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dicembre 2016

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Distributori Metano? Il nuovo business


MilionaireBenzina e gasolio con prezzi alle stelle. Inquinamento. Blocchi del traffico. Così sempre più automobilisti scelgono le auto a metano. Con 10 euro si fa il pieno, non si inquina e si può girare in città in presenza dei blocchi al traffico. «L’utilizzo del metano nei trasporti, marginale fino ad alcuni anni fa, è oggi in forte espansione» esordisce Paolo Vettori, presidente di Federmetano. «Il risparmio su benzina e gasolio è del 60%, le automobili sono affidabili, con prestazioni analoghe ai modelli benzina». Gli incentivi statali arrivano a 1.500 euro per l’acquisto di un’auto nuova e di 500 per la trasformazione dell’impianto.


Poi c’è il bollo che, a seconda delle regioni, non si paga o ha prezzi scontati. In alcuni comuni si parcheggia gratis. Ma, a fronte di una richiesta di metano potenzialmente notevole, la rete di distribuzione italiana è limitata. Sono appena 700 le stazioni di rifornimento, concentrate “a grappoli” in Emilia Romagna, Veneto, Marche e Toscana. Lombardia e Piemonte si stanno attrezzando, anche grazie agli incentivi stanziati dalle Regioni, mentre il Centro-Sud è in buona parte scoperto, come la rete autostradale, anche se qualcosa comincia a muoversi in Lazio, Campania e Puglia. La buona notizia? Il metano può rappresentare una grande opportunità d’impresa. Ma, prima di cominciare, dicono gli esperti del settore, è bene verificare il piano carburanti regionale, che potrebbe consentire ancora di realizzare distributori monometano od obbligare invece all’apertura di impianti multicarburante. Il passo successivo è quello di fare uno studio di mercato alla ricerca di zone scoperte, evitando  di posizionarsi troppo vicino ai distributori tradizionali, tanto più se appartenenti a grandi compagnie petrolifere che già da tempo stanno inserendo anche il metano.



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