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Al via il salone auto di Detroit. NovitÓ dall'Europa, gli americani puntano sull'ecologia


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Nicola Ventura

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<div align="justify"><img src="images/stories/eventi/saloni/2008/detroit2008.jpg" alt="Sample Image" hspace="5" vspace="5" width="130" height="92" align="left" />Qualcosa si muove nell'auto a stelle e strisce. Questa la sensazione alla vigilia del Naias, il salone dell'auto di Detroit. La vocazione "verde" delle big three si fa – almeno nelle intenzioni, che nel mondo dell'auto assumono la veste di concept car – più convinta. E sembra anche che i costruttori americani stiano imparando a... pensare in piccolo, a non considerare la taglia maxi come l'unica possibile. <br />Certo non mancano tra le novità gli enormi pickup (come le edizioni 2009 del Dodge Ram o del market leader storico Ford F150), né le potenti supercar come la Corvette Zr1 da 600 Cv. Ma se persino Hummer, icona dei monumenti su ruote, ipotizza con la concept Hx un Suv compatto da 4,3 metri, allora qualcosa sta davvero cambiando nella mentalità dei costruttori Usa.</div><br /><br /><div align="justify">I quali sembrano aver capito che le loro difficoltà (Gm e Ford in crisi, Chrysler in cerca di identità dopo il cambio di proprietà) arrivano da lontano, dalla scelta di puntare tutto sui light truck, nella convizione che il carburante low cost fosse un benefit eterno. Un mito infranto dal caro petrolio e dal superamento della barriera psicologica dei 100 dollari al barile. Nel Paese dei grandi spazi e delle highway infinite l'auto piccola non è più un tabù. Nella terra degli assetati otto cilindri a benzina, carburanti puliti e motori sobri escono dal ghetto delle mere esercitazioni tecnologiche. </div><div align="justify"><br />Al Naias 2008 l'ecologia è protagonista, almeno tra le concept car. Ne fanno fede le tre ipotesi elettriche – una per ciascun brand – del gruppo Chrysler: la monovolume ecoVoyager a fuel cell, la due porte sportiva Dodge Zeo che si alimenta dalla rete elettrica, la Jeep Renegade, Suv ibrido diesel che promette più di 46 km di percorrenza con un litro di gasolio. Ford, da parte sua, fa debuttare con il concept Explorer America la tecnologia EcoBoost, basata su un motore turbo ad alta efficienza a iniezione diretta di benzina in grado di ridurre del 20-30% i consumi. E Gm, che ha aperto un centro di sviluppo interamente dedicato alla propulsione elettrica, accanto all'evoluzione del futuribile concetto Volt ha mobilitato in "salsa verde" tutta la sua galassia: Cadillac con la concept Provoq a fuel cell, Saturn con la Vue Green Line, ibrida bimodale e con la Flextreme Plug-in (gemella dell'omonima concept elettrica Opel dell'ultimo salone di Francoforte), Saab con il concept 9-4X BioPower, Suv a bioetanolo. Attesa anche per la nuova generazione della Chevrolet Impala, una berlina media che potrebbe essere molto importante per lo storico marchio Usa, ma destinata solo al mercato interno.</div><div align="justify"><br />Ambiente in pole position anche tra i giapponesi (che hanno ormai tante fabbriche in Usa da considerarsi quasi dei produttori domestici). Se Mitsubishi esplora con la bella Ra un concetto di sportiva "pulita" turbodiesel che rispetta in anticipo i futuri standard Usa Bin 5, Nissan condivide la scelta ecodiesel con il minivan Forum. Toyota, che lo scorso anno ha scavalcato Ford al secondo posto delle vendite Usa, propone accanto alla nuova crossover Venza la A-Bat, concept di pickup compatto ibrido. Tra le new entry orientali figurano la nuova Mazda Rx8 con motore rotativo e la Kia Borrego, grosso Suv a sette posti pensato per il mercato americano ma prodotto in Corea.</div><div align="justify"><br />A tenere alta la bandiera dell'Europa pensano le marche premium. Col concept Lrx Land Rover esplora la possibilità di entrare nel segmento dei Suv compatti, dove Mercedes è ormai pronta a schierare la Glk, anticipata con grande verosimiglianza dalla Vision Freeside. Novità di prodotto, invece, per Audi con la TT Spider, per Bmw con X6 e Serie 1 Cabrio, per Volkswagen con la Passat nella variante Coupé a quattro porte. Assente la Porsche (che ha dato forfait preferendo concentrarsi su saloni in zone ritenute più interessanti come Chicago, Miami, New York e Los Angeles), la grande tradizione delle granturismo e delle supersportive di scuola europea è nelle mani del made in Italy: Ferrari, Lamborghini e Maserati sono pronte al consueto bagno di folla.</div> <p><span class="info">Fonte: www.ilsole24ore.com<br /></span></p><br />
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