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dicembre 2016

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In Italia sempre ferme al 4% le auto ecosostenibili


indicatore_ecocarburanteNonostante il bombardamento mediatico degli ultimi anni, le auto  elettriche o alimentate con combustibili alternativi guidate in Italia  da privati sono solo il 4%. Esattamente la stessa percentuale di due  anni fa.



È questo il dato più eclatante dell’analisi condotta da  Assicurazione.it, il principale broker online italiano, che ha  analizzato oltre un milione e mezzo di richieste di preventivi giunte al  sito negli ultimi tre mesi.

È risaputo che circa il 40% dell’inquinamento urbano è causato dal  trasporto privato e l’interesse dichiarato dai consumatori verso le auto  ecosostenibili è molto alto. Per questo motivo tantissime case  automobilistiche si  stanno impegnando nella realizzazione di modelli  amici dell’ambiente che, però, non riescono a trovare un vero spazio nel  mercato.

A frenare la diffusione delle auto ecosostenibili sono soprattutto i  costi di acquisto. Per poter guidare un’auto amica dell’ambiente (specie  se elettrica) si devono spendere in media più di 35.000€; meno per le  auto ibride per le quali si riesce ad avere una buona resa anche con una  spesa di poco superiore ai 20.000€, una cifra comunque considerevole.

A differenza di quanto accade in altri Paesi europei (dalla Danimarca  alla Spagna, dalla Gran Bretagna alla Francia), in Italia i contributi  per l’acquisto di queste vetture tardano ad arrivare e molte auto  ecologiche restano invendute. Unica eccezione il trasporto  “istituzionale”; ad oggi sono soprattutto Enti pubblici o aziende ad  acquistare le  auto amiche dell’ambiente.

Guardando ai dati dell’indagine di Assicurazione.it, la regione Italiana  con il maggior numero di auto ecologiche guidate da privati è l’Emilia  Romagna (7,35%), e forse anche per questo il comune di Parma ha reso  noto di avere al vaglio un progetto di contributo straordinario (6.000€)  per chi intende acquistare auto elettriche. Alle spalle dell’Emilia Romagna si trovano le Marche (6,69%) e il  Piemonte (5,24%) che negli ultimi anni ha avviato anche importanti  progetti di car e bike sharing. Fra i vincoli che ancora frenano la diffusione di questo tipo di auto  c’è anche la scarsissima capillarità della rete di rifornimento.  Nonostante alcuni progetti sperimentali in atto in alcune città italiane  (Milano come Roma, Brescia come Pisa) poter ricaricare o rifornire  veicoli alimentati con energie alternative non è semplice e anche per  questo, forse, si spiegano gli ultimi posti di Calabria e Sardegna nella  classifica delle regioni italiane con un parco auto “verde”.

Se le case automobilistiche non sembrano essere intenzionate ad  investire sull’Italia per i loro modelli “ecologici”, anche le compagnie  assicurative sembrano essere in attesa di sviluppi sostanziali del  mercato. Ad oggi solo alcune compagnie dirette premiano le auto meno inquinanti  con tariffe più vantaggiose rispetto allo stesso modello con  alimentazione diesel o benzina, mentre quasi tutte le altre riservano  alle auto ecologiche tariffe più basse rispetto ai modelli diesel, ma  spesso identiche (se non più care) di quelle a benzina.

È probabile che i nuovi rincari dei carburanti spingano tanti italiani a  riconsiderare se non l’acquisto di auto elettriche, quantomeno quello  di veicoli ibridi o alimentati con gas metano o GPL, ma allo stato  attuale queste sono le percentuali di auto con alimentazione a basso  impatto ambientale guidate da privati nelle venti regioni italiane:

  • Emilia Romagna: 7,35%
  • Marche: 6,69%
  • Piemonte: 5,24%
  • Umbria: 4,93%
  • Veneto: 4,86%
  • Toscana: 4,67%
  • Lombardia: 4,14%
  • Abruzzo: 3,63%
  • Campania: 3,62%
  • Molise: 3,49%
  • Lazio: 3,49%
  • Puglia: 2,93%
  • Basilicata: 2,70%
  • Liguria: 2,64%
  • Trentino A.A.: 2,58%
  • Valle d'Aosta: 2,42%
  • Friuli V.G.: 2,04%
  • Sicilia: 2,02%
  • Sardegna: 1,79%
  • Calabria: 1,71%



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