-metano-in-ucraina-transnistria-lo-stato-che-non-ce/ Fri, 09 Jan 2015 10:00:00 +0000 http://ecomotori.e2net.it/news/solidarieta-a-metano-in-ucraina-transnistria-lo-stato-che-non-ce/ Dopo i postumi dei festeggiamenti natalizi comincia il vero e proprio rientro per l’equipaggio di Ecomotori. Abbiamo attentamente esaminato le previsioni metereologiche dei prossimi giorni e ci siamo rassegnati a dover affrontare la perturbazione glaciale che sta flagellando questa zona di Europa. La giornata di oggi non prevede grandi disagi stradali, ma solo eventuali problematiche burocratiche visto che attraverseremo da parte a parte la fantomatica Repubblica di Transnistria.
 
Come ogni mattina, grazie alle temperature notturne polari, le strade di Odessa sono ricoperte di ghiaccio e bisogna muoversi con la massima prudenza. Non riusciamo a scendere nella parte bassa della città per fotografare il nostro Peugeot Expert davanti alla Scalinata Potemkin. La scivolosità delle stradine che scendono verso il mare è tale che le autorità locali hanno chiuso quelle più ripide. Trovare una via alternativa per raggiungere la base della scalinata si rivela un’impresa complessa alla quale dopo mezzora di tentativi dobbiamo rinunciare.
 

Non demordiamo, invece, nell’impresa di fare rifornimento di metano presso la stazione di Odessa 2, dove la scorbutica cassiera del self service ci costringe a mostrare i documenti dell’auto e far effettuare una verifica dell’impianto Bigas-Cavagna ad un tecnico dell’azienda di distribuzione metano.
 
Ottenuto il via libera carichiamo i consueti 40 metri cubi prima di lasciare Odessa. Sono circa 60 i chilometri che separano la città ucraina da quello che un tempo era il confine amministrativo con la Moldavia. La strada è sempre diritta e una delle due corsie è sommersa dalla neve. Per la prima volta, nonostante splenda il sole, vediamo il termometro del veicolo scendere a sedici gradi sotto lo zero.
 
Superato il controllo doganale ucraino non si trova quello moldavo come erroneamente riportano tutte le carte geografiche, ma quello della Transnistria. La Moldavia non esercita più alcun controllo su queste terre dall’epoca dello scioglimento dell’Unione Sovietica. Curiosamente lo stemma e la bandiera della Transnistria sono quelli della Repubblica Moldava federata nell’Urss, cosa che fa di questo stato, non riconosciuto, l’unico al mondo ad utilizzare nella propria simbologia la falce ed il martello.
 
In linea di massima questo territorio si sviluppa ad est del fiume Dnestr e la popolazione è russofona, contrariamente al resto della Moldavia dove si parla prevalentemente una lingua neolatina quasi identica al rumeno.
 
In ogni caso, anche se decidessimo che questa nazione non esista, dovremmo fare i conti con la sua dogana, i suoi poliziotti e la sua moneta: il rublo della Transnistria. Un tempo le forze di polizia di questo posto avevano la fama di essere dei veri vampiri capaci di importi mazzette per attraversare i cinquanta chilometri sotto il loro controllo. La situazione è notevolmente migliorata visto che il tempo che perdiamo è solo per gestire l’aspetto burocratico finalizzato a concederci il visto di transito valido ben dieci ore, regolarizzare il passaggio dell’Expert e fargli pagare cinque euro di tassa ecologica.
 
Una bella strada a tre corsie, quella centrale è per entrambi i sensi di marcia, ci accompagna fino alla capitale Tiraspol. I nomi delle strade sono rimasti quelli di epoca sovietica come la monumentalità delle statue di Lenin e dei memoriali a ricordo della Seconda Guerra Mondiale e di quella dei primi anni ’90 con la Moldavia. Di fatto questa striscia di terra è un protettorato russo com’è dimostrato dalla presenza di una base militare di Mosca e dai tanti soldati dell’Armata Rossa a spasso per la città. L’amicizia con la terra di Putin è ricordata anche dai colori dei bus del trasporto pubblico di Tiraspol che compongono le due bandiere russa e della Transnistria che si incrociano.
 
Pochi anni fa, con un referendum, la stragrande maggioranza della popolazione chiese l’annessione di questo territorio alla Federazione Russa. Quest’ultima ha più volte minacciato di collocare postazioni missilistiche in Transnistria se la Nato facesse altrettanto in Polonia o Repubblica Ceca. Nessuna nazione al mondo riconosce l’autodeterminazione di questo popolo e l’indipendenza de facto.
 
Ci fermiamo a pranzo nel centro di Tiraspol per provare a vivere qualche ora in un luogo che non esiste nelle carte geografiche. Scattiamo foto, compriamo souvenir cambiando euro con rubli locali e infine, prima che cali la sera, lasciamo questa curiosa terra.
 
Ci colpisce la presenza di numerosi distributori di metano, soprattutto dei due situati a ridosso del confine sia in entrata che in uscita. A giudicare dalle file, sembrerebbe che il metano sia molto utilizzato. Il prezzo è di circa 40 centesimi di euro a metro cubo, benzina e gasolio sono attorno agli 80 centesimi mentre un litro di Gpl ha lo stesso prezzo del metano.
 
Anche in uscita i doganieri non si dimostrano avidi visto che risolviamo tutto con il costo di un solo pacchetto di sigarette, come ai tempi dell’Unione Sovietica.
 
Lasciata la dogana, dopo pochi metri si incontra il posto di controllo delle forze di pace con mandato Onu, anche se di fatto sono tutti russi. Infine c’è un posto di blocco della polizia moldava. Un tempo entrare in Moldavia dalla Transnistria era considerato un reato grave punibile come immigrazione clandestina. Il tutto nasceva dal fatto che nessun poliziotto della nazione moldava ti metteva il proprio timbro nel passaporto e quando uscivi dal Paese rischiavi di pagare un multa. Ora che la strada e la ferrovia tra Chisinau ed Odessa sono tornate ad essere relativamente frequentate la Moldavia ha trovato un compromesso. Uscendo da Tiraspol non c’è una dogana vera e propria, ma un ufficio immigrazione che ti mette il timbro sul passaporto e ti fa pagare la tassa stradale per circolare nelle strade locali. DI fatto la Moldavia sembra doversi rassegnare a perdere la Transnistria.
 
La giovane nazione moldava è considerata dalle statistiche la più povera d’Europa e si trova a vivere un conflitto politico simile a quello della vicina Ucraina. Anche le recenti elezioni non hanno dipanato la questione visto che il fronte europeista ha conquistato un solo punto percentuale in più di quello che vorrebbe rimanere legato alla Russia. Anche qui, come in Ucraina, la contrapposizione tra i due fronti è alle stelle e il rischio che la tensione accumulata possa esplodere è alto.
 
Senza una mappa e senza un navigatore funzionante in questa nazione, dopo qualche tentativo con il puro senso dell’orientamento riusciamo a raggiungere l’Ezio Palace Hotel, un pacchianissimo albergo, prenotato via internet, ed ubicato vicino alla sede della Tv di Stato. Nonostante il freddo pungente e la scarsità di fascino della capitale moldava decidiamo di cenare in centro presso il ristorante uzbeko Caravan. I caldi piatti centroasiatici ci fanno dimenticare il gelo che continua a circondarci.
 
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