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Conad contro con l'obbligo per Gpl e metano imposto dall'Emilia-Romagna


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Nicola Ventura

Nicola Ventura

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<div style="text-align: justify;"><img style="margin: 5px; float: left;" alt="distributore_gpl" src="images/stories/redazione/generiche/Ecocarburanti/distributore_gpl.jpg" width="100" height="113" />Il provvedimento della Regione Emilia-Romagna che comporta l’obbligo, per chi costruisce nuovi impianti di carburante, di prevedere anche pompe per il metano e il gpl, oltre che l’uso esclusivo di fonti energetiche rinnovabili, non piace per niente a Conad.
<br /><br />
La catena di supermercati, che è stata pioniera in Italia nel puntare sull’abbinamento tra alcuni punti vendita e distributori di benzina a proprio marchio, muove più di una critica alla Regione per come è stato concepito il provvedimento: in sostanza, secondo Conad, blocca di fatto l’ingresso di nuovi operatori nel mercato.  <br /></div>
<h4 style="text-align: justify;">4 distributori aperti in Italia</h4>
<div style="text-align: justify;">Ad oggi i distributori Conad aperti in Italia sono quattro - Gallicano (Lucca), Trentola Ducenta (Caserta), Carbonia (Carbonia Iglesias), Baggiovara (Modena), - ma sono state presentate 31 richieste di autorizzazione per l'apertura di nuovi distributori. Richieste che, appunto, devono affrontare severi vincoli normativi delle Regioni, che di fatto non facilitano l'accesso al mercato a nuovi operatori. <br /> Una delle restrizioni più dure da superare sarebbe proprio quella posta dall’Emilia-Romagna, perché vuole che soltanto i nuovi impianti siano eco-compatibili e predisposti per erogare anche metano e gpl mentre non richiede adeguamenti a quelli esistenti. Conad calcola che se tutti i propri impianti previsti fossero in funzione, ai consumatori sarebbe garantito un risparmio totale di circa 16 milioni di euro all'anno, dal momento che Conad cerca di praticare prezzi al litro leggermente inferiori a quelli di mercato. <br /></div>
<h4 style="text-align: justify;">Si limita l’ingresso di nuovi operatori</h4>
<div style="text-align: justify;">Secondo l’amministratore delegato di Conad, Camillo De Berardinis, “l’introduzione di questi pesanti obblighi per i soli nuovi impianti avrà il solo effetto di limitare fortemente l’ingresso di nuovi operatori nel mercato, poiché tale prescrizione incide sulla natura del formato, sui relativi costi, sulla consistenza della superficie minima e sulla localizzazione dell’impianto. Tutto ciò costituisce, a nostro parere, una forte limitazione alla libera scelta imprenditoriale dei nuovi operatori ed in particolare alle imprese della grande distribuzione organizzata e si pone in contrasto con i principi a tutela della concorrenza, le osservazioni della Commissione Europea e lo spirito della legge 133/2008 recentemente approvata”. <br /> Insomma, secondo Conad le conseguenze di queste scelte si farebbero poi sentire soprattutto sui consumatori: “Ancora una volta - aggiunge l'ad De Berardinis - tale impostazione non tiene conto della tutela dei consumatori e del fatto che la distribuzione moderna, se posta nella condizione di poter adeguatamente intervenire nel mercato, può contribuire in maniera rilevante ad un effettivo ammodernamento della rete e ad una significativa diminuzione dei prezzi al consumo”. Una segnalazione dell’AntitrustA offrire una sponda a Conad viene anche la segnalazione dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, che sembra dare ragione alla catena di supermercati. Richiamando la nuova normativa nazionale che ha liberalizzato il settore della distribuzione di carburanti (la legge 133 del 2008) il Garante sottolinea che alcune Regioni (Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Sicilia ed Emilia-Romagna) hanno modificato le proprie normative prevedendo che non possa essere autorizzato nessun nuovo impianto se non dotato anche di un impianto per erogare gpl o metano. <br /> “L’Autorità ritiene che obblighi di questo tipo siano idonei ad accrescere significativamente i costi dei nuovi entranti - si legge nella segnalazione inviata il 3 marzo scorso -, nonché a ridurre il numero dei soggetti potenzialmente disposti a svolgere questa attività, ad esempio perché accrescono le dimensioni minime richieste per i nuovi impianti riducendo il numero dei siti idonei ad ospitare i nuovi punti vendita”. Il Garante fa anche notare che “agli operatori già presenti non viene imposto alcun obbligo analogo”, perciò questi provvedimenti “determinano una grave disparità di trattamento a danno delle imprese interessate ad aprire nuovi distributori di carburante, che possono costituire delle vere e proprie barriere all’accesso a questo mercato”. <br /></div>
<h4 style="text-align: justify;">Strumenti non discriminatori</h4>
<div style="text-align: justify;">L’Autorità, quindi, invita a perseguire gli obiettivi di tutela ambientale usando strumenti non discriminatori. Quali? “La concessione di incentivi e comunque utilizzando modalità che non creino ingiustificate condizioni di favore per chi è già attivo nel settore”. Tra tutela dell’ambiente e tutela dei consumatori andrebbe quindi ricercato un non facile compromesso.</div>
<div style="text-align: justify;"><span class="info">Fonte: <a href="http://www.ilsalvage...t</a></span><br /></div><br />
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SEGNALAZIONE PREZZI: Invitiamo tutti a segnalare i prezzi dei distributori direttamente nelle schede degli elenchi => METANO - GPL


=> "Copiarci non è impossibile: è inutile." (cit.) <=





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