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Il Giappone arruola i batteri per convertire la Co2 in metano


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Nicola Ventura

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<div style="text-align: justify;"><img style="margin: 5px; float: left;" alt="indicatore_ecocarburante" src="images/stories/redazione/generiche/Ecocarburanti/indicatore_ecocarburante.gif" height="100" width="100" />Trasformare il biossido di carbonio sepolto nei fondali marini in gas naturale da impiegare nel proprio mix energetico. E’ l’idea di alcuni ricercatori giapponesi dell’Agenzia nazionale Marine-Earth Science and Technology
<br /><br />
, intenti a studiare, in collaborazione con partner tedeschi, la capacità di alcuni batteri di convertire la CO2 in metano.</div>
<p style="text-align: justify;">Le potenzialità nel campo energetico dei microorganismi non sfuggono dunque neanche al Sol Levante ed il team di scienziati guidato dal capo ricercatore Fumio Inagaki si sta concentrando sulla possibilità di attivare un particolare batterio direttamente nel suo ambiente naturale; nel dettaglio il gruppo ha studiato un lago naturale di CO2, e il suo ecosistema, nelle profondità marine del sud di Okinawa Trough, al largo di Taiwan, analizzando la diversità della comunità microbica presente in campioni di sedimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel loro ambiente naturale, i microrganismi convertono l’anidride carbonica in metano molto lentamente, nel corso di miliardi di anni. Per gli scienziati la scoperta ha portato ad un’ovvia sfida: rendere il processo più rapido accelerando la velocità di produzione del gas. “L’istituto deve superare ancora molti ostacoli, tra cui la necessità di ottenere un budget finanziario prima di partire ufficialmente con il progetto”, ha detto il portavoce. “Ma se avviato sarebbe il primo lavoro in tal senso a quanto ci risulta”. La speranza dei ricercatori è quella di sviluppare la tecnologia nell’arco di cinque anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.rinnovabi...i.it</a></p><br />
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