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Miscanthus: Ecco la pianta dell`energia pulita


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54 risposte a questa discussione

#1
Nicola Ventura

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CITAZIONE
Ecco la pianta dell`energia pulita

E` il Miscanthus: facile da coltivare, garantisce rese più elevate


Come ben noto, la stragrande maggioranza dell`energia primaria dell`Europa è di origine fossile, all`incirca per metà petrolio ed il restante, in parti circa eguali, metano e carbone. Particolarmente critico è l`uso del petrolio nei trasporti, il componente a più rapida crescita e per il quale combustibili sostitutivi sono oggi praticamente inesistenti, nonostante l` aumento dei costi e la preoccupazione di una progressiva insufficienza dei consumi, sempre più concentrata in pochi Paesi dell`Opec/Medio- Oriente.

In Italia oggi circolano più di 500 veicoli per ogni mille abitanti, un record di quasi 30 milioni di mezzi di tutti i generi con un consumo pari a 42 milioni (2002) di tonnellate di petrolio equivalente (Tep), costituito all`incirca in parti eguali da benzina e gasolio. Gli aumenti continui dei consumi (+25% dal 1990 al 2002) sono in stridente contrasto con le preoccupazioni per un crescente scollamento tra domanda e offerta mondiali.

Fortunatamente si sta oggi preparando una vera e propria rivoluzione nel campo dei combustibili rinnovabili alternativi: il nostro Paese deve rapidamente prepararsi allo sviluppo di nuovi bio-carburanti e all`uso dell`etanolo in sostituzione ai fossili.
Le produzioni annuali di bio-etanolo degli Usa e del Brasile sono state nel 2004 di 16.2 e 16.5 miliardi di litri rispettivamente, equivalenti ad un totale di 20 milioni di Tep di petrolio, la metà dei trasporti italiani. Negli Usa oggi il 13% della produzione di cereali è usata per i trasporti, ma rappresenta solamente il 3% dei consumi. Chiaramente nuovi metodi sono necessari al fine di arrivare alla sostituzione del 30% dei fossili per il trasporto entro il 2030 previsto dal US Department of Energy (Doe), senza mettere in pericolo la produzione agricola per l`uomo e gli animali.

Un grande vantaggio, almeno teorico, della bio-massa è legato al fatto che, con la crescita, la pianta estrae la CO2 presente nell`aria. Con la susseguente combustione, la CO2 è restituita all`atmosfera e quindi l`effetto complessivo dovuto all`effetto serra è zero. In realtà il processo complessivo, quello che si definisce «dalla sorgente alle ruote» (dall`inglese «from well to wheel») è più complesso e quantità apprezzabili di CO2 sono prodotte indirettamente nel processo (fertilizzanti, aratura, raccolta, trasformazione in etanolo, ecc.). Tradizionalmente, le biomasse sono prodotte a partire da legname dalle foreste, da scarti e residui e da raccolti energetici specifici dell`agricoltura. Il sistema attuale va rapidamente e profondamentemodificato per aumentare le quantità e le qualità del prodotto. Ad esempio, la pianta della colza produce circa due o tre volte l`energia necessaria per fabbricarla, ma con un handicap importante: una produttività troppo debole. Un campo di colza produce annualmente raramente più di 1.500 litri all`ettaro, il che significa che per alimentare un` automobile è necessario disporre in media di un ettaro di piantagione. Il bio-etanolo fabbricato a partire dall`amido o dallo zucchero, oggi dominante, ha un rendimento migliore. Un campo di betterave (la pianta oggi più efficiente) può procurare 6.000 litri all`ettaro, con dei massimi di 8.000 litri. Ciononostante, per quanto riguarda la CO2 prodotta, il bilancio energetico «from well to wheel», oggi è ancora controverso ed è probabilmente solamente marginalmente positivo.

Ma si stanno attualmente sviluppando ben più ricchi bio-etanoli di seconda generazione. Prodotti a partire da materiali legno-cellulosici (tessuti di sostegno dei vegetali, steli, foglie, ecc.), queste piante hanno un bilancio energetico altamente positivo: sono capaci di produrre fino a 15 volte l`energia consumata. Un tipico esempio è il Miscanthus giganteum. Questo robusto arbusto, originario dal Giappone, Cina (Taiwan) e isole del Pacifico, con foglie verdi larghe 3 cm, cresce in luoghi soleggiati e suoli moderatamente umidi e fertili e non abbisogna di fertilizzanti apprezzabili, e vive anche in suoli «marginali», troppo poveri per le colture tradizionali.

Le piante possono essere sia semplicemente bruciate con un`elevata efficienza energetica (60 % del carbone) o convertite in etanolo, in sostituzione della benzina. Si producono così annualmente 12 tonnellate/ettaro di piante secche pari a 36 barili di petrolio. Ma negli Usa, all`Università dell`Illinois, si è riusciti a quintuplicare la resa e raggiungere le 60 tonnellate/ettaro (180 barili di petrolio/ettaro). Convertita in etanolo, la produzione di miscanthus è correntemente di 14.000 litri/ettaro e potrà arrivare, grazie ai menzionati miglioramenti, fino a 35.000 litri/ettaro e cioè più di ventitre volte quelli della colza e quasi sei volte quelli delle betterave. Oggetto delle ultime messe a punto, questo Miscanthus dovrebbe essere interamente commercializzabile in alcuni anni.

Un`altra alternativa è il popolare pioppo, una pianta a rapida crescita che può raggiungere in sei anni ben 27 metri di altezza. Una trentina di specie diverse crescono su di un vasto intervallo climatico, dalle regioni subtropicali della Florida alle zone subalpine del- l`Alaska, nel nord del Canada e dell` Europa. La produttività annuale è di 25 tonnellate per ettaro, corrispondenti a 6.500 litri di etanolo. Con modifiche genetiche, la resa salirebbe a circa 10.000 litri/ettaro.

Se piantate ad esempio nei 45 milioni di ettari di terreni coltivabili ma non utilizzati negli Usa, esse potrebbero rimpiazzare l`80 % dei fossili per il trasporto (la cosiddetta miscela EA85). L`Europa (EU25) ha 300 milioni di ettari coltivati e 200 milioni di veicoli. Con 15.000 litri/ettaro ( Miscanthus), la superficie coltivata per una idealizzata e totale sostituzione rinnovabile rappresenterebbe il 7% del totale !

A questo riguardo, queste piante non sono dunque niente altro che dei «captori solari», che convertono la luce del sole in etanolo con emissioni di CO2 teoricamente nulle e in pratica fino a 10-15 volte inferiori a quelle dei fossili: il rendimento di conversione energetico a partire dalla luce solare ricevuta nel campo supera il 2%, un risultato straordinario se si pensa che ad esempio il fotovoltaico ha un rendimento pratico dell`ordine del 8-10%.

La biomassa, sia grazie a nuovi arbusti come ad esempio il Miscanthus, e ad alberi a rapida crescita come i pioppi, offre quindi una straordinaria possibilità di una concreta sostituzione ecologica e rinnovabile della benzina in tempi relativamente brevi e senza grandi cambiamenti nella tecnica (il contenuto energetico dell` etanolo è il 70% di quello della benzina), specialmente in quelle attività come ad esempio nei trasporti, in cui oggi quest`ultima ha un assoluto monopolio. In contrasto con le piante agricole oggi dominanti, questi nuovi metodi assicurano non solo una produttività considerevolmente maggiore ma anche la completa separazione tra la produzione agricola per l`uomo e gli animali — oggetto questo di crescente preoccupazione soprattutto per i Paesi in via di sviluppo — e la sostituzione nei trasporti con un liquido molto vicino all`ordinaria benzina.

Carlo Rubbia
*Premio Nobel per la fisica

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#2
capitanoghianda

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#3
capitanoghianda

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Dico io ma la lavorazione di questa pianta e' cosi difficoltosa come sembra oppure appare complicatissimo solo per inquinare la verita'?

Mi spiego meglio, dove vado con mio padre a far l'olio.....e' un frantoio moderno, delaserie da una parte butto le olive e da l'altra furiesce l'olio.
Propio cosi, un macchinario di una decina di metri, prende le olive, separa le foglie, le lava, le macina, le spreme e da una parte va la sansa e da l'altra esce l'olio extravergine.

Ora dico io, creare un macchinario per far ethanolo da quella specie di panta non dovrebbe essere cosi' laborioso come far l'olio.

Secondo me si vuol far sembrare, impossibile una cosa che poi e' elementare. o mi sbaglio.
Di sicuro e' piu' complicato produrre idrogeno che ethanolo.

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#4
Aura

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E' vero che sono ignorante in materia:blush: , ma temo tu abbia ragione.unsure.gif
E poi come sappiamo tutto può diventar facile, basta volerlo!
E purtroppo c'è chi non vuole che certe cose semplici ed efficaci saltino a galla per essere alla portata di tutti...sad.gif

Infatti anche questo discorso di Carlo Rubbia non è che sia stato diffuso poi così tanto...
La logica vi porterà da A a B. L'immaginazione vi porterà dappertutto.(Albert Einstein)

#5
Nicola Ventura

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capitanoghianda ha scritto:
CITAZIONE
Dico io ma la lavorazione di questa pianta e' cosi difficoltosa come sembra oppure appare complicatissimo solo per inquinare la verita'?


E' evidente che il bioetanolo non si produce "spremendo" la materia prima di partenza. wink.gif

Il bioetanolo non è altro che un alcool prodotto dalla fermentazione di prodotti agricoli particolarmente ricchi di zuccheri e carboidrati... ecco perchè si partiti dai cereali e/o dalle barbabietole da zucchero.

L'utilizzo di cereali e similari ha il vantaggio di "costare" molto poco in termini di lavorazione perchè il processo di fermentazione è più semplice...ma per contro la resa in termini energetici è piuttosto carente.
Inoltre va aggiunta la problematica "morale" dell'utilizzo di prodotti alimentari per usi diversi.

L'alternativa è l'utilizzo di biomasse di origine non alimentare "ottimizzate" (anche attraverso la genetica come indica Rubbia) da avviare alla fermentazione per la produzione di etanolo.
Il vantaggio di queste materie prime sta nell'elevate resa energetica che per contro, al momento, hanno un costo "di fermentazione" decisamente più elevato.
Il miscanthus fa evidentemente parte di questa seconda via.

Tutto ciò in estrema sintesi. tongue.gif

Ciao Nico

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#6
Sile650

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nicovent ha scritto:
CITAZIONE
...il rendimento di conversione energetico a partire dalla luce solare ricevuta nel campo supera il 2%, un risultato straordinario se si pensa che ad esempio il fotovoltaico ha un rendimento pratico dell`ordine del 8-10%.


huh.gif Ma... c'è un errore?
Fosse il 2% non mi parrebbe un gran risultato (e pure se fosse il 20, perchè poi nel motore a scoppio perderemmo l'80% di quello che resta).
Se leggi, sono a metano...

#7
capitanoghianda

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NIcovent

come per fermentazione......
hai un link da consigliarmi, per doocumentarmi? io pensavo fosse spremitura.

Ma con la fermentazione non ottengono anche biogas?

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#8
Nicola Ventura

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capitanoghianda ha scritto:
CITAZIONE
come per fermentazione......
hai un link da consigliarmi, per doocumentarmi? io pensavo fosse spremitura.


Avevo immaginato che ti avevo creato un pochetto di confusione.... smile.gif

CITAZIONE
Ma con la fermentazione non ottengono anche biogas?


Esatto anche il biogas è ottenuto per fermentazione ma rispetto al bioetanolo si tratta di tipologie di fermentazione chimicamente diverse.
Il bioetanolo è, in estrema e semplicistica sintesi, il frutto della fermentazione alcoolica degli zuccheri presenti nella materia prima.

Oltre ci si deve addentrare nella chimica e siccome non mi ritengo onnisciente (per gli amici umilmente sono solo "PDOR figlio di Kmer, della tribù di Ishtar, della terra desolata di Kfnir..." tongue.gif ) non mi addentro ulteriormente... ma a breve avrò una interessante proposta da farti per approfondire la questione in occasione del raduno di Calolzio. wink.gif

Ciao Nico

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#9
luca67

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CITAZIONE(nicovent @ Jan 5 2008, 11:15 PM) <{POST_SNAPBACK}>
capitanoghianda ha scritto:


E' evidente che il bioetanolo non si produce "spremendo" la materia prima di partenza. wink.gif

Il bioetanolo non è altro che un alcool prodotto dalla fermentazione di prodotti agricoli particolarmente ricchi di zuccheri e carboidrati... ecco perchè si partiti dai cereali e/o dalle barbabietole da zucchero.

L'utilizzo di cereali e similari ha il vantaggio di "costare" molto poco in termini di lavorazione perchè il processo di fermentazione è più semplice...ma per contro la resa in termini energetici è piuttosto carente.
Inoltre va aggiunta la problematica "morale" dell'utilizzo di prodotti alimentari per usi diversi.

L'alternativa è l'utilizzo di biomasse di origine non alimentare "ottimizzate" (anche attraverso la genetica come indica Rubbia) da avviare alla fermentazione per la produzione di etanolo.
Il vantaggio di queste materie prime sta nell'elevate resa energetica che per contro, al momento, hanno un costo "di fermentazione" decisamente più elevato.
Il miscanthus fa evidentemente parte di questa seconda via.

Tutto ciò in estrema sintesi. tongue.gif

Ciao Nico


Ci sono sistemi sperimentali a basso consumo energetico per trasformare quasi tutte le materie in Syngas mediante gassificazione, che dopo una prima fase di lavaggio vengono trasformati da culture battereologiche appoositamente allevate le quali si nutrono dei gas, dopo la digestione rimane il Bioetanolo che deumidificato e raffinato potrebbe essere immesso subito nel serbatoio.
Il Bioetanolo ha un problema abbasanza grave riguardo per esempio al diesel sintetico che viene prodotto con metodi simili ma con consumi energetici maggiori, attira acqua ed umidita` magneticamente il che` potrebbe causare danni al motore e ruggine.
E l'umidita` si sviluppa anche mediante sbalzi di temperatura nei serbatoi.
Riguardo al "miscanthus" non mi sembra assolutamente difficile da coltivare e da curare e alcune sorti ottenute negli Stati Uniti arrivano fino ad una produzione annua pari a 35.000 litri di combustibile pari a 60t di Sostanza o massa asciutta, esa si potrebbe bruciare in caldaie speciali che devono essere in grado di trattare materie prime con molto silicio e fibre in grado di intasare gli impianti.
Il sistema migliore sarebbe l'impianto sopra descritto che entro 2 anni dovrebbe arrivare sul mercato ch da 1.500t al giorno di materiali vari (anche ecoballe per esempio) produrrebbe 200.000.000 di litri annui di Bioetanolo in base ovviamente alla qualita` della materia prima utilizzata.

#10
Nicola Ventura

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CITAZIONE(luca67 @ Mar 23 2008, 08:28 PM) <{POST_SNAPBACK}>
Ci sono sistemi sperimentali a basso consumo energetico per trasformare quasi tutte le materie in Syngas mediante gassificazione, che dopo una prima fase di lavaggio vengono trasformati da culture battereologiche appoositamente allevate le quali si nutrono dei gas, dopo la digestione rimane il Bioetanolo che deumidificato e raffinato potrebbe essere immesso subito nel serbatoio.


Non mi è chiarissimo il procedimento... ti andrebbe di approfondirlo magari aprendo una discussione apposita?

Ciao Nico

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#11
luca67

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CITAZIONE(nicovent @ Mar 24 2008, 01:23 AM) <{POST_SNAPBACK}>
Non mi è chiarissimo il procedimento... ti andrebbe di approfondirlo magari aprendo una discussione apposita?

Ciao Nico



Caro Nico
rolleyes.gif
Ora ho trovato un terminal in grado di permettermi di rispondere alle Richieste per cosi` dire di rete.
Allora per cominciare il Miscanthus come descritto dal Signor Rubbia ( http://it.wikipedia....ki/Carlo_Rubbia ) si puo utilizzare in diversi modi per trarne energia. http://de.wikipedia....nensis_ja01.jpg

1. Utilizzandolo come combustibile solido sotto forma di pelletts o Bricchetti in caldaie o inceneritori appositi in grado di lavorare con materiali ad alto contenuto di silicio, ma anche con dispositivi di scarico ceneri appositi onde evitare otturazioni dovute alle fibre ( filacci ) contenute nella pianta.( essendo parente del mais e de
Il valore termico corrispondente al raccolto di un'ettaro dopo almeno 2-3 anni dalla "semina" che avviene mediante pianticelle dato che i semi sono sterili pari a 25/30t di massa o sostanza secca/asciutta che si basa sul tasso d'umidita e cosi´ via, si aggira ai 12.000 litri di gasolio alcune sorti Giganti arrivano fino a dei raccolti da 60t a ettaro corrispondenti a circa 35.000 litri di gasolio.

2. Inserendolo negli impianti Biogas che facendolo fermentare produce il gas per produrre calore ed energia elettrica, in questo caso non ho trovato dati specifici a parte che si possa inserire in quasi tutti gli impianti sul mercato.

3. Gassificazione con trattamento termico/Catalitico: Praticamente si mette la massa ottenuta dalla triturazione del raccolto con un tasso d'umidita` attorno all'otto o dieci % in un reattore in assenza d'aria che portato a temperature dai 400 ai 600 gradi invece di bruciare il tutto, gassificano la massa inserita.
tali gas vengono chiamati Syngas.
Essi vengono separati da sostanze e scorie varie generalmente mediante acqua spruzzata con microiniettori che formano una nebbiolina molto fitta.
Successivamente il gas attraversa dei Catalizzatori appositamente concepiti i quali mettono in moto una distillazione trasformando tali in bioetanolo.
Lo svantaggio di questi sistemi consiste nell'elevato consumo di energia per avviare il processo , calcolando come unita´ di consumo energetico 1 la resa energetica finale si aggirerebbe dai 3 ai 3,3 volte.

4. Il sistema che attualmente viene utilizzato a livello sperimentale si basa sulla tecnica della posizione 3. utilizzando basse temperature per la gassificazione e al posto del catalizzatore utilizza una specie di reattore con dei tubetti microscopici dove sono stati insediati dei batteri che ingerendo tali gas dopo averli digeriti rimane il Bioetanolo.
Il rapporto energetico ovviamente in base alle materie prime utilizzate e` pari a 7,7 volte l'energia utilizzata.
Tale impianto puo trattare dai rifiuti agricoli fino ai rifiuti urbani e quelli organici lavorando a circuito chiuso non scappa fuori quasi niente e le ceneri potranno essere utilizzate nel caso di sostanze organiche come concime o additivi per cementi o asfalti le micropolveri varie finiranno nei sistemi di filtraggio.

Spero che questa volta sia stato tutto piu´ chiaro dell'ultima volta
Riguardo al Miscanthus si fanno esperimenti vari sin dagli anni 80 e uno dei problemi maggiori nella UE riguarda la politica Agraria che non vede di buon occhio le monoculture che in certi casi sono dannose per utilizzo improprio di pesticidi, concimi delle diverse classi e anche degli erbicidi,che nel caso del Miscanthus non servono non avendo in Europa nessun nemico naturale e disponendo di microorganismi per cosi dire di serie che con i loro escrementi le concimano dato che vivono sulle piante stesse.

Saluti Luca

#12
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Sicuramente, per molti, scriverò una bischerata ma con tutti questi bla... bla... bla... che tutti dicono la loro, intendo gli espertoni di scenziati che ci circondano, fino a che c'è petrolio, anche a 1000 dollari il barile, non si caverà un ragno dal buco.
E questo rende poco, quello renderebbe bene ma un và bene lo stesso, di questo se ne ricava poco e via discorrendo, se non esistessero già i freni a disco, per questi luminari, freneremmo ancora con la "martinicca" perchè lo sai quanti: forse:magari:ci stà, avrebbero tirato fuori per non dismettere il vecchio sistema frenante!!!
Non cricordo le cifre esatte ma quante "tonnellate" di dollari costa all'ENI trivellare a circa 5.000metri sotto il mare credo in kazakistan, o giù di lì, e quando mai queste cifre sarammo investite per la ricerca di fonti alternative. MAI appunto.
Qualsiasi combustibile che sottrae potere al petrolio, statene certi, verrà osteggiato con paroloni, dubbi e prese di posizione non si sà bene quanto senza interesse.
Ciao Giovanni

#13
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CITAZIONE(OWER @ Mar 25 2008, 10:58 AM) <{POST_SNAPBACK}>
Sicuramente, per molti, scriverò una bischerata ma con tutti questi bla... bla... bla... che tutti dicono la loro, intendo gli espertoni di scenziati che ci circondano, fino a che c'è petrolio, anche a 1000 dollari il barile, non si caverà un ragno dal buco.
E questo rende poco, quello renderebbe bene ma un và bene lo stesso, di questo se ne ricava poco e via discorrendo, se non esistessero già i freni a disco, per questi luminari, freneremmo ancora con la "martinicca" perchè lo sai quanti: forse:magari:ci stà, avrebbero tirato fuori per non dismettere il vecchio sistema frenante!!!
Non cricordo le cifre esatte ma quante "tonnellate" di dollari costa all'ENI trivellare a circa 5.000metri sotto il mare credo in kazakistan, o giù di lì, e quando mai queste cifre sarammo investite per la ricerca di fonti alternative. MAI appunto.
Qualsiasi combustibile che sottrae potere al petrolio, statene certi, verrà osteggiato con paroloni, dubbi e prese di posizione non si sà bene quanto senza interesse.
Ciao Giovanni


Quotatissimo! "Tratto da un intervista al Presidente Peugeot da L' Automobile mensile ACI" Concordiamo con FIAT che il valore di CO2 (120) imposto per il 2011(?) è troppo vicino chederemo di procrastinarne i tempi, l' intervistatore: Avete già raggiunto 140! risposta: E' vero ma l' ulteriore miglioramento costerebbe...........
P.S.: Al salone di ginevra era esposto un prototipo IbridoDIESEL. blink.gif huh.gif wacko.gif angry.gif

Questo presidente dovrebbe migliorare del 15% e accampa scuse per procrastinare l' ecologia?

Metano Alcool e Ibrido sono tecnologie di adesso che senza sforzi ci permettono di raggiungere gli obbiettivi, ma i petrolieri e i consumatori "pecoroni" ci faranno inquinare con Petrolio e Carbone per ancora chissà quanti anni?

Ciao smile.gif
Già Metano72  Touran EcoFuel 20Km con 1€

#14
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CITAZIONE(OWER @ Mar 25 2008, 10:58 AM) <{POST_SNAPBACK}>
Sicuramente, per molti, scriverò una bischerata ma con tutti questi bla... bla... bla... che tutti dicono la loro, intendo gli espertoni di scenziati che ci circondano, fino a che c'è petrolio, anche a 1000 dollari il barile, non si caverà un ragno dal buco.
E questo rende poco, quello renderebbe bene ma un và bene lo stesso, di questo se ne ricava poco e via discorrendo, se non esistessero già i freni a disco, per questi luminari, freneremmo ancora con la "martinicca" perchè lo sai quanti: forse:magari:ci stà, avrebbero tirato fuori per non dismettere il vecchio sistema frenante!!!
Non cricordo le cifre esatte ma quante "tonnellate" di dollari costa all'ENI trivellare a circa 5.000metri sotto il mare credo in kazakistan, o giù di lì, e quando mai queste cifre sarammo investite per la ricerca di fonti alternative. MAI appunto.
Qualsiasi combustibile che sottrae potere al petrolio, statene certi, verrà osteggiato con paroloni, dubbi e prese di posizione non si sà bene quanto senza interesse.
Ciao Giovanni



Salve a tutti

Purtoppo bisogna dire che chiunque svolga una qualsiasi attivita´ cerca di tirare l'acqua al suo mulino e investe i proventi nel proprio settore, oppure in quello che faccia risparmiare soldi allo stesso e non di certo per farli risparmiare agli utenti.
Il giorno in cui Multinazionali del settore Petrolchimico investiranno in settori alternativi + che nel proprio saremo in riserva sparata e forse se lo sentissimo o non ci si crederebbe o ci si dovrebbe preoccupare.
Il perche´ non succede e´ un calcolo matematico come quello sul fisco meno tasse per i cittadini piu´ soldi da spendere piu´ tasse in cassa distribuite equamente, gli unici ad aver bigiato l'ora di matematica penso siano stati proprio i politici.
Scherzi a parte, il calcolo e´ semplice chi ci guadagna di + sul petrolio?
I Governi e la UE.( per quanto ci riguarda)
Chi sovvenziona le ricerce e le tecnologie avanguardistiche?
Sempre loro e se l'industria non viene stimolata con Euroni chi si muove.( Pensando alle botte di tasse che ci rifilano)
Gli utenti sono consumatori e guardano a seconda del loro specifico fabbisogno cosa offre il mercato, anche in base al proprio portafogli che ultimamente non offre molto.
Non tutti sono disposti o si possono permettere di investire + del dovuto per amor d'ecologia anche se in teoria con Auto Elettriche si potrebbero percorrere 400 Km con 5,00 Euro di corrente.
Ci fossero sul mercato alternative pagabili sicuramente riscontrerebbero interesse che non vuol dire successo.
Un problema da non sottovalutare sono le infrastrutture, chi ci crede che per esempio il distributore Agip-Esso o Total sia disposto a vendere corrente agli elettroviaggiatori per un prezzo inferiore del 70/80% rispetto ai cobustibili derivati dal Petrolio? "IO NOOOO" ma neanche se lo vedo con i miei occhi.
Tecnologie alternative ci sono da anni ma per questioni di interessi restano nei cassetti ben chiusi ed i brevetti vengono mandati a passeggio per il mondo da una filiale all'altra per depistare per far pensare che ogni tappa della marcia aggiunga una virgola ricercando come dei matti.
Dulcis in Fundo
Lo sviluppo di tecnologie alternative gia´ presenti andra´ avanti a passo di lumaca

Saluti ai partecipanti da Luca e speriamo in bene

#15
Sile650

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Mi sa che siamo un poco OT.
Ad ogni modo, non la vedo così nera come la dipingete.

Faccio un esempio: pensate alle Poste di tutto il mondo, una ventina di anni fa. Monopolisti, legati a doppio filo ai governi. Vuoi spedire delle informazioni? Paghi la Posta. Vuoi spedire del denaro? Paghi la Posta. Un messaggio veloce? Paghi la posta per inviare un telegramma.
Poi è arrivato internet, la killer application che ha portato via a quegli enti vagonate di incassi.
I governi avrebbero avuto tutto l'interesse di boicottarla, la rete, perchè mica serve il francobollo per mandare una mail, ma non ci sono riusciti.

Il fatto è che fermare un'idea, una soluzione, è impossibile. Al massimo te la puoi comprare, la puoi rallentare, ma domattina ci sarà qualcun altro che arriva alla stessa scoperta che avevi fatto tu. Come la bomba atomica... purtroppo non si può impedire che tutti siano in grado di progettarla.

Per quanto riguarda le energie alternative, il loro sviluppo ci sarà se e solo se saranno economicamente vantaggiose. Non per niente chi investe di più sulla loro ricerca sono le case petrolifere: a loro interessa vendere energia. Sia essa di origine fossile o prodotta dalle puzzette delle scimmie, l'importante è che porti utili.
Se leggi, sono a metano...

#16
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la fregatura è che, come si diceva una volta, il popolo di dipendere dai petrolieri, e dai loro prezzi imposti, ne ha i maroni e i polmoni pieni di polveri sottili.
Secondo me, senza dover aspettare i comodi dei soliti noti, dovrebbero essere i governi, nazionali, europei, mondiali, a imporre il cambio di rotta e ridurre il più possibile la dipendenza dal petrolio, dovrebbe essere in concorrenza con altre fonti non il solo carissimo monopolista. Che dite forse stò ancora sognando???
Ciao Giovanni blush.gif

#17
Orobico

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CITAZIONE(OWER @ Mar 26 2008, 10:16 AM) <{POST_SNAPBACK}>
la fregatura è che, come si diceva una volta, il popolo di dipendere dai petrolieri, e dai loro prezzi imposti, ne ha i maroni e i polmoni pieni di polveri sottili.


Non sono del tuo stesso parere, oppure consideriamo "popolo" il 2% degli automobilisti? La settimana scorsa mi è arrivata una E-mail da una inpiegata di una fabbrica dalla quale compro caldaie, la signora mi invitava con tantissimi altri a disertare i distributori Esso e Shell per costringere le 7 sorelle a diminuire i prezzi! Il "popolo" quello del restante 98% parla parla e parla ma non fa niente

CITAZIONE(OWER @ Mar 26 2008, 10:16 AM) <{POST_SNAPBACK}>
Secondo me, senza dover aspettare i comodi dei soliti noti, dovrebbero essere i governi, nazionali, europei, mondiali, a imporre il cambio di rotta e ridurre il più possibile la dipendenza dal petrolio, dovrebbe essere in concorrenza con altre fonti non il solo carissimo monopolista. Che dite forse stò ancora sognando???
Ciao Giovanni blush.gif


No si potrebbe tranqillamente fare, ma le resistenze sono moltissime, nel settore trasporti come nel settore riscaldamento. Le aziende che VERAMENTE investono in ECOtecnologie sono pochissime, Vi giuro che con una buona caldaia a Condensazione si risparmia il 30% con qualsiasi impianto ed in qualsiasi casa, La settimana scorsa alla Expoconfort (fiera) di Milano, tutte le aziende di caldaie hanno presentato il loro modello a condensazione, alcuni di questi con talmente poca differenza economica e tecnologica dalle tradizionali da poter essere definite: Presa per i Fondelli, Lo stato dovrebbe indurre una coscenza ECOlogica ed ECOnomica

Ciao
Già Metano72  Touran EcoFuel 20Km con 1€

#18
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Partire dal 100% sarebbe bello ma credo irrealizzabile. Se già oggi il 2% fosse diventato 4% non sarebbe male se poi il popolo è fatto di pecore, quando si pentirà farà il "mea culpa".

Mi sembra che, anche se con altre parole ed esempio, stiamo dicendo la stessa cosa. blush.gif

#19
luca67

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CITAZIONE(OWER @ Mar 26 2008, 12:43 PM) <{POST_SNAPBACK}>
Partire dal 100% sarebbe bello ma credo irrealizzabile. Se già oggi il 2% fosse diventato 4% non sarebbe male se poi il popolo è fatto di pecore, quando si pentirà farà il "mea culpa".



Mi sembra che, anche se con altre parole ed esempio, stiamo dicendo la stessa cosa. blush.gif


Vedo che il tema desta interesse, una soluzione ci sarebbe.

Come ho scritto recentemente ad una persona abbastanza famosa in Italia, si potrebbe risolvere il problema ed entro pochi anni si diminuirebbe la petroliodipendenza drasticamente, il problema consiste nel trovare i capitali necessari, chi li ha li tiene stretti chi non li ha li rischierebbe.

Facendo un breve calcolo se 20.000.000 di Italiani mettessero per esempio 10,00 € ci sarebbero 200.000.000,00 € io dico che con quella cifra entro 2 o 3 anni ci sarebbero prototipi funzionanti di tutti i mezzi elettrici possibili ed immaginabili, io per quanto mi riguarda venderei la mia attivita´ commerciale per partecipare o parte di essa almeno.

Solo con i brevetti ed i prodotti che salterebbero fuori sono sicuro che si ripaga il tutto e restano dei valori considerevoli.

Per esempio un mio conoscente tedesco ha modificato i trasfomatorini che si trovano dietro ai pannelli fotovoltaici in una tale maniera da migliorare la loro efficienza produttiva aumentando la produzione di parecchi punti %, ora stanno per diventare standard nel settore, dovesse succedere i paio di brevetti allegati valgono 80.000.000,00 di EURONI a guardare la cifra mi sembra che sia tornata la Lira rolleyes.gif

Fino a pochi anni fa´ lo prendevano in giro per la sua mania di trasformare tutto quello che si muoveva in elettrico dal triciclo della figlia alla sua bicicletta fino al motorino con il motore fuso.

Saluti Luca

#20
Maxnard

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Torno alle considerazioni sull'argomento del thread.
NON credo nel futuro prossimo dei carburanti di origine vegetale, soprattutto per tre motivi:
- non esiste alcun modo di produrne a sufficienza per soddisfare il fabbisogno di mobilità; il Mondo futuro delle auto non è Europa e USA, ma soprattutto India e Cina: tenete pronti i semini, ce ne vorranno davvero moti...se trovate spazi abbastanza grandi da sfruttare, e soprattutto qualcuno disposto a farlo senza sottrarre risorse alimentari.
- già si fa fatica a far produrre auto alimentate a metano - tecnologia già sperimentata e forte di una rete distributiva esistente - come si può immaginare a breve una seppur lontana parvenza di diffusione di carburanti di origine vegetale?
- i progetti e le produzioni a medio-lungo termine delle Case Automobilistiche sono tutti in direzione di elettrico, metano ed idrogeno; ammesso e non concesso che qualcuno si metta a progettare una vettura ottimizzata per biocarburanti, non vedrebbe la luce prima di una decina d'anni a livello prototipo, chissà quando in produzione; e senza il supporto di distribuzione di cui sopra, ci sarebbe un mercato?

Eh, si, dimentichiamo sempre un aspetto fondamentale: per far si che si diffonda, un prodotto deve avere un mercato,.Quindi: produzione e raffinazione del prodotto, produttori di auto che costruiscano le vetture, stoccaggio e distribuzione del carburante...
Secondo me, meglio "spingere" ed investire su tecnologie a basso impatto già in essere o sviluppo - elettrico, metano, idrogeno - più facilmente recepibili dal mercato ed avanzate come prgettaziopne e realizzazione.
Sono nel tunnel da talmente tanto...che comincio a pensare di arredarlo!




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