Guide Archivi - Ecomotori.net Il Portale della Mobilità Sostenibile Tue, 25 Jul 2023 21:52:11 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.3 Cos’è il BIOMETANO? https://www.ecomotori.net/guide/cose-il-biometano/ Thu, 12 May 2022 08:00:00 +0000 http://www.ecomotori.net/?p=17272 Il Biometano è un gas naturale e rinnovabile, derivato dal processo di purificazione (upgrading) del biogas (miscela di metano e anidride carbonica) ottenuto dalla valorizzazione di prodotti e sottoprodotti della filiera agricola e agroindustriale, dalla FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano) che è il materiale raccolto dalla raccolta differenziata dell’organico (umido) ed anche dal trattamento delle acque e fanghi reflui.


Quanto biometano si può produrre?

A livello europeo il potenziale disponibile di biomassa, inclusi i flussi di rifiuti, potrebbe consentire la produzione di 246 miliardi di metri cubi di biometano all’anno. In Italia potrebbe essere realisticamente raggiunta una produzione di 8 miliardi di metri cubi di biometano all’anno. Tale quantità è pari a circa la metà dell’attuale fabbisogno di metano di derivazione fossile.


Un’auto a metano può usare il biometano?

Assolutamente si e senza alcun tipo di intervento o modifica. L’elemento principale del gas naturale è la molecola di metano (CH4) l’unica differenza di questa molecola è l’origine: fossile per il metano da estrazione e rinnovabile per il biometano.


Il biometano è carbon negative?

Secondo il recentissimo “Studio delle emissioni di gas serra e di biossido di azoto in atmosfera dal comparto dei trasporti con alimentazione a gasolio, a metano e a biometano liquefatto”, realizzato dall’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico (IIA) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IIA) emerge che il bioLNG (biometano liquido) permette la  riduzione delle emissioni di gas serra fino al 121,6% rispetto all’impiego di gasolio e una diminuzione del 65% di biossido di azoto.

Per maggiori informazioni: “Meno 121% di gas serra con il BioMetano Liquido”


Ci sono distributori di biometano?

Nell’elenco distributori di ecomotori è possibile selezionare la visualizzazione dei soli impianti che erogano Biometano utilizzando l’apposito filtro. Questi sono i distributori che erogano 100% biometano grazie ad accordi con i produttori di biometano che garantiscono che un quantitativo di combustibile pari a quello erogato dal distributore sia bio immesso in rete nel rispetto delle procedure previste dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE).
Molti altri impianti erogano percentuali minori di biometano ma si stima che già oggi il 30% circa di tutto il metano per auto venduto in Italia sia di origine bio.


Elenco distributori BIOMETANO


Biometano nelle competizioni

Ecomotori Racing Team da alcuni anni porta il biometano anche nel mondo del Motorsport con l’obiettivo di dimostrare l’assoluta sostenibilità del combustibile sia nelle competizioni come nella vita di tutti i giorni.

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DOSSIER PREZZI METANO 2021 https://www.ecomotori.net/guide/dossier-prezzi-metano-2021/ Fri, 22 Oct 2021 15:23:58 +0000 https://www.ecomotori.net/?p=19347 Dal 1 ottobre 2021, giorno dell’impennata dei prezzi del metano, ne abbiamo lette di ogni colore. Da “Ladri” a “è tutto un complotto” per passare a “è colpa del Governo che aumenta le tasse”. Insomma un totale delirio di informazione confusionaria dove in mezzo ci si mettono anche molti (non tutti) media palesemente impreparati sul tema ma pronti a sguazzare in titoloni acchiappa click.

In questo totale marasma abbiamo deciso di provare a fare quanto più possibile chiarezza con quella che abbiamo definito “Operazione Trasparenza”.

Si, innanzitutto trasparenza, perchè in questo settore parlare di prezzi è praticamente un tabù ed invece riteniamo che mai come oggi serva innanzitutto trasparenza. Spiegare ed informare sono determinanti per far comprendere le cause di questo terremoto dei prezzi che ha colpito in primis i contratti del metano per autotrazione ma che a breve si ripercuoterà sull’intero comparto energetico.

1Anno termico

Perchè tutto si è scatenato il 1° Ottobre? Perchè l’anno termico, ovvero il periodo di riferimento (e quindi contrattuale) di riferimento per le aziende che operano nel settore del gas si chiama “Anno Termico” e va dal 1° Ottobre al 30 Settembre. I nuovi contratti quindi sono entrati in vigore il 1° Ottobre.
Vale per tutti? No, è una regola molto diffusa, ma non è un vincolo assoluto. Ci sono anche contratti che seguono, ad esempio, l’anno solare e che scadranno il 31/12.

2 – Il complottismo: Governo, Snam e le auto elettriche

Tra le cose più assurde lette in questi giorni sotto forma di cartelli improvvisati presso i distributori qualcuno che accusava il Governo (ladro per definizione… sic) di aver aumentato le tasse di 30 centesimi. Nulla di più falso! Anzi sul metano per autotrazione non vi è alcuna accisa a favore dello Stato. L’unica imposta che grava sul metano per autotrazione è l’IVA e nessun’altra imposta è stata aggiunta.

L’altro elemento spesso presente tra i commenti disorientati è SNAM. Non sono pochi i gestori e gli utenti che hanno ben pensato di accusare SNAM per i rincari. Per la maggioranza degli italiani vale l’equivalenza SNAM uguale Metano ed anche qui il chiarimento è d’obbligo.
SNAM (Società NAzionale Metanodotti) non vende metano ma si occupa di trasporto, stoccaggio e rigassificazione del metano. In sostanza vede transitare tantissimo metano nelle sue reti ma non si occupa della vendita. Siete scioccati dalla news?

Infine “Vogliono obbligarci a comprare le auto elettriche” è uno tra i mantra più diffusi. In questo caso l’esercizio è di elevato equilibrismo circense in quanto si sostiene che il “poteri forti” vogliano boicottare le auto a metano con l’aumento del costo del combustibile che poi è lo stesso che serve per produrre almeno il 50% dell’energia elettrica nazionale che serve per alimentare le auto elettriche. Inutile addentrarsi oltre.

3 – Perchè i prezzi alle stelle?

Se non è colpa del Governo e di Snam di chi è la colpa?
Solo questo tema meriterebbe un lunghissimo approfondimento ma dovendo per forza di cose semplificare, le cause sono da ricercare in alcuni elementi chiave tra cui:

  • Tipologia dei contratti
    Precedentemente erano a lungo termine mentre recentemente sono contratti “short” molto legati ad un’altra stortura del mercato finanziario quale i “futures”. E’ palese a chiunque che la “stabilità” del prezzo è il primo parametro che salta. 
  • Geopolitica
    Dipendiamo quasi totalmente dall’importazione di gas naturale ed il principale fornitore è la Russia. Nella fase post pandemia alcune economie, quella cinese in primis, hanno registrato importanti tassi di crescita ed hanno letteralmente fatto la parte del leone acquistando gas naturale e metano liquido senza limite di spesa.
    E’ ovvio che in assenza di contratti a lungo termine (vedi punto sopra) il venditore privilegia il miglior offerente.
    Non a caso il premier Russo Putin è intervenuto (raffreddando la corsa rialzista) ricordando che la Russia è un fornitore di gas affidabile. Leggi tra le righe… certo che se voi fate i fenomeni con contratti “short” non prendetevela con noi!

Va inoltre compresa anche la complessa geografia dei gasdotti; che tradotto significa transitare il meno possibile per l’Ucraina e forzare la mano per il completamento dei nuovi mega gasdotti europei più efficienti e meno costosi sul fronte del pompaggio.  

Infine di certo non aiutano le dichiarazioni di tutti i leader europei di voler intraprendere un percorso di abbandono del gas verso le fonti rinnovabili.
Bellissimo… ma a parole! Perchè nei fatti, a livello europeo, le rinnovabili quotano meno del 20% del fabbisogno energetico e negli ultimi 5 anni sono cresciute solo del 5%.
Diciamo che sputare nel piatto in cui c’è il cibo che ti servirà per i prossimi anni, senza avere una reale alternativa, non è esattamente un’operazione furba.

Non sono ovviamente le uniche cause ma crediamo che questi due aspetti siano quelli più determinanti in questa fase.

4 – Il Mercato del Gas Naturale

Fatta luce sulle cause dell’impennata della materia prima, occorre chiarire una volta per tutte dove si decide il prezzo (espresso in €/MWh) del gas naturale.

  • INDICE TTF

Negli ultimi dieci anni circa per svincolare la quotazione del gas naturale rispetto a quello del petrolio sono nate varie piattaforme di scambio virtuali. Il TTF Olandese, letteralmente Title Transfer Facility, è quella che ha preso maggiormente quota diventando il mercato all’ingrosso di riferimento per l’Europa. Sono le quotazioni giornaliere e/o le medie mensili del TTF il vero ago della bilancia per determinare il prezzo del metano al distributore.

  • INDICE PSV

Analogamente a quanto avviene in Europa anche l’Italia ha il suo mercato all’ingrosso. Il nostro HUB virtuale si chiama PSV o più semplicemente Punto di Scambio Virtuale.

Per capire la portata dell’aumento dei prezzi nei distributori è sufficiente guardare i grafici di questi indici.

Negli anni precedenti il valore del TTF era, sostanzialmente, stabile sotto quota 25€/MWh (a volte anche molte meno, me ne riparleremo più avanti) mentre dall’estate 2021 è iniziata una salita vertiginosa che ha toccato il picco di 116€/MWh il 5 ottobre 2021.

A questo punto non serve un mago della finanza per capire che se la materia prima aumenta di quasi 5 volte è normale che anche il prezzo alla pompa il 1° Ottobre sia letteralmente esploso.  

5 – TAP – Trans-Adriatic Pipeline 

Ricordate le mille mila polemiche sul Gasdotto Trans-Adriatico TAP? Ricordate chi voleva a tutti i costi bloccarlo e chi lo riteneva inutile? 

Il problema del prezzo, come abbiamo avuto modo di capire, è legato a doppio filo con la disponibilità del gas naturale e da quando è entrato in funzione il TAP ha annullato lo spread della quotazione tra TTF e PSV. 

Per farla ancor più facile, il gas naturale che dal Mar Caspio arriva in Italia attraverso il “Corridoio del Sud del Gas”, è stato determinante per calmierare la mancanza di materia prima e quindi per contenere in parte l’esplosione del prezzo. 

Non è una dichiarazione d’amore per il caso specifico del TAP ma solo per sottolineare che la diversificazione delle fonti di approvvigionamento è quanto mai necessaria e che, se invece di azzopparlo, avessimo portato a termine il GALSI (acronimo di Gasdotto Algeria Sardegna Italia) oggi probabilmente ci leccheremmo ferite meno dolorose.

6 – Perchè alcuni distributori cambiano il prezzo ogni giorno?

Abituati a prezzi del metano alla pompa stabilissimi, in alcuni casi fermi anche per anni, la continua variazione dei prezzi ha mandato in crisi sia gli operatori che i consumatori alimentando ancora una volta teorie complottistiche. 

Anche in questo caso la risposta è semplice ed è legata a due fattori:

– Politica dei prezzi

  • Aumento graduale: Nella prima fase (il cambio di anno termico) alcuni impianti hanno adeguato il prezzo tutto insieme mentre altri, principalmente le grandi compagnie petrolifere, hanno deciso di farsi carico di una parte del rincaro adeguando il prezzo un po’ alla volta vendendo sotto costo nei primi giorni.
  • Impianti multicarburante: il rincaro è stato “ammortizzato” dalla presenza di altri introiti, vedi il caso degli impianti multicarburante. 
  • Diversificazione dei contratti: il rincaro è stato contenuto grazie alla diversificazione (scadenze e fornitori) dei contratti di fornitura del gas naturale.
  • Riduzione del margine: alcuni gestori hanno scelto di operare (o meno) un taglio del loro margine di profitto per compensare il rincaro.

Tipologia di contratto

Come abbiamo spiegato il sistema dei contratti di fornitura del gas naturale si è “evoluto” (o involuto?) verso i contratti a breve termine ed oggi la maggior parte delle aziende che vendono gas naturale deve quasi obbligatoriamente appoggiarsi ad un broker o un Energy Manager (chiamatelo come volete) che li aiuti a districarsi nel complesso sistema dei contratti. 

Al netto degli ormai rari casi di contratti a prezzo fisso la restante tipologia contrattuale prevede l’indicizzazione al prezzo del mercato di riferimento. Così finalmente capiamo perchè è così importante l’andamento degli indici TTF e PSV!

Per brevità li riassumiamo in contratti con indicizzazione legata a:

  • – Quotazione del giorno TTF/PSV
  • – Quotazione giorno precedente TTF/PSV
  • – Quotazione Media mese TTF/PSV
  • – Quotazione Media mese precedente TTF/PSV

Se si riesce ad accantonare la rabbia del prezzo che tocca pagare alla pompa diventa abbastanza semplice capire che le variazioni anche giornaliere ed anche importanti hanno una spiegazione dimostrabile.

7 – Composizione del prezzo del metano al pubblico

Arriviamo all’argomento più scottante, quello realmente legato all’operazione trasparenza che abbiamo accennato all’inizio: com’è formato il prezzo del metano alla pompa?

Gli elementi che entrano nella definizione del prezzo di vendita sono:

  • – Prezzo materia prima
  • – Contributo Gestione Fondo Bombole Metano
  • – Accise 
  • – Gestore 
  • – Ammortamento 
  • – Elettricità 
  • – Manutenzione 
  • – Margine 
  • – IVA 22%

Vediamo un esempio per capire meglio:

Nella nostra ricostruzione abbiamo ipotizzato dei minimi e dei massimi perchè logicamente ogni impianto ha caratteristiche differenti e di conseguenza costi differenti.

In ogni caso però è evidente che il prezzo di 2€/kg praticato da alcuni impianti abbia, purtroppo per noi metanisti, una corretta giustificazione.

Ultima considerazione merita anche la voce del costo dell’energia elettrica necessaria per la compressione del metano che potrebbe subire ulteriori importanti rincari perchè anche il PUN (Prezzo Unico Nazionale) pubblicato dal Gestore dei Mercati Energetici è letteralmente esploso ben oltre i 200€/MWh.

8 – I furbetti non mancano mai

In una rete composta da oltre 1500 distributori di metano era anche facile immaginare che si sarebbero presto registrati anche alcuni furbetti.

Non abbiamo prove perché i contratti non li conosciamo ma alcune situazioni sono realisticamente poco credibili. 
Abbiamo visto impianti con prezzi bloccati da anni decidere di adeguare il prezzo a quelli circostanti mantenendo una differenza di pochi centesimi. 
Abbiamo visto impianti schizzare a 2,199€/Kg per poi scendere a 1,999€/Kg e nuovamente a 1,499€/Kg tutto nel giro di 10 giorni. OK le quotazioni TTF, ok le indicizzazioni giornaliere ma per dirla come Totò: ”Ccà nisciun è fess”. 

Stiamo prendendo nota di tutto, abbiamo oltre 250.000 utenti dell’app che sono i nostri occhi sul territorio e quando torneremo alla normalità ci ricorderemo di tutto. PROMESSO!!!

9 – Allarme Prezzi Marzo 2020

Solo i più attenti se ne ricorderanno ma nel Marzo 2020 lanciammo un allarme prezzi perchè la logica dei prezzi la conosciamo bene da anni.
Nonostante la media del periodo (dal 2019) quotasse anche meno di 15€/MWh i prezzi restavano attorno a quota 1€/kq mentre secondo la nostra analisi il prezzo non avrebbe dovuto essere superiore a 0,899€/Kg. 
A Marzo 2020 devono certamente essere considerate tutte le attenuanti del caso dovute alla contrazione dei consumi per colpa del lock-down (chiedevamo 0,899€/kg non 0,599€/kg!!!) ma fu un esempio lampante delle diverse velocità di adeguamento dei prezzi a crescere e non a diminuire.

10 – Considerazioni finali 

Fermo restando che monitoreremo costantemente la situazione ci ancora sono alcuni aspetti su cui occorre fare luce.

  • Il biometano

Ad oggi il biometano copre circa il 20% del consumo di metano per autotrazione. Una quota già importante, che è destinata a crescere moltissimo (alcune stime prevedono fino all’80%) ma soprattutto una risorsa che in una fase tanto delicata del mercato avrebbe potuto agire da calmieratore dei prezzi. Invece il GSE, per legge, assegna al Biometano immesso in rete al prezzo PSV -5%. In pratica paghiamo il biometano tanto quanto il fossile.
Il tema è sicuramente molto complesso e non abbiamo una soluzione ma sicuramente crediamo che sia opportuno intervenire.
Non è utile a chi lo produce quando il prezzo crolla e non è utile al mercato quando il prezzo sale.
Urge un approccio differente!

  • IVA al 5%? Solo con regole ben precise!

Le associazioni di categoria (Federmetano ed Assogasmetano che ricordiamo sono associazioni dei distributori di metano che fanno gli interessi economici dei proprietari della rete dei distributori) hanno chiesto a gran voce di far rientrare anche il metano per autotrazione nel cosiddetto decreto salvabollette per beneficiare della riduzione temporanea dell’IVA dal 22% al 5%. 

Occorre un Osservatorio volto a monitorare che tutta la riduzione vada a vantaggio del prezzo finale.

Riteniamo fondamentale che si definiscano paletti ben precisi a tutela dei consumatori perchè diversamente non c’è nulla di più lontano dall’operazione trasparenza che chiediamo a gran voce.

  • Imprenditori impreparati

La sensazione in questi giorni che molti proprietari degli impianti non fossero preparati a gestire questo tipo di fluttuazioni e queste logiche energetiche. Molti distributori hanno ancora una logica gestionale a carattere familiare quando il mercato si sta trasformando richiedendo figure professionali e management tipici del settore dei combustibili oil.

Abbiamo assistito in poche settimane a variazioni di prezzi senza logica, cartelli senza senso esposti negli impianti, abbiamo ascoltato scuse palesemente inventate dettate dall’imbarazzo di non sapere cosa rispondere…

Non vuole essere una critica ma la semplice constatazione che mondo dei distributori non è più quello che lo scrittore Marco Paolini narrava ne “I cani del Gas” ma si è spostato su un piano dove la gestione del buon padre di famiglia non basta più.

  • Quando si tornerà alla normalità?

Nessuno ha la sfera di cristallo per poter fare previsioni sicure ma ad oggi le stime più attendibili ipotizzano una stabilità di prezzi a questi livelli fino alla fine dell’anno per poi iniziare una lenta e graduale discesa che potrebbe stabilizzarsi verso l’estate 2022.

Altre previsioni più pessimistiche prevedono una lenta ma costante contrazione dei costi che potrebbe riportare il gas naturale verso quota 25-30€/MWh non prima del 2023.

La verità è che i prezzi potrebbero crollare anche più velocemente se invece di giocare al gatto con il topo con la Russia decidessimo (a livello Europeo) di smettere di fare proclami e ci mettessimo a trattare con Gazprom in modo serio dei contratti europei sul gas tanto voluti dal Presidente del Consiglio Italiano Draghi ed altrettanto tanto osteggiati dall’uscente Merkel.

Geopolitica, come appunto abbiamo ampiamente raccontato…

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L-CNG: Metano Hi-Performance https://www.ecomotori.net/guide/l-cng-metano-hi-performance/ Thu, 19 Mar 2020 09:13:01 +0000 https://www.ecomotori.net/?p=18011 Alcuni distributori di metano non essendo collegati alle rete di metanodotti erogano metano compresso (CNG) ottenuto rigassificando il metano dallo stato liquido (LNG).

Questa tipologia di impianti viene definita L-CNG: esattamente metano compresso da metano liquido.

Perchè HI-PERFORMANCE?

Abbiamo ribattezzato il metano L-CNG come “HI-PERFORMANCE” perchè a differenza del “normale” metano da rete può vantare alcune migliori ed importanti caratteristiche.

Grazie alla temperatura di esercizio dell’LNG (liquido a -160°C), una volta rigassificato si mantiene ad una temperatura minore rispetto al gas naturale da rete e, a parità di pressione, il volume occupato è minore. La diretta conseguenza è un miglior rifornimento e quindi maggior autonomia.

Inoltre in fase liquida alcune impurità vengono eliminate (ricordiamo sempre che il gas naturale è una miscela di gas composta in grandissima parte da metano) e la percentuale di metano cresce fino al 98/99%. Questo consente una miglior efficienza della combustione del metano nel motore e conseguentemente un miglioramento dei consumi.

Come trovare un distributore L-CNG HI-PERFORMANCE?

Nella nostra app per Android scaricabile gratuitamente da Play Store troverete nel menù dei filtri la voce “HI-PERFORMANCE” che consente di visualizzare solo gli impianti che erogano questa tipologia di metano.

Rifornimento migliore + maggior efficienza = METANO HI-PERFORMANCE

Le vostre domande più frequenti:

L-CNG: posso usarlo nella mia auto?

Assolutamente si! Il metano compresso, a differenza di quello allo stato liquido (che necessita de serbatoio criogenici differenti) può essere utilizzato su qualsiasi vettura a metano.

Si può mischiare con il metano normale?

 Assolutamente si! Come abbiamo detto il metano L-CNG HI-PERFORMANCE è sempre metano quello che cambia è la percentuale di CH4 presente (è più puro) e la temperatura con cui viene rifornito che consente un miglior riempimento dei serbatoi.

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Cos’è il Metano? https://www.ecomotori.net/news/cose-il-metano/ Mon, 11 Feb 2019 12:56:18 +0000 http://www.ecomotori.net/?p=17204 Siamo abituati a chiamarlo semplicemente metano ma più correttamente il nome del prezioso combustibile con cui riforniamo le nostre vetture è Gas Naturale.

Il gas naturale è una miscela composta da vari gas in cui il metano (CH4) è presente in modo variabile tra il 75% e il 95% in funzione del giacimento sotterraneo di provenienza.

Il metano è più leggero dell’aria, è incolore, è naturalmente inodore ed è un idrocarburo semplice in quanto la sua molecola è costituita da un atomo di Carbonio e quattro di Idrogeno (CH4).

Il Metano non è il Gpl

Potrà sembrare banale ma ancora molti confondono Gas Naturale e Gpl e spessissimo entrambi vengono identificati come unico combustibile con un semplice “GAS”.
Pur essendo entrambi delle miscele di gas fossile quello che li distingue è la composizione che è completamente differente:
– Il gas naturale, come abbiamo detto, è composto prevalentemente da metano.
– Il Gpl (Gas di petrolio liquefatto) è composto principalmente da propano.

Cosa significa CNG?

CNG è semplicemente la sigla internazionale che identifica il metano compresso per autotrazione e letteralmente significa Compressed Natural Gas.

Metano amico dell’ambiente

Dal punto di vista della tutela dell’ambiente l’utilizzo del metano in autotrazione permette di ridurre le emissioni di Co2 di oltre il 30% e di abbattere le emissioni di polveri sottili di circa il 97%.

Il metano ti da una mano

Richiamando lo storico slogan delle pubblicità di Folon realizzate da Snam a cavallo degli anni ’80 ancora oggi il metano per auto è il miglior alleato del bilancio familiare.  Grazie ad una rete di distributori sempre più capillare il metano consente un risparmio medio del 60% rispetto alla benzina ma si conferma la scelta più economicamente sostenibile rispetto a qualsiasi altra forma di mobilità, che sia gpl, ibrido o elettrico.

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Distributori Metano 2018: un successo https://www.ecomotori.net/news/distributori-metano-2018-un-successo/ Mon, 21 Jan 2019 14:09:40 +0000 http://www.ecomotori.net/?p=17138 Il 2018 per la rete di distribuzione di metano per autotrazione è stato un anno di grandissimo sviluppo ed il record di nuove aperture è stato sfiorato per un solo impianto.

I nuovi distributori sono stati infatti ben 79 e solo nel 2012 si era fatto meglio con l’apertura di 80 impianti. Geograficamente le nuove aperture vedono svettare il nord (31) seguito dal centro (28) e dal sud (20).

Toscana regione virtuosa 2018

Con ben 14 nuovi impianti la regione Toscana si aggiudica il primo posto per il maggior sviluppo della rete e, con i suoi 132 punti di distribuzione, si conferma essere la 4a regione più metanizzata d’Italia. Al secondo posto nella speciale classifica delle regioni che hanno puntato sul metano nel 2018 troviamo l’Emilia Romagna con 11 nuovi distributori ed a seguire la Lombardia con 9 nuovi impianti.

Ferme a quota zero

Gorizia, Trieste, Isernia, Enna e tutte le provincie delle Sardegna continuano a distinguersi per essere territori poco ospitali per i metanisti evidenziando uno zero nella casella delle rete di distribuzione del metano per auto. Nel 2018 esce invece finalmente dalla classifica delle pecore nere la provincia di Vibo Valentia grazie all’apertura dell’impianto di Sant’Onofrio.  Al contrario, con ben 41 distributori, è Torino la provincia che si presenta con il miglior biglietto da visita per i viaggiatori a metano. Seguono Milano, Bologna e Napoli con 39.

Non avanza il metano in Autostrada

Quasi record di nuove aperture ma la rete autostradale è sostanzialmente ferma dal 2015. In ben 3 anni i distributori in autostrada sono aumentati di sole 6 unità passando da 43 a 49. Decisamente ancora troppo pochi per consentire agevoli viaggi a metano in una rete autostradale lunga ed articolata come quella italiana.

GNL, il metano liquido cresce

Un grosso salto in avanti lo fa segnare anche la rete del Metano Liquido (LNG), per i mezzi pesanti che è arrivata ad un totale di 36 impianti e che, molto importante, inizia a svilupparsi anche nel sud. 

Aspettando il biometano

Atteso dal 2015 ed ancora latitante nel 2018, il biometano sarà sicuramente disponibile quest’anno. Oramai superate tutte le italiche lentezze burocratiche e legislative sono già in corso d’opera i preparativi per festeggiare il primo rifornimento italiano di biometano. 

…e il Self Service?

Sognato e desiderato, il vero self service (senza strani concetti di “presidio”) dovrebbe finalmente debuttare anche in Italia. E’ tutto pronto ma siamo peggio di San Tommaso e festeggeremo solo quando potremo prendere in mano da soli l’amato bocchettone NGV1 e farci il pieno da soli!

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Quanto spendi per fare 100 km? – Dicembre 2018 https://www.ecomotori.net/guide/quanto-spendi-per-fare-100-km-dicembre-2018/ Mon, 10 Dec 2018 14:36:03 +0000 http://www.ecomotori.net/?p=16990 Metano o Elettrico, Gpl o Ibrido, Benzina o Diesel?

Quale combustibile in commercio consente il maggior risparmio assoluto? 

Per semplificare la comparazione abbiamo preso in considerazione il consumo medio reale dei modelli del segmento C (ad esempio VW Golf, Opel Astra, Toyota Auris, Nissan Leaf… giusto per capirci) e lo abbiamo rapportato ad una percorrenza di 100 km utilizzando il prezzo medio dei combustibili di questa settimana.

Nel dettaglio i prezzi utilizzati sono riferiti al 10/12/2018:
– Metano: 0,990 €/kg
– Gpl: 0,670 €/l
– Benzina: 1,590 €/l
– Gasolio: 1,520 €/l
– Elettriche: 0,50€/kWh (Tariffa Fast EnelX)

Chi è il miglior amico del portafogli?

  1. METANO Con appena 4,16€ per percorrere 100 km il metano si installa con decisione sul gradino più alto del podio del risparmio. Per il calcolo abbiamo considerato un consumo medio reale di 4,2 kg di metano per percorrere 100 km.
  2. GPL Beneficiando di una fase il cui il prezzo alla pompa è molto favorevole il gpl fa registrare un costo di 6,70€ per percorrere 100 km. Per il calcolo è stato considerato un consumo medio di 10 litri/100 km.
  3. IBRIDO-BENZINA Il podio del risparmio si chiude con le vetture ibride-benzina alle quali occorrono 7,16€ per completare 100 km. Per il calcolo abbiamo considerato un consumo medio di 4,5 litri di benzina ogni 100 km.
  4. ELETTRICHE Medaglia di legno anche se il distacco è minimo per le elettriche che costano 7,50€ per percorrere 100 km. Per il calcolo abbiamo valutato un consumo medio di 15 kWh/100km. A penalizzare le vetture elettriche la salata tariffa di 0,50 €/kWh offerta dal primo operatore italiano.
  5. DIESEL Ovviamente poco ci interessa come combustibile ma per un corretto raffronto è doveroso prenderlo in considerazione. E’ spesso citato come soluzione economica, ma percorre con il gasolio i nostri 100 km costa ben 9,12€. Per il calcolo abbiamo ipotizzato un consumo medio di 6 litri/100km
  6. BENZINA Ovviamente ultima, nella nostra classifica di risparmio, la benzina colpisce soprattutto per l’importante distacco degli altri combustibili. Servono infatti mediamente 11,93€ per viaggiare per 100 km! Per il calcolo abbiamo considerato un consumo nel ciclo misto di 7,5 litri/100 km.
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Dieci buoni motivi per scegliere il metano https://www.ecomotori.net/guide/dieci-buoni-motivi-per-scegliere-il-metano/ Wed, 05 Dec 2018 20:29:14 +0000 http://www.ecomotori.net/?p=16935 Stai valutando una vettura a metano?
Ecco i nostri suggerimenti per prendere la tua decisione consapevolmente


“Il Biometano è la nuova frontiera del metano; chimicamente identico ma completamente bio e rinnovabile. Gli scarti di lavorazioni, i liquami, l’umido della raccolta differenziata diventano combustibile per la mobilità sostenibile”

  1. Tutela l’ambiente: Le auto a metano emettono il 20% in meno di Co2 rispetto alle vetture a benzina. Anche emissioni di particolato allo scarico (PM10 e PM2.5) sono praticamente assenti.
  2. Risparmi più di tutti: Viaggiare a metano consente di risparmiare nei confronti di tutte le altre alimentazioni. Si risparmia il 60% rispetto alla benzina, il 40% rispetto al Diesel, il 30% rispetto al Gpl ed il 30% anche rispetto alle auto elettriche.
  3. Prestazioni al top: I nuovi motori turbo consentono di sfruttare al meglio l’elevato numero di ottano del metano. Un motore ottimizzato per il metano è più prestazionale di quando usa la benzina. I motori ottimizzati per il metano sono anche molto più efficienti.
  4. Sempre più distributori: La rete dei distributori di metano può contare su 1300 impianti che sono in costante aumento. Ogni anno vengono realizzati mediamente 80 nuovi distributori portando la rete ad essere sempre più capillare. Inoltre grazie alle App gratuite di ecomotori per Android e iOs trovare il distributore è facilissimo!
  5. Self Service: Atteso per anni il self service per il metano è finalmente realtà. Nei primi mesi del 2019 i primi distributori inizieranno a predisporre gli impianti per l’erogazione self-service.
  6. Parcheggi dove vuoi: Le auto a metano  possono parcheggiare in qualsiasi rimessa e possono viaggiare senza problemi su tutti i traghetti. Il motivo è che il metano è più leggero dell’aria ed in caso di fughe si disperde verso l’alto senza creare problemi.
  7. Sicurezza totale: Le bombole di metano vengono rifornite nei distributori a 220 bar, sono collaudate a 300 bar e progettate per resistere a 450 bar quindi ben oltre la pressione di normale utilizzo. Il metano ha una temperatura di autocombustione a 537° mentre la benzina si incendia molto più facilmente a 250° ed il gasolio a 220°.
  8. Affidabilità del motore: I nuovi motori progettati per utilizzare il metano non hanno nessun problema di affidabilità, anzi, grazie alla combustione più pulita del metano hanno una durata maggiore ed intervalli di manutenzione più lunghi.
  9. Biometano 100% rinnovabile: E’ la nuova frontiera del metano, identico al metano ma completamente bio e rinnovabile. Gli scarti di lavorazioni, i liquami, l’umido della raccolta differenziata ed alcune coltivazioni non food con un semplice processo di fermentazione diventano ottimo biometano. Evitando le emissioni libere nell’aria il biometano è anche carbon negative! 
  10. Dual Fuel Diesel-Metano: Perchè rottamare un diesel se ancora in ottima forma? In pochi lo sanno ma oggi, con la tecnologia dual fuel, è possibile convertire a metano anche un motore diesel con ottimi benefici per l’ambiente e per il portafogli. 
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