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Continua lo sviluppo della mobilità elettrica in Svizzera


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Nicola Ventura

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<div style="text-align: justify;"><img style="margin: 5px; float: left;" alt="autoelettrica" src="images/stories/redazione/generiche/Ecocarburanti/autoelettrica.jpg" height="70" width="100" />Oggi sulle strade svizzere circolano circa 500 automobili elettriche a batteria, 11 000 veicoli ibridi e oltre 320 000 biciclette elettriche. Il futuro della mobilità elettrica, ma anche le opportunità e i rischi ad essa legati sono attualmente oggetto di discussioni a livello politico
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, di analisi scientifiche come pure della ricerca sulle tendenze in tale campo. Molto dipenderà dagli sviluppi tecnologici delle batterie, ma anche dall’ulteriore evoluzione del sistema energetico globale, dal prezzo del petrolio, dal potenziamento delle centrali nucleari e delle reti elettriche e non da ultimo dalle sovvenzioni statali. La scheda informativa pubblicata oggi dall’Ufficio federale dell’energia (UFE) fornisce un quadro aggiornato della situazione.</div>
<p style="text-align: justify;">La mobilità elettrica è già stata in passato al centro di diverse iniziative. Va ricordato ad esempio che già tra il 1995 e il 2001 l'UFE ha sostenuto un grosso esperimento con veicoli elettrici nel Comune di Mendrisio, che ha permesso di raccogliere dati importanti sull'idoneità di tali veicoli per gli spostamenti quotidiani, sulla loro integrazione nel piano globale dei trasporti e sui modelli da promuovere. Malgrado questi sforzi, la mobilità elettrica non è riuscita ad imporsi; tuttavia negli ultimi anni essa ha ricevuto numerosi stimoli e sembra ormai essere sulla strada per divenire una tecnologia per il mercato di massa.</p>
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<p style="text-align: justify;">Questo rapido sviluppo è stato possibile grazie anche agli sforzi a livello internazionale volti a ridurre il consumo di energie fossili e a contrastare i cambiamenti climatici, ma anche al fatto che i Paesi produttori di automobili hanno reagito alla crisi economica mondiale lanciando vasti programmi per far fronte alla crisi congiunturale del mercato della mobilità elettrica. Quest'ultima beneficia tuttavia anche di nuovi tipi di transazioni commerciali, come ad esempio la cooperazione tra produttori di automobili, aziende elettriche e grossisti. Viste queste tendenze positive, numerosi grandi produttori hanno annunciato di immettere sul mercato da quest'anno modelli di veicoli elettrici, in parte addirittura in grande serie. In questo modo, i veicoli elettrici abbandonano definitivamente la loro immagine di prototipo.</p>
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<p style="text-align: justify;">Anche se i programmi congiunturali a favore della mobilità hanno poco senso in Svizzera, vista la mancanza di un'industria dell'automobile, il nostro Paese può invece fare molto a livello di ricerca e di marketing. Ciò permetterebbe non solo di ridurre le emissioni di CO2 generate dal traffico stradale, ma anche di aumentare la competitività della nostra economia, che approfitterebbe dei campi di attività innovativi offerti dalla mobilità elettrica.</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Una tecnologia del futuro e non del presente</strong></p>
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<p style="text-align: justify;">Malgrado la popolarità di cui gode attualmente, la mobilità elettrica deve superare ancora alcuni ostacoli. Nei prossimi mesi saranno disponibili sul mercato i primi modelli di automobili a batteria o ibridi plug-in. Tuttavia questi veicoli sono ancora relativamente costosi. Al contrario, le automobili con sistema completamente ibrido dotate di motore elettrico e di motore a combustione, come la Toyota Prius, sono già presenti sul mercato. Il problema principale è l'accumulo di energia. Le batterie sono ancora molto costose, hanno una breve durata di vita e sono troppo pesanti a causa della loro bassa densità di energia. Per questo le automobili elettriche sono più care, hanno un'autonomia limitata e lunghi tempi di ricarica delle batterie. A ciò va aggiunto un numero ancora insufficiente di colonnine per la ricarica. Inoltre l'aumento dell'elettrificazione del traffico stradale pone maggiori esigenze alla rete di trasmissione dell'elettricità. Infine, la mobilità elettrica è in concorrenza con lo sviluppo parallelo di altre tecnologie, come motori a combustione più efficienti, veicoli a metano, biocarburanti o veicoli a idrogeno, che potrebbero frenare il boom dei veicoli elettrici.</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Scenari per il 2020</strong></p>
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<p style="text-align: justify;">Nella sua scheda informativa l'UFE presenta quattro scenari per l'anno 2020 e per le tre tecnologie sistema ibrido completo, ibrido plug-in e veicoli elettrici a batteria. Gli scenari hanno lo scopo di effettuare una prima stima approssimativa dei gradi di penetrazione del mercato e degli effetti dedotti sulla domanda di energia. Le simulazioni mostrano che la redditività dei motori elettrici dipende in modo decisivo dal prezzo della benzina, dal consumo di benzina dei motori tradizionali e dal prezzo della corrente elettrica.</p>
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<p style="text-align: justify;">Nel 2020, a seconda degli scenari analizzati, la quota di veicoli alimentati con carburanti fossili rispetto al parco di automobili oscillerà tra l'83% e l'88%. In tutti gli scenari la quota di veicoli ibridi è di circa il 10%. La percentuale più alta dei veicoli ibrido plug-in (4,7%) e veicoli elettrici a batteria (1,9%) viene rilevata nello scenario 2 che parte dal presupposto di un forte miglioramento tecnologico con un costo delle batterie nettamente più contenuto a partire dal 2015. Stando allo scenario 2, nel 2020 saranno in circolazione 210 000 ibridi plug-in e 85 000 veicoli elettrici a batteria che consumeranno in totale circa mezzo miliardo di chilowattora di elettricità. Questo consumo corrisponde più o meno alla metà del consumo annuo della città di Berna. Affinché la mobilità elettrica possa giocarsi fino in fondo le sue possibilità di successo rispetto ai motori tradizionali, questo fabbisogno supplementare di energia dovrebbe essere coperto tramite vettori energetici rinnovabili.</p>
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