Vai al contenuto

Ecomotori.net utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo. Per avere piý informazioni sui cookie clicca qui    Chiudi

dicembre 2016

L M M G V S D
1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 31


* * * * *

Test Drive: CitroŽn DS4 1.6 VTi GPL EvoPower


Al Salone di Parigi del 1955 Citroën si presenta con un modello che avrebbe rivoluzionato la storia dell'auto. E' la DS concepita dallo scultore italiano Flaminio Bertoni, auto dalle linee e dai contenuti tecnologici futuristi che diventa presto celebre con l'appellativo di dea derivato dalla pronuncia francese del nome, déesse. A distanza di oltre mezzo secolo il marchio del Double Chevron recupera la storica sigla per denominare una nuova gamma di modelli che ha l'ambizione di competere con le rivali del segmento “premium”. Una nuova strategia accompagnata dal mutamento del significato delle iniziali DS, da Désirée Spéciale (desiderio speciale) del dopoguerra a Different Spirit (spirito differente) della nuova era iniziata con la DS3 del 2010 e seguita con la DS4 del 2011. Modello, quest'ultimo, derivato dalla C4 che abbiamo provato nella versione 1.6 VTi So Chic con kit a GPL EvoPower della Power Jet Lpi di Bari.
 
Citroen DS4 Gpl EcoPower
Album: Citroen DS4 Gpl EcoPower
40 images
0 comments


Estetica premiata
Ad accreditare il nuovo “spirito differente” della compatta parigina sono le linee originali che miscelano con armonia stili diversi. Dalle Suv deriva l'aspetto massiccio conferito dagli pneumatici da 215/55 montati su cerchi da 17”, dai passaruota bombati e dalle linea di cintura alta. Per contro la parte superiore della vettura riprende tratti tipici delle coupé, quali la coda spiovente e le maniglie posteriori celate nelle cornici dei finestrini che a prima vista fanno apparire la DS4 una tre porte. L'esito è una crossover dal design attrattivo e dalle forme equilibrate che le sono valse i premi Auto più bella dell'anno 2011 e Auto Europa 2012.

Abitacolo con stile
L'abitacolo spicca per la qualità dei materiali e delle finiture, per l'ampio spazio disponibile e per la cura stilistica della plancia dalla consolle centrale orientata verso il conducente che ha l'unico limite di un display piccolo e dei comandi posizionati un po' in basso. Fattore, quest'ultimo, compensato dal volante multifunzione che consente di regolare hi-fi, telefono bluetooth, cruiser control e altre funzioni. Piacevole alla vista è il cruscotto digitale formato da tre elementi circolari e con colore e intensità dell'illuminazione regolabile a piacere, anche se non sempre si riesce a trovare la combinazione giusta per una leggibilità ottimale, in particolare quando la luce esterna è molto forte. Problemi di visibilità durante la guida si hanno anche per il commutatore/indicatore del livello del gas situato a sinistra del volante. In compenso è ben integrato con il disegno degli interni e affiancato dalla spia luminosa del sistema salva valvole che segnala la necessità di un'eventuale rabbocco.

Bene davanti, male dietro
Al posto guida la sensazione è di riuscire a trovare facilmente la seduta corretta e di avere tutti i comandi sotto controllo. La visibilità anteriore e laterale è ottima grazie alla seduta più alta della norma e al parabrezza panoramico, mentre quella posteriore è penalizzata dal piccolo lunotto dovuto al tetto spiovente. Un disegno che limita l'accesso ai posti posteriori e il comfort dietro, in particolare per gli ospiti di maggiore statura. A contribuire al disagio dei passeggeri della seconda fila sono pure l'impossibilità di aprire i finestrini laterali e lo spazio modesto per le gambe. Meno centimetri disponibili rispetto all'auto di derivazione, la C4, anche nel bagagliaio che ha una capienza di 385 litri anziché 408 (1.021 e 1.183 con schienali posteriori abbassati). Un valore che rimane inalterato con il serbatoio toroidale del gas da 44 litri (35,2 effettivi per un'autonomia di oltre 350 km) situata sotto il piano di carico dove si trova anche il kit per la riparazione rapida del pneumatico. Da notare che il vano è ben rifinito e di forma regolare, ma difetta per la soglia alta che rende difficoltose le operazioni di carico e scarico.

Un assetto (troppo) rigido
Alla guida la DS4 si fa apprezzare per l'agilità per l'ottima tenuta di strada conferita dallo schema delle sospensioni con avantreno pseudo-McPherson e retrotreno a traversa deformabile, dall'assetto rigido e dagli pneumatici ribassati. A farne le spese è il comfort, non sempre adeguato per la tipologia d'auto, e l'aderenza su bagnato e sugli avvallamenti al alta velocità, dove la DS4 registra reazioni “nervose” compensate dai dispositivi elettronici di controllo della trazione e della stabilità. Pieni voti, invece, per gli innesti del cambio, lo sterzo preciso e diretto e l'impianto frenante con dischi anteriori autoventilanti, ABS, ripartitore elettronico e aiuto alla frenata d'emergenza. Notevole anche l'agilità di guida per una vettura con massa di 1.280 kg e ingombri da compatta (è lunga 428 cm, larga 181 e alta 153)

Un kit per il Valvetronic
Il motore è 4 cilindri Valvetronic di 1.598 cc con 120 CV di potenza e 160 Nm di coppia massima a 4.250 giri/minuto che consentono alla DS4 di avere un comportamento brioso, di raggiungere i 193 km/h e di scattare da 0 a 100 km/h in 12,2”. La qualità migliore, però, è la notevole elasticità di marcia che permette di riprendere con fluidità già dai 1.000 giri. Un comportamento che, di fatto, rimane inalterato commutando a GPL, se si esclude un innalzamento di qualche decimo di secondo dei tempi di ripresa e accelerazione. Il merito è del kit EvoPower a iniezione sequenziale fasata molteplice (ogni iniettore ha un tempo di gettata specifico) sviluppato dal PowerJet Lpi, in particolare per i motori Valvetronic di BMW e PSA e Multiair di Fiat. A migliorare il rendimento sono pure gli iniettori, simili per tecnica a quelli benzina, e la mappatura 3D che consente di coprire tutti i carichi motore in base a regime di rotazione, pressione del collettore e tempi delle iniettate.

Un salva valvole elettronico
A completare l'impianto a GPL è il salva valvole JLM reso elettronico dal dispositivo RunOil realizzato dalla RunTek di Fratta Polesine (RO). Un sistema abbinabile ad altri kit salva valvole che ottimizza la lubrificazione della camera di scoppio. Rispetto alle soluzioni a gestione meccanica che operano per depressione erogando l'additivo solo in determinate condizioni, con il RunOil la lubrificazione avviene a controllo elettronico in base ai tempi di iniezione e al numero di giri. Il risultato è che il liquido salva valvole è rilasciato con dosi specifiche per ogni carico motore e solo quando necessario per evitare un'usura precoce dei materiali di valvole e relative sedi. Un espediente che ha anche il vantaggio di “pulire” gli iniettori e di ridurre il consumo di additivo contenuto nel serbatoio da 0,5 litri in dotazione.

Spese per carburante in calo del 50%
L'adozione dell'impianto GPL permette di ridurre l'impatto su ambiente e portafogli. Sul primo fronte sono da annoverare una diminuzione della CO2 da 144 a 122 grammi/km (-15%) e di percentuali superiori per monossido di carbonio e polveri sottili che, di fatto, sono assenti allo scarico. Sul secondo il risparmio assicurato dal kit a gas è di poco inferiore al 50% delle spese di rifornimento. Senza considerare i consumi dichiarati (6,2 l/100 km a benzina, 7,1 a GPL) e valutando solo quelli reali, il costo chilometrico passa da 0,150 euro/km per la benzina (con prezzo alla pompa di 1,72 euro/l e consumo di 8,7 l/100 km) a 0,076 euro/km per il gas (0,76 euro/l e 10 l/100 km). Un esborso, quest'ultimo, al quale si devono sommare le spese per l'additivo che, però, ammontano ad appena 0,17 centesimi/km (un litro di additivo costa circa 20 euro) portando il totale a circa 0,077 euro/km. Una differenza di 0,073 euro/km che permette di recuperare il costo dell'impianto di 1.450 euro (RunOil incluso) in meno di 20.000 km. Per completezza di informazione segnaliamo che la più parca delle varianti diesel, la 1.6 e-HDi FAP Airdream CMP-6 da 111 CV, ha un costo chilometrico di 0,69 euro/km con gasolio a 1,64 euro/l e consumo ufficiale di 4,2 l/100 km. Un dato, quest'ultimo, poco credibile che nell'uso reale probabilmente porterebbe l'esborso a livello del GPL, se non oltre.

Dotazione ampia e sicura
La Citroën DS4 1.6 VTi So Chic è in listino a 23.400 euro, contro i 20.900 della versione base Chic e i 25.700 della 1.6 e-HDi citata con allestimento comparabile, che diventano 24.850 con la trasformazione. Un listino da considerarsi competitivo in relazione alla dotazione di serie che, tra l'altro, climatizzatore automatico bi-zona, sedili con regolazione lombare elettrica e funzione massaggio, cerchi in lega, cruise control, sensori di parcheggio posteriori, fendinebbia con funzione cornering, volante e pomello in pelle e vetri posteriori e lunotto oscurati. Da sottolineare anche l'ottima presenza di dispositivi di sicurezza, quali airbag frontali, laterali e a tendina, retrovisori con monitoraggio dell’angolo cieco e il sistema che chiama in automatico soccorso in caso di incidente. Un elenco che ha consentito alla DS4 di ottenere le 5 stelle EuroNcap con percentuali di protezione elevate per occupanti (90%) e bambini (80%).

Pregi
  • Elasticità motore
  • Design e finiture di qualità
  • Dotazione di serie elevata
Difetti
  • Comfort modesto per assetto rigido
  • Abitabilità e accesso posteriore
  • Visibilità posteriore



0 Comments