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Correre, che passione


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171 risposte a questa discussione

#81
gsani

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Marco, sono senza parole, complimenti.
Un impresa del genere non la ritenevo neanche lontanamente possibile.
Certo che una cosa del genere non è alla mia portata, nel mio piccolo mi accontento di qualche maratona.

Mi ha impressionato anche il fatto che ti sia potuto bere una birra, perdipiù ghiacciata, durante la corsa.
Un altro mito sfatato.
Di nuovo tutta la mia ammirazione.
"Metà del mio denaro l'ho speso in donne, champagne, automobili, moto e aerei...il resto l'ho solo sprecato!!!" (gsani)
“Una volta che hai conosciuto il volo, camminerai sulla terra con gli occhi rivolti sempre in alto, perché là sei stato, e là sogni tornare”. (Leonardo Da Vinci, mica bau bau micio micio)

#82
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era la prima volta che provavo la birra , ma credo che in quella corsa avrei potuto permettermi di mangiare anche un bancale di fagioli con le cotiche che non ne avrei risentito.


la posta in gioco era troppo importante, avrei terminato anche con una gamba sola o strisciando,

ti riporto la risposta che ho dato alla domanda della moglie quando mi ha chiesto : ma c'è la farai?
R:"SONO SOLO 100 kM", ed in realta è cosi mi stressa di piu una maratona in quanto sei costantemente ogni Km sotto la pressione del cronometro, in gare cosi invece è molto piu rilassante in quanto l'importante è arrivare il tempo impiegato è solo un aspetto secondario, l'aspetto primario è il PROVARE QUELLA VIOLENTA EMOZIONE Cche una corsa di questo tipo ti procura.

#83
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ah dimenticavo voglio precisare in questo ambito che il Cristian a cui mi riferisco è Cristian Sighel un ragazzo ipovedente ha solo 1 diottria il quale guidato solo dalle indicazioni vocali dell' immenso Andrea Accorsi che lo ha accompagnato per tutta questa corsa senza l'ausilio di un cordino come avviene di solito ebbene dopo 11h 35' sono giunti al traguardo di fatto Cristian è entrato nella storia come il primo ipovedente a teminare una 100 K senza essere legato ad un accompagnatore ma praticamente da solo.
questa è la vera forza della vita.
"GUARDA OLTRE A CIO CHE NON VEDI" era lo slogano che si accomunava alla corsa proprio per quuesto motivo.

#84
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Ultramarathon Boa Vista :

150 Km di pura avventura

Dicembre 99 dicembre 2009 .per il 10° anniversario di matrimonio ; un traguardo straordinariamente importante, volevo regalarmi qualcosa di straordinariamente importante, qualcosa che facesse da tramite o come si suol dire da cordone ombelicale a quello che sono i miei amori le mie passioni i miei valori ovvero : la famiglia e la corsa e quindi quale destinazione se non alla volta di Boa Vista visto che a dicembre si corre la ULTRMARATHON BOAVISTA 150 Km non stop di pura avventura., il tutto in rigorosa autosufficienza alimentare ed in orientamento. E quindi perché non parteciparvi?

Ragionando per luoghi comuni si dice che il matrimonio cambi la vita

Che sia un esperienza per cosi dire “devastante” però è altrettanto vero che seppur a volte ci si imbatta in mille difficoltà e altrettante incomprensioni si può tranquillamente affermare che il matrimonio e di conseguenza la famiglia è il completamento stesso di una vita, una parte che ci rende assolutamente più umani e pronti a combattere giornalmente contro le insidie per mantenere prospero e sereno quel sentimento che ci ha portato a compiere un passo cosi importante.

Quello che ho trovato estremamente “DEVASTANTE” e uso un termine negativo per dare un maggior riscontro e risalto positivo; è quell’incredibile turbinio di emozioni che questa esperienza mi ha donato.

Mi sono avvicinato al mondo delle ultra perché mi piace assaporare ,sentirmi addosso e fin nel più profondo dell’anima quel mix incredibile di sofferenza adrenalina ed emozioni che si vivono in questo tipo di corse.

Normalmente una ultra è costituita: da un viaggio quello della lunghissima distanza da percorrere ed il viaggio che si percorre parallelamente dentro se stessi contro le proprie paure le proprie ansie e tutto ciò rivolto alla scoperta dei propri limiti sportivi fisici e mentali .

Alla Boa Vista oltre a tutto questo si vive un’altra componente fondamentale che arricchisce ulteriormente e profondamente e dà un valore aggiunto ad un’esperienza che per certi versi rimane unica , ed è quella di poter correre per tante e tante ore a stretto contatto di una natura incontaminata , una natura che credevo facesse parte ormai dell’immaginario e della fantasia e che qui invece si manifesta in tutta la sua reale maestosità.

L’evento lo sento in modo impressionante ,sia perché combacia con il 10° anniversario di questo lungo viaggio trascorso insieme a Maddalena e perciò ho l’obbligo morale di portare a termine questa impresa non ci sarebbero scusanti per giustificare un fallimento ,non me lo potrei mai e poi mai perdonare e perciò il mio motto diventa: contro tutto ma al traguardo devo arrivare costi quel che costi anche strisciando ; sia perché sarà la mia prima esperienza nel deserto in autosufficienza alimentare ed in orientamento: la paura di perdermi anche se non la manifesto apertamente dilaga vertiginosamente dentro di me ed incombe prepotentemente come una furia omicida in tutti i miei pensieri.

Per dare maggior significato a quello che sto per compiere e per poter in un certo modo dividere con qualcuno queIlo che sto provando, il giorno antecedente la partenza aerea mi reco presso il centro trasfusionale di Bussolengo per una donazione di sangue ,mi piace pensare che il “fratello” che riceverà questa vitale sostanza possa ricevere anche la grande forza di volontà la grinta e l’entusiasmo che ho messo per arrivare preparato nel migliore dei modi a questo appuntamento e sperare quindi di portare a termine questa impresa , ed insieme aiutarci idealmente a vicenda ,con la promessa e la speranza di poter raggiungere entrambi la propria meta.

Un motivo in più che avrò per non mollare nei momenti di crisi sarà quello di appellarmi proprio a questo gesto ; non tradire una promessa ed una speranza.

Finalmente ci siamo. dopo cinque lunghissimi mesi in cui quasi tutto il mio tempo libero l’ho impiegato per la preparazione di questa corsa rubandolo agli affetti famigliari ,riesco a giungere a Boa Vista .

Faccio parte dei 35 temerari che parteciperanno a questa corsa.

Una corsa che agli occhi di molti sembra inumana e priva di ogni logica , ma se affrontata con il giusto appiglio con lo spirito giusto e con la giusta preparazione ti fa vivere più gioie che dolori ,ti appaga profondamente ed emotivamente , ti fa sentire avvolto e protetto da un mantello di serenità che ti rende immune a tutte le sofferenze , una sensazione che è difficile spiegare,e che non ne rende il giusto onore e merito.

Se vacanza deve essere che vacanza sia, per l’alloggiamento io Maddalena e Martina (Niccolò è rimasto a casa con i suoi adorati zii e cuginetti ,non se la sente di perdere una settimana di scuola) scegliamo un villaggio turistico di quelli supermegagalattici non facendomi rimpiangere il fatto di essere fuori dal centro operativo dell’organizzazione, tra l’altro con mia gradita sorpresa una volta sbarcati e ritirati i bagagli mi accorgo di non essere l’unico partecipante alla corsa ad aver optato per questa soluzione ,nello stesso villaggio dove alloggiamo noi ci sono anche Massimo ed Andrea due veterani; sono alla loro 5° partecipazione . A Massimo chiedo subito se è il Max del panforte Sapori ,lui ridendo me lo conferma e mi dice:” si mi hanno preso tutti per i fondelli ma poi il panforte mica sono riuscito a portarlo in gara me lo hanno slappato tutto prima”. Gli dico che sono ormai tre anni che sento parlare di lui proprio per questa faccenda.

I primi due giorni volano via in modo spensierato e tranquillo ,in fin dei conti siamo in vacanza,arriva il giovedì e mi reco al centro operativo per il controllo zaino e per il briefing informativo faccio conoscenza con gli altri podisti ,si scambia qualche parola si scattano delle foto ed eccoci che il GURU delle ultramaratone niente popò dimeno che Pier Giorgio Scaramelli detto il “SELVAGGIO” , forse più dovuto al suo aspetto esteriore che ad altro ,in quanto sentendolo parlare ti accorgi che con il selvaggio non ha nulla a che vedere.

Inizia con lo spiegare tutto il percorso ogni singolo CP lo espone dettagliatamente inizia a parlare di balisaggio e trekking light , di punti pericolosi ma che comunque è impossibile perdersi, altri atleti di tanto in tanto dicono io l’anno scorso mi sono perso in quel punto ed io in quell’altro ancora ,ed è allora che la mia paura di perdermi si manifesta in tutta la sua furia, si impossessa delle mie facoltà mentali e mi spinge a porre una domanda nel modo che mi fa apparire subito come un caso patologico da tenere sotto stretta osservazione , ingenuamente chiedo a che distanza sono posizionate le balisse lui per smorzare un pò l’ansia mi risponde “dunque ho messo balisse ogni 5 mt” e tutti giù a ridere poi con estrema calma riprende spiegandomi che essendo una corsa ad orientamento le balisse non dovrebbero neanche esserci perché si dovrebbero usare esclusivamente road book e bussola, ma che comunque sono state posizionate nei punti dove cambia la rotta da seguire in modo da facilitare un po’ le cose .

Il pomeriggio lo dedico alla metabolizzazione del road book ,confesso che tra le mille incognite che dovrò affrontare , quella di perdermi nonostante le rassicurazioni mi attanaglia sempre di più, mi dico che nei giorni prossimi diventerò il protagonista assoluto della trasmissione televisiva chi l’ha visto, e che dovranno sguinzagliare per tutta l’isola i cani da valanga per venire a cercarmi.

La sera controllo per l’ennesima volta lo zaino ,preparo l’abbigliamento e finalmente decido che forse è ora di incollare l’adesivo per le ghette sulle scarpe , solo che mi accorgo che il velcro non ha l’adesivo ma sarebbe stato da incollare sulle scarpe, bene ti pareva che fosse tutto a posto sarebbe stato tutto cosi troppo bello ,se non c’è qualche inconveniente che gusto c’è ; la notte è indubbio che non riuscirò a chiudere occhio l’idea di attraversare il deserto de Viana senza ghette mi fa inorridire e tremendamente paura solo a pensarci , sto andando letteralmente fuori di testa e verrebbe voglia di sbattere la capoccia contro il muro se servisse a qualcosa , in un impeto in cui la mia pazzia sta raggiungendo l’apice ho un lampo di lucidità chiedo alla Maddy se in valigia ha delle calze di nylon la sua risposta è affermativa ma sarà solo un paio; meglio che niente!!

Alle quattro mi alzo anticipo abbondantemente la sveglia tanto mi sono rigirato nel letto tutta notte che non vedevo l’ora di alzarmi. Faccio una ricca colazione preparata gentilmente la sera prima dal grande maitre Manuel in persona.

Raggiungiamo il campo base e da li si raggiunge la piazza di S.ta Isabel dove è ubicata la partenza, si scattano ancora delle foto e poi alle sette in punto si parte inizia tra mille peripezie questa incredibile avventura.

Il primo Km e mezzo sarà una sorta di passerella per le strade di Sal Rei poi si imbocca subito il deserto, i Capo Verdiani come era auspicabile partono come se dovessero correre un diecimila , il tempo di entrare nel deserto che uno è già scoppiato, fuso come il burro sui tortellini,gli mancano due foglie di salvia sulla testa e sarebbe perfetto.

Tra una foto e l’altra si arriva al primo CP quello del relitto le foto sono d’uopo ,troppe volte ho vissuto questo posto con il pensiero che ora voglio gustarmi questo momento e me la prendo molto comodamente.

Il tratto che porta al CP 2 è piuttosto duro in quanto sono 8 Km di dune da fare come se fossimo in una pista da cross è impossibile aggirarle ma bisogna rigorosamente scavalcarle alcune sono talmente irte che sembrano delle montagne da scalare. , le ghette fatte in casa tengono che sono una meraviglia peccato averne un solo paio.

Passato il CP2 per un breve periodo si corre prima su una pietraia e poi si fa una prima conoscenza con il famigerato pavè capoverdiano. Si passa attraverso un minuscolo paesino costituito da quattro case in croce l’incitamento dei bimbi e la loro richiesta del cinque è veramente ed emotivamente qualcosa di semplicemente immenso.

Oltrepassato il paese di Bofareira si punta alle gole tra le montagne una volta valicato ecco che il deserto de Viana si spalanca in tutta la sua impressionante grandezza con la sabbia bianca e finissima, sembra di essere al mulino bianco ci manca solo che spuntino fuori gli gnomi panettieri e si mettano ad impastare.

In pieno deserto le ghette cedono ed esauriscono la loro funzione, mi devo fermare a toglierle definitamene,le scarpe da qui in avanti si riempiranno continuamente di sabbia e dovrò fermarmi spesso per svuotarle in quanto la pressione sulle unghie dei piedi è dolorosa ,tutto ad un tratto sembra di avere le scarpe con tre numeri di meno.

Arrivo dopo varie fermate alla grande palma posta in pieno deserto e che corrisponde al CP3 , da qui in poi una volta finito il deserto si corre su pista battuta e si arriva alla ciminiera CP4 e 30° Km ,è mezzogiorno passato quando si arriva li ,ed il fatto di aver percorso solo cosi pochi Km mi demoralizza e mi scoraggia un pochino d’altronde il fatto di dover continuamente fermarmi e togliere la sabbia dai piedi mi ha spezzato il ritmo e la continuità, a conti fatti almeno una quarantina di minuti li ho persi per delle soste inutili per compiere un operazione che poteva essere evitata, però ormai è andata cosi e bisogna fare con quello che si ha a disposizione.

Dal CP 4 al CP 5 incontro Elena sarà uno dei pochi tratti di tutta la corsa che condividerò con qualcuno sono un po’ stanco le gambe sono leggermente indurite e preferisco camminare un pochino.

Il tratto che porta al CP 6 S.ta Monica è qualcosa di straordinariamente ed impossibile anche solo da immaginare sono 17 Km di spiaggia bianchissima e deserta , lambita dalle onde dell’oceano, il senso di pace e di serenità che si respira è qualcosa di talmente sconvolgente che mi viene ancora a distanza di giorni la pelle d’oca a pensarci.

Unici rumori sono il soffio del vento sulla faccia e il rumore delle onde che si infrangono sulla riva.

non si incontra anima viva ma soprattutto non vi è alcuna costruzione che sorge a deturpare l’ambiente naturale, il primo pensiero è quanto durerà ancora questo paradiso prima che la mano dell’uomo rovini con delle scempiaggini questa fiabesca ed inverosimile cartolina.

Speriamo mai , posti come questi andrebbero salvaguardati per l’eternità.

Nel frattempo cala la notte, ed oltre alla stanchezza dovuta allo sforzo fisico si deve combattere anche contro la sonnolenza, questa è la parte di una corsa che amo maggiormente in quanto mi isolo ulteriormente con il mondo esterno e riesco a guardarmi profondamente dentro ed è il momento in cui le miriadi di emozioni vissute durante tutto il giorno danno libero sfogo e si manifestano in modo sconvolgente e senza pudore.

il passaggio dal giorno al buio pesto è talmente veloce che quasi devo recuperare il frontalino alla cieca fortunatamente che ne ho due perché il primo non si accende probabilmente si è inavvertitamente schiacciato il pulsante scaricando completamente la batteria ,il secondo funziona, solo che mi prende un po’ di apprensione.

La selvaggia bellezza del paesaggio mi ripaga di tutta la fatica affrontata per arrivare fin li.

Il cielo è talmente basso e le stelle cosi vicine che sembra di essere in un film in 3D,alzando la mano al cielo si ha l’impressione di poterle toccare .

Dentro di me capisco che non c’è altro posto in cui vorrei essere ora.

La sabbia lascia finalmente il posto ad una distesa di rocce e sterpaglie e la sensazione di poggiare i piedi su qualcosa di solido rinvigorisce il ritmo. Provo sempre più in maniera prepotente la consapevolezza di poter arrivare in fondo a questo stupendo calvario.

Strada facendo arrivo al CP 8 quello con il cancello orario decido per una sosta per riposare un pochino,visto che poi si dovrà affrontare un tratto impegnativo che culmina con la scalata del faro del Moro Negro CP9. Km 95.

Qui per la prima volta chiedo come sono messo in classifica ,fino a quel momento non avevo vissuto la corsa come una gara contro il tempo ma solo con la speranza di vivere una meravigliosa avventura.

una voce da dentro la tenda mi dice sei il numero quindici e quindi sei quindicesimo.

Nella discesa dal faro che affronto non con la dovuta attenzione e in modo un po’ troppo sostenuto incespico e nella frazione infinitesimale di tempo che intercorre da quel momento all’impatto con il suolo faccio in tempo a realizzare che forse la mia avventura si sta per concludere e forse non solo quella ,disperatamente cerco un modo per limitare i danni quello che mi viene fuori è una specie di capriola prima accompagnata da avambraccio e spalla solo che il ginocchio e l’anca sbattono violentemente a terra contro qualche roccia il dolore è lancinante ma per fortuna non ho nulla di rotto,mi rialzo e vedo che tutto il materiale tecnico che fino a poco prima era stivato nello zaino ora è sparso nel raggio di un Km quadrato,parte una raffica di imprecazioni che non risparmia nessuno, tutti i Santi del calendario vengono citati in perfetto ordine cronologico ,ci aggiungo anche le riserve e quelli ancora da venire e per ultimo me la prendo pure con il bue e l’asinello.

Proseguo su pista battuta mista a sassi ,il prossimo CP è presidiato dal medico manca poco la prima parte passa,poi la paura di aver saltato il CP è tanta che mi fa compiere una sciocchezza decido di tornare indietro al paesino incontrato circa 2 Km prima perché mi dico è li che c’è il CP ed io l’ho saltato ,torno indietro ed invece mi accorgo che la paura era infondata allora ritorno sui miei passi e continuo ,incontro un altro paese ma non si capisce di quale si tratti non c’è anima viva e di CP neanche l’ombra, sul sentiero trovo indicazioni per il CP12 e mi dico uno vabbè saltarlo ma due o tre mi sembra impossibile , mi sembra di impazzire e la disperazione si prende possesso di me ,ma finalmente poi alla fine del paese vedo la luce di una torcia e capisco che l’incubo è subito finito, faccio fatica a tranquillizzarmi sono molto agitato , intanto il medico mi fa un tagliando ai piedi e mi medica il ginocchio che nel frattempo si è notevolmente gonfiato.

Rovisto nello zaino e prendo qualcosa da mangiare solidi e gel ,faccio un mix che farebbe vomitare un morto,ma in queste condizioni va bene tutto ,carico le borracce e riparto.

Ora inizia un tratto tranquillo poi sarà quello che l’organizzazione ha descritto come molto pericoloso da fare in assoluta lucidità, sul road book la difficoltà di questo tratto è scritta a caratteri cubitali ed è per questo che arrivato al CP11 in cui ritrovo Elena e Danilo, non mi aggancio a loro che stanno ripartendo e opto per un breve riposo ,con il senno di poi è una cosa che rimpiango molto non aver approfittato di un po’ di compagnia durante la notte per la paura di non essere abbastanza lucido per affrontare questo tratto, tutto sommato non ne ho riscontrato questa estrema pericolosità.

Arrivo al CP12 quello in cui siamo passati ieri ,ora è di nuovo mattino il nuovo giorno sta prendendo vita la notte piano piano sta lasciando il posto alla luce, ormai mancano solo 30 km all’arrivo e finalmente si corre su qualcosa di duro seppur trattasi del famigerato pavè, mi sento a casa il terreno a me caro , sabbia e deserto fino ad ora erano componenti a me sconosciute.

Riprendo slancio quando mi si apre davanti una lingua infinita di questo mostruoso pavè che si perde all’orizzonte ,anziché sbarellare definitivamente trovo ulteriore energia orami mancano 20 Km all’arrivo, inizio a correre e correrò fino a Rabil che sarà l’ultimo CP prima dell’arrivo, qui a separarmi dalla gloria saranno solo 8 banalissimi Km e su asfalto normale , si torna a malincuore alla civiltà ma ciò era inevitabile si incrociano diversi indigeni e turisti tutti che applaudono che mi scattano foto mi incitano, la coscienza di aver spostato in avanti l’indice invalicabile del mio limite si impossessa di me ed esplode in un tripudio di emozione felicità e orgoglio che rasenta l’inverosimile.

Si conclude cosi dopo oltre 29h questo stupendo e meraviglioso calvario ,durante il quale per farmi coraggio mi dicevo dai Marco è l’ultima corsa cosi lunga poi basta ; in cuor mio sapevo che era una bugia.

Il tempo di dormirci sopra una notte e mi ritrovo già a pensare alla prossima impresa.

Sicuramente alla prossima Boavista noi ci saremo ancora .

E come dice Scaramelli: CHE IL DESERTO SIA CON TUTTI NOI.

D

#85
Aura

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Congratulazioni!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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#86
gsani

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Marco, che dire...
Di fronte a tale impresa le mie maratone, le mezze, le altre gare, i miei allenamenti costanti quasi giornalieri, la fatica, il freddo intesno di questi giorni immagino siano nulla.
Sempre meglio di chi fa niente ma sempre nulla.
Sinceramente quello è per me un limite irragiungibile.

In questo momento, dopo un mese di inattività a causa della mia ciclica infiammazione al tendine di achille sto preparando la maratona di verona del 21 febbraio, intervallata dalla mezza Montefortiana.
Nei lunghi ho inserito tanta tanta salita e sembra che la condizione migliori.
Certo che la inattività di settembre alla fine la sento, ma spero di migliorare il tempo sulla maratona.
Ora si presenta il freddo del prossimo periodo ma io, nel mio piccolo non mollo.
La sensazione fisica di benessere generale che provo in questo momento è ineguagliabile.
Spriamo di vederci presto.
Ciao
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#87
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allora ??
tutto pronto per la maratona di verona??

io la temo tantissimo è da treviso 2009 che non ne corro una.

la affronto come lungo in previsione della 9 colli .
intervallata da TRASIMENO(58 k) E 100 k di SEREGNO.( primo appuntamento importante stagionale in cui spero di centrare i crediti per la SPARTATLHON)

MA la maratona è troppo stressante. tutto un altro modo di correre e di approccio rispetto alle ultra.
boh vedremo cosa esce .

#88
gsani

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In queto momento sta partendo la maratona di Verona.
Tutti sono già sulla linea di partenza.
Tutti meno uno .....io.
Porca pupazza sia pure con la morte nel cuore ho dovuto rinunciare,
Alla vigilia della Montefortiana, tirato a lucido come non mai, allenato a dovere come raramente in passato mi era capitato ho preso una bronchite di quelle toste, forse la suina.
Tosse raffreddore, mal di gola.
Raramente sono stato così male in vita mia.
Mi dico, passerà a breve come le altre volte.
Nisba, tutto è durato a lungo.
Solo domenica scorsa, finalmente guarito sono potuto tornare a correre.
30 minuti e pure con la lingua fuori per la fatica.
Troppo poco per fare 42 Km e passa.
Miseraccia nera ....
Ora esco a vado a intercettare i maratoneti sul lungadige sotto casa mia, corerrò un poco con loro per sentirmi parte di loro, 7/8 km al massimo, non di più, il resto della giornata a rosicare.
Speriamo di riuscire almeno a fare la maratona di Custoza, non è che ci ia ancora tanto tempo.
Sto giro è andato così, sarà per l'anno prossimo.
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#89
monivent

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CITAZIONE(gsani @ Feb 21 2010, 10:30 AM) <{POST_SNAPBACK}>
Speriamo di riuscire almeno a fare la maratona di Custoza, non è che ci ia ancora tanto tempo.


Un pò di brodo di pollo, tante spremute e soprattutto tante coccole delle tue bimbe sono certa che saranno in grado di rimetterti in forma prestissimo.

Forza, Gianluca winner.gif winner.gif winner.gif winner.gif !!!!!!
"Cantami, o Diva, del Pelide Achille l'ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei, molte anzi tempo all'Orco generose travolse alme d'eroi, e di cani e d'augelli orrido pasto lor salme abbandonò (così di Giove l'alto consiglio s'adempìa) da quando primamente aspra contesa disgiunse il re de' Prodi Atride e il divo Achille"

#90
Aura

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Dai Gianluca, dopotutto...hai anche un congruo gruppo(soprattutto qualitativamente parlando... laugh.gif ) di
accaniti sostenitori(noi! tongue.gif )e quindi...non demordere:
ci sarà senz'altro la Custoza e/o quanlche altra avvincente corsa in cui cimentarti per scatenare al massimo l'adrenalina!
Segui il dolce consiglio di Monica e sentiti supportato dai tuoi amici/sostenitori.
Vedrai che le prossime soddisfazioni non tarderanno ad arrivare e il ... "rosighì" passerà presto ! wink.gif
La logica vi porterà da A a B. L'immaginazione vi porterà dappertutto.(Albert Einstein)

#91
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Mi eri venuto in mente guardando il servizio sul tg... tongue.gif
Se leggi, sono a metano...

#92
gsani

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Come promesso ho intercettato il fiume in piena dei maratoneti che passavano sul lungadige proprio sotto casa mia.
Mi sono unito alla fiumana di gente e per quattro Km ho tenuto il ritmo del gruppo di centro testa.
Diciamo quelli che finiscono entro le tre ore o giù di li.
Che tristezza abbandonare la carovana alla fine del lungadige per rientrare a casa.
Quel breve contatto mi ha reso felice, per un poco mi sono sentito ancora un runner.
Va be piano piano riuscirò a riprendere il ritmo e con esso una condizione almeno accettabile.

Il magone vero è che corro e mi alleno tutto l'anno per fare quelle 5/6 gara l'anno e proprio nel periodo in cui si dovrebbe raccogliere il frutto di tanta costanza e fatica, basta un malessere o un malore per vanificare tutto il lavoro e tutti i Km percorsi.

CITAZIONE(Aura @ Feb 21 2010, 01:22 PM) <{POST_SNAPBACK}>
Dai Gianluca, dopotutto...hai anche un congruo gruppo(soprattutto qualitativamente parlando... laugh.gif ) di
accaniti sostenitori(noi! tongue.gif )e quindi...non demordere:
ci sarà senz'altro la Custoza e/o quanlche altra avvincente corsa in cui cimentarti per scatenare al massimo l'adrenalina!
Segui il dolce consiglio di Monica e sentiti supportato dai tuoi amici/sostenitori.
Vedrai che le prossime soddisfazioni non tarderanno ad arrivare e il ... "rosighì" passerà presto ! wink.gif


Grazie a Monica a Cristiana e a Giulio per il supporto inatteso e per questo sentitamente accettato, vi prometto che terrò alta la bandiera della nostra causa ecologica.
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#93
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partito con mille paure, la MARATONA è UNA CORSA CHE MI FA PAURA troppo stressante.
mi sono detto se sto sotto le 4 ore sono bravo.

ed invece mi ritrovo a stabilire il mio personal best time sono 2 anni pieni che non mi alleno sulla maratona ,non ho piu fatto le ripetute ne tantomeno specifici.

era tutt settimana che mi allenavo poco solo 2 uscite in quanto impegni vari e presintomi di bronchite avevo una "sbolza" che correndo non riuscivo a respirare , martedi sul mio solito giro di 15 K ho letteralmente sbriciolato di 3 minuti il personale ,boh sara stato che non allenandomi piu tutti i giorni ero un po piu riposato.

sabato sono dovuto uscire per forza a correre per rodare le scarpe , per non trovarmi domenica con scarpe nuove a correre na maratona.

in gara quando vedevo che passavano i K e dopo i 30 Km riuscivo a staccare ancora dei parziali a 4.35 minuti/Km mi stavo rilassando che crac un crampo mi ha stroncato son dovuto fermarmi e li ho perso circa 2 minuti, mannaggai fortuna che poi mi è passato e sono riuscito a riprendere orami mancavano pochissimi k all'arrivo gli ultimi 3 ero in totale apnea all'ultimo ristoro mi sono rovesciato sulla testa due bottigliette d'acqua ghiacciata per sconquassarmi un pochetto.
il passaggio dentro l'arena è sstato memorabile ( mi sono iscritto solo per quello) .

sono contentissimo di questa gara me l'ero prefissata come lungo in vista delle gare di marzo e mi son trovato alla fien con il record personale.
dai gianluca in bocca al lupo.
ci saranno giorni migliori anche per te ,non mollare non è tempo buttato prima o poi arriva il grande momento e quello che si è fatto torna come bagaglio di esperienza.

#94
gsani

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Evvai Marco, sono contento per te.
Mi raccomando cura la bronchite e quello che si manifesta come tale perché poi i recuperi sono lunghissimi.
Io ne so qualcosa ...
Per i crampi mi dispiace, da quello che ricordo non è la prima volta che ti capitano, io non so cosa siano perché non mi sono mai venuti.
Devono essere terribili e ricominciare dopo non deve essere per nulla piacevole.
Capiterà prima o poi che riusciamo a fare una corsa insieme.
Ciao e auguri per il proseguio.
"Metà del mio denaro l'ho speso in donne, champagne, automobili, moto e aerei...il resto l'ho solo sprecato!!!" (gsani)
“Una volta che hai conosciuto il volo, camminerai sulla terra con gli occhi rivolti sempre in alto, perché là sei stato, e là sogni tornare”. (Leonardo Da Vinci, mica bau bau micio micio)

#95
cpaolo67

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Domenica 14 marzo c'è la Maratona di Brescia... è da settembre che la sto studiando... ero arrivato ai lunghi da 25 km ma poi stavo per abbandonare l'idea quando a gennaio mi son strappato il polpaccio giocando a calcio... incazzed.gif
Ho ripreso da poco ad allenarmi e però proprio ieri ho fatto senza troppa fatica e soprattutto senza sentire dolore al polpaccio un lungo da 20 km!
Chissà, domenica provo a fare i 32 km, se riesco farò la mia prima Maratona altrimenti mi "accontenterò" della mezza e mi iscriverò a quella!!!
Vivo ogni giorno sperando che il bambino che ero, possa apprezzare l'uomo che sono diventato.

#96
gsani

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Caspita Paolo, non sapevo che ti eri così evoluto.
Ormai sei uno dei nostri.
Attento alla maratona, non si fa senza un costante allenamento.
Ai 30 Km più o meno ci si arriva senza grossi problemi, sono gli ultimi 12 che pesano come un macigno.
Io ho ricominciato a correre, dopo quasi un mese di stop assoluto, solo domenica scorsa e spero di riuscire a fare la martona di Custoza per il 5 maggio.
Ciao
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#97
cpaolo67

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Ovviamente intendo dire se riesco a fare i 32 senza patemi e con ancora energie in corpo; altrimenti NISBA, non voglio "esordire" con un ritiro. Nel caso facessi la mezza terrei in considerazione di fare anche io la Custoza come prima Maratona, che però se non erro è il 9 maggio non il 5!!! wink.gif
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#98
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CITAZIONE(cpaolo67 @ Feb 22 2010, 11:55 AM) <{POST_SNAPBACK}>
Ovviamente intendo dire se riesco a fare i 32 senza patemi e con ancora energie in corpo; altrimenti NISBA, non voglio "esordire" con un ritiro. Nel caso facessi la mezza terrei in considerazione di fare anche io la Custoza come prima Maratona, che però se non erro è il 9 maggio non il 5!!! wink.gif



Dai che la facciamo insieme, ma ricordati di allenarti anche in salita perché gli ultimi 6 km sono in salita.
Certo che, consiglio a un amico vero, iniziare con la Custoza non è proprio il massimo,
è una maratona molto impegnativa perché ci sono molti saliscendi e soprattutto molta salita proprio alla fine.
Lo scorso anno gli ultimi 4 Km li ho fatti camminando perché ero esausto con un tempo schifoso di 4 e 20.
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#99
cpaolo67

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E' lo so caro Gianluca, ma se non riesco a fare quella di Brescia quella più papabile diventa proprio Custoza! Comunque la salita non è che mi spaventa poi tanto, mi piace e la metto sempre nel mio allenamento settimanale e prossimamente dovrei provare a fare i 10 km del monte Maddalena e se dovessi dover puntare alla Maratona di Custoza credo la inserirei nel mio programma quindicinale.
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#100
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CITAZIONE(gsani @ Feb 22 2010, 12:47 PM) <{POST_SNAPBACK}>
Dai che la facciamo insieme.


mavieni.gif ... winner.gif
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