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Io guido ibrido


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Nicola Ventura

Nicola Ventura

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<div style="text-align: justify;"><img hspace="5" height="65" align="left" width="130" vspace="5" alt="Ibride" src="http://forum.ecomoto..._3_37_4755.jpg" />Belle ma soprattutto ecologiche. Le auto ibride, più rispettose dell’ambiente, cominciano finalmente a diventare protagoniste sulle strade. Numeri alla mano: le automobili in circolazione sul Pianeta sono circa 750 milioni e si calcola che nel 2020 saranno più di un miliardo. Va da sé quindi che l’impatto sull’ambiente sia di vitale importanza nel fronteggiare quella che è l’emergenza più importante del terzo millennio. <br />
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Le ibride, dotate di due motori contigui, uno termico e uno elettrico rappresentano un grande passo avanti in questa direzione. Trasformano in energia tutto il calore prodotto, nelle auto alimentate esclusivamente dal combustibile fossile, invece, il calore viene disperso. «Le ibride garantiscono prestazioni identiche a quelle delle macchine a motore endotermico con un notevole risparmio a livello di consumi nonché un deciso abbassamento delle emissioni nocive» conferma Roberto Rossetti, tecnico di laboratorio e tester di motori all’azienda E-Progress. <br />
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Possiamo quindi dire che il futuro è elettrico? «Sì. Il punto d’arrivo è realizzare automobili ad alimentazione esclusivamente elettrica che abbiano un’autonomia pari alle attuali a motore endotermico. Ma ci vorranno almeno ancora cinque-sei anni affinché ciò accada. L’alimentazione ibrida costituisce oggi un deciso miglioramento ma attualmente il motore elettrico incide sulle prestazioni solo al 20%» puntualizza Rossetti. Ma come intervenire per aumentare l’incidenza dell’elettrico sulla vettura? «Sulle batterie. Al momento attuale quelle in dotazione sulle auto ibride sono al nichel metalidrati, per il futuro c’è il litio. Quest’ultimo tra l’altro ha il grande vantaggio che, essendo un polimero, può essere stoccato in diverse parti dell’automobile» spiega Rossetti. <br />
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Altre strade percorribili oltre a quella elettrica? «Escluderei l’idrogeno, che ha una certa pericolosità e necessiterebbe di troppi cambiamenti nei processi industriali automobilistici nonché nell’approvvigionamento del combustibile. Può invece essere molto utile come supporto all’elettrico. Molto meglio il bioetanolo, che è una validissima alternativa agli attuali motori a benzina o gasolio» afferma Rossetti.<br />
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Fonte: http://www.millionai...ire.it</div><br />
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