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iMiEV la piccola Mitsubishi elettrica con due prese di corrente


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Nicola Ventura

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<div style="text-align: justify;"><img style="margin: 5px; float: left;" alt="autoelettrica" src="images/stories/redazione/generiche/Ecocarburanti/autoelettrica.jpg" height="70" width="100" />L’auto elettrica. Tutti convinti che sarà questa l’auto del futuro. Ma intanto nessuna casa automobilistica riesce a proporre modelli che abbiano autonomia elevata, facilità di ricarica e costi accessibili. I pregi li conosciamo tutti: zero emissioni, costi di gestione enormemente ridotti
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, solo un sibilo al posto del rombo del vecchio motore inquinante e rumoroso.
<p style="text-align: justify;">Mitsubishi sta provando qualcosa di innovativo per superare uno dei principali inconvenienti, il tempo della ricarica. I tecnici giapponesi hanno preso la piccola i-MiEVa e vi hanno applicato due prese, una sulla fiancata destra, per la normale corrente di casa da 220 Volt e 16 ampere, l'altra sul lato sinistro, che sopporta fino a 100 ampere.</p>
<p style="text-align: justify;">Il modello deriva direttamente da quello a benzina, venduto solo sul mercato nipponico, e conserva linea e dotazioni della versione con motore a combustione interna. Il cambio non c'è. Al suo posto una leva che non interviene su ingranaggi, ma soltanto sulla gestione elettronica del motore. Basta portare il selettore in D e affondare l'acceleratore per scoprire tutto il bello delle elettriche: lo scatto è vigoroso, grazie ai 180 Nm disponibili e, soprattutto, si è accompagnati solo da un lieve ronzio.</p>
<p style="text-align: justify;">L'autonomia, rilevata da “Quattroruote”, non ha superato in città i cento chilometri. La iMiEV ha motore e trazione posteriori (come la Smart) e il serbatoio è sotto il pianale, all'altezza dei passeggeri anteriori. Quindi, mettendo le batterie sotto il pavimento e il motore elettrico al posto del propulsore a benzina, non si deve rinunciare né ai quattro posti né al (piccolo) bagagliaio.</p>
<p style="text-align: justify;">La i-MiEV è già disponibile in Giappone e arriverà in Europa a fine anno, con le gemelle Citroën C-Zero e Peugeot iOn. Il prezzo è ancora da definire. Ma considerando che in Giappone viene a costare circa 33 mila euro (con l’abbuono di diecimila euro per intervento governativo), non si andrà lontano dal vero ipotizzando un costo vicino ai 40 mila euro. Certo, poi si risparmia sul carburante. Ma diciamo la verità: siamo ancora lontani dalla madre di tutte le soluzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.ilvelino....lino.it</a></p>
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