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Nuove frontiere della tecnologia ibrida


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Nicola Ventura

Nicola Ventura

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<p align="justify"><img src="http://forum.ecomoto...3_37_74506.jpg" border="0" alt="Fabia Ibrida" title="Fabia Ibrida" hspace="5" vspace="5" width="130" height="87" align="left" />Nuovi passi in avanti nello sviluppo della tecnologia ibrida. Gli ingegneri del Mira, autorevole centro di ricerche inglese, hanno messo a punto un sistema per convertire le automobili tradizionali in ibride applicando un retrofit. Non solo. Grazie al pacchetto di batterie e alla possibilità di caricarle sfruttando la rete elettrica il veicolo sperimentale diventa un plug-in, capace di abbattere -secondo i primi dati diffusi dallo stesso Mira- i consumi del 61% e le emissioni di CO<sub>2</sub> del 39% rispetto a una vettura normale. Invece, quella sulla sulla quale è stata testata la nuova tecnologia è una Skoda Fabia completamente trasformata e ribattezzata H4V. </p><br /><br /><div align="justify"> L'energia necessaria a farla muovere è fornita al 50% dal propulsore termico da 60 Kw e per l'altro 50% da due gruppi elettrici da 35 Kw per ogni ruota posteriore, il tutto gestito da un differenziale sviluppato dai tecnici inglesi. La coppia di motori viene alimentata da tre moduli di batterie a litio, ciascuno da 30 kw, che nel test hanno trovato alloggio nel bagagliaio posteriore, moduli che all'occorrenza possono utilizzati come generatori elettrici ausiliari all'esterno dell'auto oppure possono essere rimossi e ricaricati nel garage. <br /> <br /> Il problema è che in questo modo si ruba spazio capacità di carico, ma il test dimostra anche che con le opportune modifiche si possono trasformare in ibride auto commerciali, come del resto già avviene per le conversioni a metano e a GPL. Una strada ancora lontana, a causa degli alti costi della tecnologia, ma non per questo non percorribile. <br /> <br /> Grazie alle modifiche apportate la Skoda Fabia H4V arriva a percorre più di 27 km con un litro di benzina, un risultato che il Mira considera superiore ad altri tentativi di ibridizzazione e ottenuto intervenendo anche sull'aerodinamica riducendo dell'8% il coefficiente d'attrito e con l'impiego di un impianto frenante rigenerativo che recupera l'energia dissipata. <br /> <br /> “Malgrado i progressi nel campo dei propulsori è ancora molto più economico e pulito avere la corrente a casa che produrla attraverso un motore termico. Ecco perché abbiamo scelto il sistema plug-in – commenta Derek Charters del Mira – grazie al nostro sistema per ricaricare la macchina non c'è bisogno di parcheggiare la macchina vicino a una colonnina elettrica. La nostra idea è quella di realizzare un mezzo con emissioni e consumi inferiori rispetto a un diesel, allo stesso prezzo di un diesel, ma con funzioni tipiche dei veicoli elettrici”.</div><p>Fonte: http://www.h2roma.org</p><br />
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