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Centro Studi Promotor: necessaria fase due degli incentivi


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Nicola Ventura

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<div style="text-align: justify;"><img style="margin: 5px; float: left;" alt="Incentivi" src="images/stories/redazione/generiche/Incentivi/Incentivi.jpg" width="100" height="100" />In aprile in Europa sono state immatricolate 1.251.862 autovetture con un calo del 12,3% sullo stesso mese del 2008. Su questo risultato ha influito il calendario che mediamente nell’area ha avuto un giorno lavorativo in meno.
<br /><br />
Al netto dell’effetto calendario il calo di aprile sarebbe stato leggermente inferiore a quello di marzo (-9%) confermando la tendenza al rallentamento della caduta della domanda dopo i cali del 27% di gennaio e del 18,3% di febbraio. L’elemento che emerge con assoluta chiarezza dai dati diffusi oggi è il fatto che sono le misure di sostegno della domanda ad attenuare l’impatto della crisi sulle vendite, anche se si avverte già chiaramente l’esigenza di una fase due degli incentivi a cui Regno Unito e Spagna stanno peraltro già p&#111;nendo mano. Le misure attualmente in vigore stimolano soprattutto la domanda di vetture a basso impatto sull'ambiente con benefici notevoli per il gruppo Fiat che vanta la gamma con la più bassa emissione media di CO2 e che in aprile ha visto la sua quota in Europa Occidentale salire al 10% dall’8,4% di aprile 2008.<br /><br /> Tra i paesi dell’Europa Occidentale il risultato migliore in aprile è quello della Germania, maggior mercato del continente, che, grazie ad un efficace sistema di incentivazione alla rottamazione, mette a segno una crescita del 19,4%. Se si esclude il caso Germania, nei grandi mercati nazionali europei gli incentivi in aprile, pur contenendo le perdite, non sono stati sufficienti a portare le vendite sui livelli dell’aprile 2008. In particolare il mercato italiano ha fatto registrare un calo del 7,5%, dovuto anche al fatto che è emersa una situazione di insufficiente disponibilità di auto che possono beneficiare degli incentivi per far fronte alla domanda stimolata dagli stessi incentivi. In Francia si è registrato un calo del 7,1% dovuto al fatto che l’incentivo previsto per la rottamazione (1.000 euro) si sta rivelando insufficiente. Nel Regno Unito gli effetti della riduzione dell’aliquota Iva si confermano non particolarmente efficaci e il mercato ha accusato infatti un calo del 24%. La situazione peggiore nei cinque grandi mercati del continente è tuttavia quella della Spagna che, in aprile, accusa un calo del 45,6%, in linea con quello dei mesi precedenti. Questo paese finora si è limitato però a riconoscere soltanto il tasso zero fino a 10.000 euro di finanziamento per l’acquisto con rottamazione di vetture di costo non superiore a 30.000 euro e con emissioni di CO2 non superiori a 140 g/km. <br /><br /> Proprio da Regno Unito e Spagna sta partendo però la fase due della incentivazione della domanda di auto. Dal 18 maggio nel Regno Unito entreranno in vigore ecoincentivi alla rottamazione di 2.000 euro per metà a carico del Governo e per metà a carico delle case. In Spagna il Governo Zapatero ha annunciato l’introduzione di incentivi per l'acquisto di auto di 2.000 euro, anche in questo caso per metà a carico dello Stato e per metà a carico delle case. Gli esempi del Regno Unito e della Spagna dovrebbero fare scuola in Europa, dove una fase due dell’incentivazione della domanda di auto sarebbe particolarmente opportuna soprattutto in Italia e in Francia. Il modello da seguire è quello tedesco che sta funzionando egregiamente. L’incentivo è di 2.500 euro per l’acquisto con rottamazione di qualsiasi autovettura. L’effetto sul mercato complessivo è importante e la valenza ecologica dell’incentivo è salvaguardata in quanto il bonus è significativo per le vetture più piccole, meno inquinanti e meno costose di cui stimola fortemente l’acquisto, ma è praticamente ininfluente sulle decisioni di acquisto di auto di grandi dimensioni in quanto la sua incidenza sul prezzo di queste vetture non è tale da stimolare l’acquisto e d’altra parte chi possiede vetture di lusso generalmente non dispone di un’auto da rottamare.<br /><br /> Venendo ai mercati minori in Europa Occidentale, se si esclude il piccolo mercato austriaco, vi è un calo generalizzato delle vendite e quasi tutti in calo sono i mercati dei cosiddetti paesi nuovi membri dell’Unione Europea. Complessivamente l’area accusa una contrazione del 21,4% con solo tre mercati in controtendenza Polonia (+2,4%), Repubblica Ceca (+19%) e soprattutto Slovacchia, che, grazie ad un efficace sistema di incentivazione, mette a segno un incremento del 43,5%.</div><br />
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