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L'auto, il gas e il futuro


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Nicola Ventura

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<div style="text-align: justify;"><img hspace="5" height="99" width="100" vspace="5" align="left" src="http://www.ecomotori...ieraTorino.jpg" alt="Fiera Mondiale dei Veicoli a Metano e Idrogeno" />Apre i battenti domani, giovedì 25, a Torino la seconda <strong>Fiera Mondiale dei Veicoli a Metano e Idrogeno</strong>, dedicata all’utilizzo di questi carburanti nell’ambito di una mobilità sostenibile, protagonisti dell’area espositiva e delle conferenze a margine, le novità, la ricerca applicata, le politiche e i vantaggi ambientali ed economici. Abbiamo rivolto alcune domande sulle prospettive di questi carburanti a Vanni Cappellato, presidente di NVG System Italia, il consorzio di settore che promuove l'evento.<br />
<br />
<strong>Architetto Cappellato, come sta andando il metano in Italia? Cosa servirebbe per far diffondere ulteriormente questo carburante?</strong><br />
Da un paio d’anni che si sono bloccati tutti i finanziamenti per riconvertire a metano le auto a benzina e solo un paio di regioni finanziano in parte la costruzione di distributori. Le case automobilistiche stanno puntando molto sul metano, ma mancano i distributori: sono solo 600 concentrati nel centro-nord. Il metano comunque sta andando bene, al momento attuale il trend nel nostro paese è in crescita di un 20-25% annuo. Siamo quasi a 600mila veicoli, poco più dell’1% ma l’Italia è comunque, al momento, il paese con più auto a metano in Europa. Il metano sarà fondamentale per raggiungere gli obiettivi europei sui carburanti sostenibili.<br />
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<strong>Il metano naturale è comunque un combustibile, che seppur meno di altri, ha un certo impatto in termini di emissioni ed è una risorsa limitata...</strong><br />
Quella della scarsità è un problema che riguarda più il petrolio: oggi come oggi si stima che ci sarà metano per oltre 300 anni. Per quanto riguarda le emissioni non esiste ancora una soluzione radicale per l’inquinamento da mezzi di trasporto: anche le macchine elettriche hanno un impatto che trasferiscono a monte e a valle: sulla produzione dell’elettricità e sullo smaltimnto delle batterie che contengono metalli come il piombo e il cadmio. L’unico carburante usufruibile a livello industriale per abbattere l’inquinamento oggi è il metano.<br />
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<strong>Quali sono le potenzialità di un uso più diffuso del metano che ovvi ai problemi che citavamo, il biometano, quello ottenuto dalla fermentazione di biomassa, rifiuti organici, ecc?</strong><br />
Sono potenzialità molto limitate. Questo metano non ha un grado di purezza comparabile con quello che si estrae dal terreno, ha una percentuale di sostanze che possono sporcare e rovinare le parti del motore con incrostazioni, come avveniva per la colza, che ormai nessuno più usa. Le uniche esperienze sono a livello quasi sperimentale: ottenere il metano in questo modo a livello industriale richiede costi per raffinarlo e pulirlo che non lo rendono conveniente.<br />
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<strong>Per quanto riguarda invece l’idrogeno, una delle soluzioni proposte è usarlo assieme al metano...</strong><br />
Il metano è visto come un ponte verso l’idrogeno. Per ora si usa già in normali veicoli a metano una miscela con il 15-20% di idrogeno, aggirando così i problemi di distribuzione legati all’idrogeno, in via di sperimentazione c’è una miscela in cui la percentuale di idrogeno arriva al 30%.<br />
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<strong>E l’idrogeno usato nelle fuel cells secondo lei che prospettive ha?</strong><br />
È sicuramente una tecnologia promettente, ma sul medio periodo, diciamo tra 15-20 anni. Nel frattempo l’alternativa resta il metano che ha anche meno problemi di produzione: se si considera la grande quantità di energia che l’idrogeno necessita per essere ottenuto, si capisce che può essere potenzialmente più inquinante se non ricavato da fonti pulite.<br />
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<a href="http://qualenergia.i...rticolo">Fonte: http://qualenergia.i...it</a></div><br />
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