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Come funziona un distributore di metano?


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22 risposte a questa discussione

#1
gpuntonp

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Scusate se faccio domande che alla maggior parte di voi potranno sembrare banali.
Ma come funzione un distributore di metano?
Quali sono le parti principali?

#2
Nicola Ventura

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Dal metanodotto al compressore

Il metano proveniente dal metanodotto viene filtrato e misurato

Compressione

Il metano viene compresso in apposite sezioni di stoccaggio in media ed alta pressione. Lo stoccaggio avviene in bombole e quando le sezioni di stoccaggio sono cariche il compressore si arresta. Questo è stato realizzato per far si che i tempi di rifornimento siano più rapidi ed infatti all'erogatore arrivano entrambe le linee di media e alta pressione.

Rifornimento

Il rifornimento si avvia per "travaso" partendo dallo stoccaggio della linea di media pressione e quando le pressioni si equivalgono in automatico inizia il travaso dallo stoccaggio della linea di alta pressione. Se quest'ultima non fosse sufficiente per arrivare al termine del rifornimento si mette in moto il compressore fino al termine della carica che avviane al raggiungimento della pressione di 220 bar.

Spero che sia stato sufficientemente chiaro anche se molto sintetico...

Ci sarebbe poi anche un altra fase di cui parlare: la refrigerazione

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#3
Parcosan

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CITAZIONE(nicovent @ Dec 10 2008, 12:31 PM) <{POST_SNAPBACK}>
Ci sarebbe poi anche un altra fase di cui parlare: la refrigerazione


Sarei molto interessato ad approfondire questo tema della refrigerazione. Ci sono degli aspetti che non mi sono noti e non riesco a venirne a capo. Il punto fondamentale che mi interessa è la temperatura del gas metano durante le varie fasi.

Farò alcune considerazioni, correggimi se dico cose inesatte:

Hai detto che ci sono due fasi di compressione: media ed alta compressione.
Prima domanda: la refrigerazione rispetto alle fasi di compressione quando avviene? Tra la prima e la seconda, o dopo la seconda compressione?

Seconda domanda: qual'è lo scopo della refrigerazione? Qualcuno sostiene che sia quella di abbassare la temperatura del gas compresso durante la prima fase di compressione in modo da rendere meno faticosa la fase di seconda compressione. Qualcuno invece sostiene che si abbassa la temperatura per far stare nei serbatoi delle auto una quantità più elevata di metano?

Terza domanda: le bombole che ho installato sono nascoste e non mi consentono di verificare la temperatura del serbatoio dopo il pieno. Mi chiedo: le bombole a fine pieno scottano o hanno una temperatura ambiente? Qualcuno sostiene che le bombole siano bollenti a fine carica, ma questo a me non convince molto. Innanzitutto se tocco il mandrino di carica del distributore è sempre gelato. Inoltre se sono entrati in funzione i refrigeratori e ho del gas a 210 bar a temperatura ambiente, perché mai quando il gas entra nelle nostre bombole dovrebbe riscaldarsi? Proviene da una zona a 210 bar e finisce in bombole a 210 bar: non cambia la pressione, perché dovrebbe cambiare la temperatura? Diverso sarebbe se a valle della seconda compressione non c'è refrigerazione. In questo caso il gas entra già caldo nel serbatoio in quanto è stato appena compresso e quindi resta caldo.

Grazie per una spiegazione,

Parco

#4
Sile650

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CITAZIONE(Parcosan @ Jun 9 2010, 04:51 PM) <{POST_SNAPBACK}>
Seconda domanda: qual'è lo scopo della refrigerazione? Qualcuno sostiene che sia quella di abbassare la temperatura del gas compresso durante la prima fase di compressione in modo da rendere meno faticosa la fase di seconda compressione. Qualcuno invece sostiene che si abbassa la temperatura per far stare nei serbatoi delle auto una quantità più elevata di metano?


L'obbiettivo è il secondo. Il primo è un effetto della cosa.
Ad ogni modo l'energia che si risparmia nella compressione la si spende nella refrigerazione (più un delta dovuto all'efficienza), a meno che non si abbia a disposizione una bella roggia di acqua fresca (come so avere qualche distributore).

CITAZIONE(Parcosan @ Jun 9 2010, 04:51 PM) <{POST_SNAPBACK}>
Terza domanda: le bombole che ho installato sono nascoste e non mi consentono di verificare la temperatura del serbatoio dopo il pieno. Mi chiedo: le bombole a fine pieno scottano o hanno una temperatura ambiente?


Non sono bollenti. Appoggiandoci la mano sopra le senti calde, ma non al punto da provocar dolore.

Il metano passa da 210 atmosfere nel compressore ad altri 210 nelle bombole, è vero, ma l'aumento di temperatura è dovuto ad altri due motivi:
1) viene fatto correre bello veloce dentro ai tubicini sottili che vanno dal bocchettone di carica alle bombole
2) dentro alle bombole c'era un "atmosfera" a bassa pressione, e per effetto del nuovo arrivato la pressione si alza e... quell'atmosfera quindi si scalda. wink.gif
Se leggi, sono a metano...

#5
Nicola Ventura

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CITAZIONE(Parcosan @ Jun 9 2010, 04:51 PM) <{POST_SNAPBACK}>
Sarei molto interessato ad approfondire questo tema della refrigerazione. Ci sono degli aspetti che non mi sono noti e non riesco a venirne a capo. Il punto fondamentale che mi interessa è la temperatura del gas metano durante le varie fasi.


Ciao e benvenuto,
avevo appositamente precisato che si trattava di una sintesi proprio perchè in realtà di passaggi dal metanodotto alle bombole ce ne sono parecchi e ci sono anche più step/fasi che interessano il raffreddamento del gas.

La compressione avveniene in più stadi (diciamo da 2 a 5 in base alla pressione d'ingresso fornita dal metanodotto) e il metano viene raffreddato una o più volte (sia per motivi di sicurezza che per motivi puramente legati al rendimento dei compressori) spesso attraverso dissipatori pressochè di tipo passivo mentre soluzioni più "raffinate" prevedono scambiatori di calore aria-acqua ad ogni uscita dallo stadio di compressione.
Non c'è una regola fissa ma vengono applicate soluzioni progettuali diversificate anche in funzione delle necessità d'uso dell'impianto.

All'uscita dall'ultima fase di compressione il metano va nel cosiddetto gruppo di stoccaggio a circa 230/250 bar e di norma ci arriva bello caldo tant'è che lo stoccaggio è di per se considerato a tutti gli effetti uno stadio di raffreddamento.

A questo punto, ma è un optional che non molti distributori hanno, c'è il gruppo frigo che è tanto più efficiente quanto più vicino agli erogatori viene posizionato e la cui funzione è quella di abbattere il più possibile la temperatura del metano al solo fine di consentire un miglior riempimento possibile delle bombole dell'auto.

Spero di averti chiarito qualche dubbio... e probabilmente di avertene creati altri... smile.gif

Nico

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#6
Parcosan

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Ciao,

innanzitutto vi ringrazio moltissimo per la vostra disponibilità.
Hai ragione tu, adesso ho ancora più dubbi di prima. sad.gif
Frequento forum di metanisti e forum di ingegneri e devo constatare che esistono due modi di pensare diametralmente opposti.

Prendiamo per esempio quanto affermato da Sile650 e che mi è stato confermato anche su altri siti di appassionati di metano:

Lui sostiene che il gas è caldo perché
"viene fatto correre bello veloce dentro ai tubicini sottili che vanno dal bocchettone di carica alle bombole"

Non solo Sile650 afferma questo. In un altro forum un amministratore ha scritto (cito):
"il metano si riscalda, e quando viene travasato nelle nostre auto continua a riscaldarsi (dovendo passare per un foro piccolo)"

ora questo fenomeno (che gli ingegneri chiamano laminazione) di far correre il gas attraverso tubi molto sottili o attraverso fori molto piccoli è il principio della macchina frigorifera. L'effetto è quello di raffreddare il gas, non di scaldarlo.

Ancora, Sile650 afferma che il metano viene raffreddato per aumentare la quantità di gas che viene introdotta nel serbatoio, e come lui lo affermano altri utenti di altri forum interpellati sulla stessa domanda. In un forum di ingegneria invece viene sostenuto che (cito):
"Interponendo un refrigeratore tra i due stadi di compressione diminuisce la temperatura del fluido elaborato, ne consegue che si riduce il lavoro specifico di compressione, quindi minori spese", e quindi la ragione principale di refrigerare non è quella di caricare più metano, ma di risparmiare sui costi della compressione.

Cercherò di fare ancora chiarezza, provando a documentarmi ancora. Se dovessi avere qualche informazione più precisa, sarò lieto di condividerla con voi.

Grazie ancora

#7
Nicola Ventura

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CITAZIONE(Parcosan @ Jun 10 2010, 03:25 PM) <{POST_SNAPBACK}>
In un forum di ingegneria invece viene sostenuto che (cito):
"Interponendo un refrigeratore tra i due stadi di compressione diminuisce la temperatura del fluido elaborato, ne consegue che si riduce il lavoro specifico di compressione, quindi minori spese", e quindi la ragione principale di refrigerare non è quella di caricare più metano, ma di risparmiare sui costi della compressione.


che è esattamente quello che ti ho scritto in questo passaggio:

CITAZIONE(nicovent @ Jun 9 2010, 08:12 PM) <{POST_SNAPBACK}>
...il metano viene raffreddato una o più volte (sia per motivi di sicurezza che per motivi puramente legati al rendimento dei compressori) spesso attraverso dissipatori pressochè di tipo passivo mentre soluzioni più "raffinate" prevedono scambiatori di calore aria-acqua ad ogni uscita dallo stadio di compressione.


Temo che si rischi di fare una leggera confusione quando si parla comunemente di "raffreddamento" in un impianto di metano.

Le fasi di raffreddamento sono di 2 tipi:
  1. Durante gli stadi di compressione e serve sinteticamente per migliorare il rendimento dei compressori e quindi risparmiare sul costo di compressione.
  2. Prima dell'erogatore e serve sinteticamente per caricare più metano possibile nelle bombole dell'auto.


Nico

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#8
Parcosan

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Grazie, ora è più chiaro.
Ne approfitto per chiedere il tuo parere riguardo la temperatura della bombola dell'auto a fine carica.
Purtroppo le mie bombole sono nascoste e non ho modo di verificare con il test della mano appoggiata sulla bombola.

Questa mattina ho fatto il pieno di metano e ho chiesto quale fosse la temperatura del metano. Mi hanno risposto che in questi giorni la temperatura si aggirava tra i 13-17 gradi.
Quindi abbiamo metano stoccato a 250 bar e 15 gradi di temperatura che entra in un serbatoio con pressione decisamente inferiore a T ambiente. Quando la pressione raggiunge i 210 bar, la valvola si chiude e la carica termina, giusto?

Secondo te, che temperatura avrò nel mio serbatoio?

Nei vari forum tutti sostengono che la temperatura sia elevata perché prima del pieno il serbatoio ha poca pressione e dopo il pieno nel serbatoio ci sono 210 bar, quindi si associa l'elevata pressione ad una elevata temperatura.

Io però ho seri dubbi in merito: infatti il sistema che io prendo a riferimento non è il solo serbatoio dell'auto, ma è il serbatoio dell'auto insieme con il pacco bombole del distributore.
Perché un gas che si trova a 15 gradi e 250 bar dovrebbe raggiungere il mio serbatoio a 210 bar con temperature più elevate?

Ecco cosa succede secondo me: nei primi istanti successivi alla carica, il gas che entra nel serbatoio vuoto espande assorbendo calore e generando quindi freddo all'interno del serbatoio. Man mano che il gas entra, la temperatura dovrebbe riportarsi alla stessa che c'è nel pacco bombole del distributore, ma mai salire al di sopra.

Questo è confermato da un esperimento che fece Joule e che qui posto:
http://www.iuav.it/D..._2004_nuovo.pdf

Non metto in dubbio che qualcuno abbia toccato le bombole e le abbia sentite calde. A mio parere essi hanno erroneamente attribuito questo calore alla compressione all'interno del loro serbatoio. In realtà questa potrebbe essere una situazione particolare: ad esempio il refrigeratore del distributore non è riuscito a raffreddare il gas stoccato. Supponi che vi sia molta coda al distributore: i compressori sono sempre in funzione, gli stadi finali del refrigeratore non riescono a raffreddare il gas ed ecco che il metano entra già caldo nel mio serbatoio e qui vi resta caldo.
In questo caso, anche il mandrino che di norma si raffredda, se viene toccato lo si sente caldo.
La gran parte delle persone che ho interpellato sostiene che il mandrino si scalda perché il gas passa attraverso un foro molto piccolo. In realtà il mandrino raffredda sempre, ma nel caso qui descritto di forte afflusso di auto al distributore, esso raffredda un gas molto caldo, quindi raffredda un gas da 50 a 40 gradi, io tocco il mandrino, lo sento caldo e vengo tratto in errore.

Ti sembrano sensate queste mie conclusioni?

Grazie

#9
Nicola Ventura

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CITAZIONE(Parcosan @ Jun 10 2010, 04:20 PM) <{POST_SNAPBACK}>
Grazie, ora è più chiaro.
Ne approfitto per chiedere il tuo parere riguardo la temperatura della bombola dell'auto a fine carica.
Purtroppo le mie bombole sono nascoste e non ho modo di verificare con il test della mano appoggiata sulla bombola.

Questa mattina ho fatto il pieno di metano e ho chiesto quale fosse la temperatura del metano. Mi hanno risposto che in questi giorni la temperatura si aggirava tra i 13-17 gradi.


Troppo generico... 13-17 gradi... dove? in che punto dell'impianto?

E' la temperatura del gas in ingresso dal metanodotto? ...possibile
E' la temperatura del gas nello stadio di stoccaggio? ...assolutamente impossibile

CITAZIONE
Quindi abbiamo metano stoccato a 250 bar e 15 gradi di temperatura che entra in un serbatoio con pressione decisamente inferiore a T ambiente...


Parti da un dato di fatto secondo me errato perchè nello stadio di stoccaggio il metano risiede a temperature di gran lunga superiori.

CITAZIONE
Secondo te, che temperatura avrò nel mio serbatoio?


Dipende...

Posso garantirti per esperienza (in casa 2 auto a metano) che a fine carica in un impianto senza frigo le bombole del metano sono calde. Calde non significa che ci puoi cucinare sopra le uova ma, fidati, sono belle calde.

Caso diverso quello in cui ci si rifornisce in un distributore dotato di gruppo "frigo" dove le bombole dell'auto a fine carica sono decisamente più fresche.

Potrebbe anche capitarti di rifornire la mattina presto come primo cliente in un distributore non dotato di impianto frigo ma che ha mandato in pressione il pacco di accumulo prima di spegnere tutto la sera precedente. In questo caso troveresti le bombole della tua auto solo tiepide.

Nico

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#10
leone48

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Ciao parcosan, scusa se mi intrometto su questo discuisire, alquanto tecnico.
Ti dirò in parole povere quello che succedeva alle 2 bombole da 24 kg, che per tanti anni hanno accompagnato il mio r4
furgone. Erano collocate sopra il tettuccio passeggeri, con una lamiera che le copriva. Così si usava una volta. Ti dirò che a fine rifornimento, esse erano ben calde, non certo da scottarci, ma nemmeno da tenere a lungo la mano sopra, soprattutto d'estate. Ti dirò di più, presaci mano, a seconda del loro calore, capivi se con quel rifornimento avevi più o meno percorrenza. Cosa di parecchi anni fà, ma per quanto riguarda la discussione, non credo che le cose siano cambiate di molto.
Ciao

 "Qubo 300"

Il fiume della vita è corso veloce, rincorrendo la corrente. Prossimo alla foce, nel largo e lento scorrere ...ascolto... il " respiro del tempo ".

 


#11
Parcosan

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CITAZIONE(nicovent @ Jun 10 2010, 04:49 PM) <{POST_SNAPBACK}>
Parti da un dato di fatto secondo me errato perchè nello stadio di stoccaggio il metano risiede a temperature di gran lunga superiori.


CITAZIONE(nicovent @ Jun 10 2010, 04:49 PM) <{POST_SNAPBACK}>
Caso diverso quello in cui ci si rifornisce in un distributore dotato di gruppo "frigo" dove le bombole dell'auto a fine carica sono decisamente più fresche.


Quanto può essere la temperatura di stoccaggio del metano in un impianto refrigerato e non refrigerato?

Grazie

#12
Nicola Ventura

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CITAZIONE(Parcosan @ Jun 11 2010, 02:44 PM) <{POST_SNAPBACK}>
Quanto può essere la temperatura di stoccaggio del metano in un impianto refrigerato e non refrigerato?


Se tu avessi letto quanto ti ho scritto precedentemente non avresti fatto questa domanda... sleep.gif ...prova a capire da solo il perchè.

Nico

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#13
sabadino

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@ Parcosan del 10/6/2010 ore


Nei vari forum tutti sostengono che la temperatura sia elevata perché prima del pieno il serbatoio ha poca pressione e dopo il pieno nel serbatoio ci sono 210 bar, quindi si associa l'elevata pressione ad una elevata temperatura.

Io però ho seri dubbi in merito: infatti il sistema che io prendo a riferimento non è il solo serbatoio dell'auto, ma è il serbatoio dell'auto insieme con il pacco bombole del distributore.
Perché un gas che si trova a 15 gradi e 250 bar dovrebbe raggiungere il mio serbatoio a 210 bar con temperature più elevate?



Durante la carica la pressione nella bombola è bassa e pian piano aumenta, cioè il gas si comprime, con conseguente riscaldamento ed ulteriore aumento della pressione, per cui si raggiungono prima i 210 bar e si carica meno gas che se fosse freddo. Se vuoi considerare il pacco bombole del distributore, caso mai questo si raffredda, perchè il gas vi si espande e la sua pressione scende.
Come sanno i metanautisti di vecchia data, una volta si pagava non il peso del gas effettivamente caricato, ma la differenza di pressione fra il residuo e il pieno. Siccome le bombole durante il pieno si riscaldano, e si riscaldano tanto più quanto più è alta la differenza di pressione e quindi il tempo di carica, conveniva fare il pieno quando le bombole erano ancora parzialmente cariche, perchè in proporzione all'aumento di pressione si caricava più gas e quindi si spendeva meno.
Adesso si paga il peso effettivamente caricato, e quindi quest'ultimo discorso vale solo per caricare il più possibile e avere più autonomia.

#14
gpuntonp

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CITAZIONE(nicovent @ Dec 10 2008, 11:31 AM) <{POST_SNAPBACK}>
Ci sarebbe poi anche un altra fase di cui parlare: la refrigerazione


Innanzitutto grazie per l'ottima spiegazione però volevo saperne qualcosa di più proprio sulla refrigerazione.
Su altri forum ho letto che esiste una legge secondo la cui il metano non può essere raffreddato per più di 3° sotto la temperatura ambiente.

E' vero?
Avrebbe senso raffredare il metano così poco?

#15
Nicola Ventura

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Una legge? Quale?

Detta così non saprei cosa dirti ma mi sembra alcuanto strano visto che tutti i "Chiller" (è il nome tecnico che identifica il gruppo frigo) che ho avuto modo di vedere dal vivo erano settati per lavorare tra 6 e 8 gradi.

Tra l'altro proprio pochi giorni fa parlando al telefono con un responsabile della SAFE in merito alla questione del blocco delle elettrovalvole delle Natural Power (visto che i 2 impianti dove si sono registrati maggiori casi hanno proprio il gruppo frigo) ho avuto la possibilità di approfondire l'argomento e lo stesso mi ha confermato che i "Chiller" sono spesso impostati per lavorare a 6° - 8° circa e solo in estate perchè l'inverno sono spenti.

Non so a che legge tu ti riferisca ma mi sembra alquanto improbabile che l'azienda leader nel settore della costruzione di impianti di distribuzione realizzi impianti in violazione di qualche normativa.

Tuttavia sarebbe interessante conoscere il riferimento di questa legge per capirne di più.

Ciao
Nico

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#16
Cicciodonny

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    Il lavoro (quello vecchio) non rientra nella lista, prima del milionesimo posto....
CITAZIONE(sabadino)
...omissis....
Nei vari forum tutti sostengono che la temperatura sia elevata perché prima del pieno il serbatoio ha poca pressione e dopo il pieno nel serbatoio ci sono 210 bar, quindi si associa l'elevata pressione ad una elevata temperatura.

Io però ho seri dubbi in merito: infatti il sistema che io prendo a riferimento non è il solo serbatoio dell'auto, ma è il serbatoio dell'auto insieme con il pacco bombole del distributore.
Perché un gas che si trova a 15 gradi e 250 bar dovrebbe raggiungere il mio serbatoio a 210 bar con temperature più elevate?
....ri omissis....


BOH,
io di DUBBI che le bombole si scaldano DOPO la carica ne ho POCHISSIMI, mi è bastato cabiare le bombole 3 anni addietro e siccome una bombola faceva le bizze e non caricava, ho toccato di persona le bombole PRIMA e DOPO la carica e ti posso assicurare che la differenza si SENTE , ECCOME se si sente.... (non sono ROVENTI, ma più calde DI SICURO.....)
mentre quella con la valvola bloccata aveva la temperatura ambiente ed eravamo in Giugno.... blink.gif


Pochi dubbiescion angel.gif winner.gif

Chi vol fer i comed so' al vaga a Zent (Cardinal Prospero Lambertini poi Benedetto XIV)
Ei Fù Multipla Bipower
- 370.000 km
New Multipla NP Year 2008 -  50.000 km
NUOVI ISCRITTI: Mi leggi per la 1^ volta?? Allora è gradito un messaggio di presentazione IN QUESTO FORUM


#17
lucaires

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Ho cliccato "risposta rapida" e cercherò di renderla tale!

La mia esperienza eco(logica)(nomica) ruota attorno al GPL. Ma ho qualche esperienza in più circa bombole e gas ad alta pressione. Sono un subacqueo e noi lavoriamo con le medesime bombole, magari qualche litro in meno circa le capacità, e con compressori e sistemi di ricarica dell'aria MOLTO simili, per non dire identici al metano.

La ColtriSUB rinomatissima impresa italiana che produce compressori per aria respirabile da qualche tempo ha corredato il suo catalogo di un compressore per il Metano, non un booster, ma un compressore vero e proprio, mi pare a tre stadi, d'obbligo qualche piccolissimo accorgimento perchè all'interno passa un gas che nonn è la comune aria. Ma molto più semplice fare passare dentro un gruppo pompante costruito per l'aria il metano che non l'ossigeno o l'elio soprattutto se puri.

Parlavo anche di bombole. le bottiglie sono le medesime degli impianti a metano. Cambia, come dicevo il litraggio, su di una macchina una bombola da 12lt servirebbe a poco. Cambia la stampigliatura del nome del gas sull'ogiva. Cambia, ovviamente, il colore dell'ogiva. Cambia il tipo di rubinetteria che si monta ma il filetto è sempre lo stesso o il vecchio 3/4 gas ormai in disuso, o il maggiormente conforme M25X2. Ovvio che i costruttori sono sempre gli stessi. Personalmente il mio parco bombole è targato Faber per le bombole in acciaio, Luxfer quelle in Alu, ma credo che l'alu proprio non sia una buona scelta per utilizzarlo su di un auto.

Veniamo alla ricarica e cito la seconda legge di Gay-Lussac che poi converge nella legge di Avogadro. Quelli un po' più studiati di noi avranno già capito tutto. Per farla molto semplice diciamo che è una equazione, un sistema di calcolo, che tiene conto delle funzioni di stato (pressione, temperatura e volume). Quando si parla di un Gas si dovrebbe sempre citare questi 3 dati che sono strettamente collegati tra di loro. Si metta insieme ad Avogadro, e qui mi perdo nei meandri della fisica, le leggi riguardanti l'energia e si scoprirà come rabboccando di gas (aumento della pressione, a volume costante) la temperatura sia costretta a salire; al diminuire della pressione questa scenderà.
per ogni chiarimento rinvio alle specifiche fonti reperibili in rete.

Tornando nel mio piccolo orticello di subacqueo, posso assicurarvi che le bombole quando vengono caricate sono MOLTO calde e se vengono scaricate repentinamente diventano tanto fredde da brinare sull'esterno e GHIACCIARE! esattamente ho visto bombole con rubinetti 3/4 Gas con OR non incassato che una volta cadute sono saltate le rubinetterie e la bombola, senza fare male a nessuno (per molta fortuna!), una volta ritrovata era GHIACCIATA!
I sistemi nostri di compressione variano molto, passiamo da 6 / 8 m3 al minuto fino a 36 m3 al minuto. Questo vuol dire che, da vuoto, un 10lt ci mette dai 15 min a 5 min ad arrivare a 200/220 atm. La differenza per noi è che la ricarica veloce non ti permette quasi di toccare la bombola ed una volta in acqua spariscono 30 atm per via del raffreddamento che l'acqua provoca. A seconda dei posti e delle disponibilità economiche dei gestori si hanno anche stazioni di ricarica con scorte d'aria immagazzinate in bomboloni da 40/50 lt messi in parallelo. Quando si scarica travasa tutta la pressione all'interno della più piccola bombola si ottiene un riscaldamento veramente notevole della bombola dalla quale poi andremo a respirare. C'è anche chi utilizza sistemi per raffreddare il gas respiratorio, ovviamente il raffreddamento avviene in fase di alta pressione prima di entrare nell'ultimo pannello di filtrazione in cui il setaccio molecolare potrà più agevolmente eliminare tracce di umidità ed olio (ovvio che poi ci saranno anche i carboni attivi).
So di frigoriferi che raffreddano sino a 4 gradi. Ma so che la regola (leggasi, norma italiana) prevederebbe che non si possa riempire recipienti in pressione con gas a temperatura inferiore ai 20 gradi. Questo perché una volta a temperatura ambiente si rischierebbe una eccessiva espansione. Non so se questo possa valere anche per il metano.
Gente si tenga conto che la pressione di scoppio delle nostre bombole di acciaio è prossima alle 600 atm! e le bombole non scoppiano si aprono ed iniziano a filare nel punto in cui vi è meno materiale (il corpo, non l'ogiva o il fondo). Questo vale ovviamente per bombole che non presentano cricche o tracce di ruggine nel corpo.

Perdonate l'OT visto che non ho potuto parlare di METANO con tutta la sicurezza di cui sopra. Ma si tratta sempre di Gas compressi ad elevata pressione.

Fiat Panda (169) 1.1, 140.000km
BRC SEQUENT 24 MY07 42lt
V marcia lunga 47/36 -> 0.766
436286_31.png


#18
Nicola Ventura

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CITAZIONE(lucaires @ Jul 31 2010, 12:29 PM) <{POST_SNAPBACK}>
Ho cliccato "risposta rapida" e cercherò di renderla tale!


eekk.gif ...pensa se avessi deciso di scrivere un poema... prrr.gif

CITAZIONE
...So di frigoriferi che raffreddano sino a 4 gradi. Ma so che la regola (leggasi, norma italiana) prevederebbe che non si possa riempire recipienti in pressione con gas a temperatura inferiore ai 20 gradi. Questo perché una volta a temperatura ambiente si rischierebbe una eccessiva espansione. Non so se questo possa valere anche per il metano...


Fin qui la logica (in funzione della sicurezza) non farebbe una grinza... ma qual'è la norma a cui si riferisce gpuntonp?
E soprattutto perchè, se questa legge esistesse davvero, i distributori passano il collaudo con i chiller impostati a 6° ???

Nico

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#19
lucaires

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CITAZIONE(nicovent @ Jul 31 2010, 12:49 PM) <{POST_SNAPBACK}>
Ma qual'è la norma a cui si riferisce gpuntonp?
E soprattutto perchè, se questa legge esistesse davvero, i distributori passano il collaudo con i chiller impostati a 6° ???


Attenzione nel mio post parlo di REGOLA, NORMA non LEGGE.
Legge può essere:
1. Fonte primaria del diritto, almeno nel nostro sistema giuridico -> Norma
2. Assunto scientifico.

gpuntonp utilizzando il termine legge a cosa si riferiva?
alla norma di diritto che prevede quanto similmente da me indicato, oppure ad un assunto scientifico tale per cui che so, il metano sotto i 4 gradi cambia di stato, sublima, paraffina o che altro? Cioè è il legislatore che ci dice perchè non meno di X gradi o è la scienza che ci dice che il metano sotto quella temperatura non sarebbe più valido come metano per autotrazione.

Collaudi...
ih ih ih.

Ovviamente un distributore di metano è maggiormente controllato rispetto ad un centro di ricarica bombole per subacquei. In cui viene fatto un'autocertificazione di conformità dell'impianto che deve essere allegato al certificato prodotto dall'impresa che ti fornisce il compressore. -> Questo è quello che fanno i professionisti che lavorano come si deve, gli altri... vi lascio immaginare... cosa respiriamo!!
Piccolo esempio i compressori sono generalmente tarati per non superare i 225bar, al più i 232 bar. Non ci vuole molto a levare via la valvola di sovrapressione e tirare avanti sino a 250 atm.
...
...
...
Non dico come, non dico che sia giusto, non prendo le parti di nessuno.
Però è molto facile intervenire su più punti dell'impianto.
Poi ogni tanto si sente di qualche addetto alla ricarica che perde una mano. Di compressori misteriosamente esplosi... etc etc etc.

Buon weekend!

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#20
Nicola Ventura

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CITAZIONE(lucaires @ Jul 31 2010, 01:23 PM) <{POST_SNAPBACK}>
Attenzione nel mio post parlo di REGOLA, NORMA non LEGGE.
Legge può essere:
1. Fonte primaria del diritto, almeno nel nostro sistema giuridico -> Norma
2. Assunto scientifico.


Ok grazie per il ripasso sulle fonti del diritto (del quale però non sentivo alcuna nostalgia...) ma cerchiamo di non divagare perchè il punto focale della discussione è evidentemente altro.

Chiusa questa parentesi vediamo di tornare in argomento:
CITAZIONE
Collaudi...
ih ih ih.

ih ih ih... un cavolo!!!
Sono parecchi gli impianti che non hanno passato il collaudo e sono stati costretti ad effettuare numerosi (e spesso anche molto costosi) interventi di adeguamento per essere in regola con tutte le norme, leggi, regolamenti, decreti etc etc...

Per nostra fortuna in Italia almeno per quel che riguarda la sicurezza degli impianti non si scherza.

Nico

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