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Centro Studi Promotor: bene gli incentivi ma ora serve fase due


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Nicola Ventura

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<div style="text-align: justify;"><img style="margin: 5px; float: left;" alt="Incentivi" src="images/stories/redazione/generiche/Incentivi/Incentivi.jpg" width="100" height="100" />Grazie agli incentivi varati dal Governo in febbraio il mercato dell’auto è uscito dalla fase di profonda depressione in cui era caduto con il manifestarsi della crisi globale. Il dato sulle immatricolazioni di maggio sarà probabilmente ancora negativo
<br /><br />
in quanto vi sono difficoltà di fornitura per le vetture più richieste che sono quelle con incentivi. La situazione delle immatricolazioni dovrebbe però migliorare in giugno e si nutre un cauto ottimismo per il secondo semestre del 2009, anno che dovrebbe chiudere con un volume di immatricolazioni compreso tra 1.950.000 e 2.000.000. E’ quanto è emerso dal convegno “L’auto a metà del guado nell’anno orribile 2009” organizzato oggi a Bologna da Centro Studi Promotor, Continental Italia e Università di Bologna. <br /><br /> Gli esperti e gli esponenti del settore automobilistico che hanno partecipato al convegno ritengono tuttavia che sarebbe opportuno varare una fase due degli incentivi per consolidare i risultati che si stanno raggiungendo e per dare un quadro di riferimento più sicuro e affidabile anche nel medio termine per le scelte degli operatori del settore. Naturalmente occorrerà l’impegno di tutti per affrontare con strumenti adeguati le sfide poste dalla crisi. “Per quanto ci riguarda - ha detto Giada Michetti, amministratore delegato di Promotor International, la società organizzatrice del Motor Show di Bologna portando il suo saluto al convegno - abbiamo reagito molto velocemente alla crisi dei saloni facendo un grande sforzo creativo per offrire alle case automobilistiche e agli automobilisti l’occasione di partecipare al prossimo Motor Show in condizioni assolutamente eccezionali per la qualità e i contenuti della manifestazione”.<br /><br /> Aprendo i lavori del convegno Gian Primo Quagliano, direttore del Centro Studi Promotor, ha sostenuto che, superata la fase più nera della crisi finanziaria e con la conferma dell’inversione di tendenza degli indicatori di fiducia che emerge dai dati di maggio, si sono create le condizioni anche in Italia per interventi sulla domanda di auto più coraggiosi e di più ampio respiro. In particolare, intervenendo nel merito, Gianni Filipponi, segretario generale dell’Unrae, ha sostenuto la necessità di offrire la possibilità di acquistare qualsiasi auto con gli incentivi alla rottamazione, di rivedere la pesante fiscalità sull’auto aziendale e di introdurre per le autovetture e i veicoli da trasporto di proprietà delle aziende una Tremonti-ter e ammortamenti anticipati. Guido Rossignoli, direttore generale dell’Anfia, ha sostenuto la necessità di mantenere gli attuali incentivi per almeno tre anni, di estenderli alle auto in noleggio, di rendere efficaci le misure di accesso al credito, di adottare provvedimenti di sostegno alla componentistica e alla ricerca. Gian Franco Soranna, direttore di Federaicpa, la federazione delle associazioni dei concessionari, ha illustrato con dovizia di dati la difficile situazione economica ed operativa dei concessionari che necessitano di un quadro di maggiori certezze. Il presidente dell’Aci, Enrico Gelpi, ha espresso la convinzione che dopo l’automobile ci sarà ancora l’automobile, ma le politiche che dovranno essere adottate, dovranno puntare a rendere sempre più compatibile l’automobile con le esigenze della sicurezza e dell’ambiente, prevedendo anche l’impiego dell’auto in nuove forme di mobilità che tengano conto dell’evoluzione delle esigenze della società. <br /><br /> Al convegno di Bologna, agli interventi istituzionali di cui si è appena detto, è seguita una tavola rotonda a cui hanno partecipato alcuni responsabili delle principali case automobilistiche e della componentistica italiana. Jacques Bousquet, direttore generale di Renault Italia ha dichiarato: “Gli incentivi funzionano bene. Occorre però operare già da subito per il mercato del 2010, in particolare stabilizzando gli incentivi su un arco di tempo maggiore di un anno, ed estendendoli a quelle fasce del business ancora in sofferenza, in particolare adottando provvedimenti per le auto aziendali e di sostegno al credito al consumo. Per quanto ci riguarda già da ora ci stiamo preparando a qualificare la nostra offerta con veicoli basati sulla tecnologia elettrica, che rappresenteranno, già nei prossimi anni, i punti di forza dei diversi segmenti della nostra gamma, con modelli a costi analoghi o inferiori alle vetture oggi a listino”. <br /><br /> Per il settore della componentistica è intervenuto poi Alessandro De Martino, amministratore delegato di Continental Italia: “E’ un periodo di scelte e di grandi cambiamenti - ha detto De Martino - manca, però, una chiara strategia industriale. Le aziende della componentistica, in conseguenza di questa grande fase di cambiamento del mercato dell’auto, vivono un presente molto difficile e pur fornendo attualmente una quota notevole di parti e componenti delle vetture, sono state ignorate dai provvedimenti sugli incentivi. Ciò che occorre soprattutto è una politica industriale coordinata di medio periodo che tenga conto delle necessità di tutti i settori produttivi dell’automotive”.<br /><br /> “Gli incentivi hanno di fatto determinato la ripresa del mercato - ha sostenuto Santo Ficili, responsabile mercato Italia di Fiat Automobiles - ed è fisiologico che dopo una prima fase di ripresa si registri una pausa, come probabilmente sarà alla fine di maggio. Già da giugno e luglio ci si attende però una ripresa delle immatricolazioni perchè c'è un alto livello di ordini. Prevediamo anche un andamento piuttosto positivo nella seconda parte dell’anno. Sono premiate in questa fase anche le nostre scelte di prodotto, con soluzioni e motorizzazioni innovative che pongono al primo posto ecologia (a partire dalla nostra leadership su metano e gpl), sicurezza e comfort”.<br /><br /> Roberto Matteucci, amministratore delegato di General Motors Italia, ha poi sostenuto che: “Le aziende dell’auto hanno dovuto reagire con grande velocità di adeguamento ai mutamenti del mercato e degli atteggiamenti di acquisto dei consumatori. Ciò ha comportato la necessità di riallineare le produzioni e gli inventari per poter corrispondere ad un tipo di domanda diversa anche sulla spinta degli incentivi, con nuove offerte di motorizzazioni e soluzioni. In questa situazione la fiducia dei consumatori e la fiducia nel sistema creditizio e bancario assumono una grande importanza. A questo proposito però occorre promuovere un sistema di regole più stabili e condivise”. <br /><br /> La tavola rotonda si è chiusa con l’intervento di Massimo Mazza, direttore Volkswagen Italia che ha dichiarato: “Il settore dell’auto effettua investimenti a medio e lungo termine certamente notevoli. Il quadro normativo all’interno del quale opera è però carente di regole certe di lungo periodo (ad esempio in materia ambientale e di innovazione tecnologica ). Un nuovo quadro competitivo per il settore deve prevedere l’adeguamento al livello della media dei paesi europei delle normative fiscali nazionali sull’auto. Gli incentivi alla rottamazione sono certamente molto importanti, ma non possono sostituire misure strutturali. Al sistema distributivo dell’auto occorre poi garantire maggiori flussi di investimento indispensabili per favorire l’efficienza delle aziende concessionarie”.</div><br />
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