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Accordo Iran-Svizzera: il metano andrÓ in Italia


Roma, 16 apr. (Apcom) - Il gas iraniano comprato dalla società di trading zurighese Egl non è destinato alla Svizzera, bensì all'Italia. E' quanto rivela oggi il quotidiano elvetico Le Temps, che dedica anche un editoriale al contratto, patrocinato dal ministro degli Esteri Micheline Calmy Rey, che tante polemiche ha suscitato nei giorni scorsi. Calmy-Rey aveva difeso con forza l'accordo tra Egl e la National Iranian Gas Export Company (Nigec), siglato in occasione del suo viaggio in Iran a metà marzo, affermando che "la Svizzera ha il diritto di difendere i suoi interessi strategici (...) diversificando le sue fonti di approvvigionamento e i suoi fornitori". Per poi aggiungere: "L'obiettivo degli Affari esteri è alla fine quello di assicurare il benessere e la sicurezza degli svizzeri".



Il quotidiano della Svizzera francofona rivela oggi invece, citando il suo portavoce, che l'Associazione svizzera dell'industria del Gas non sarà affatto beneficiaria di questo contratto e che il "consumatore svizzero non vedrà una sola molecola del gas" iraniano.

L'accordo, firmato dalla Egl di proprietà della Axpo, è valido per 25 anni e prevede a partire dal 2012 la fornitura da parte dell'iraniana Nigec di 5,5 miliardi di metri cubi di gas all'anno. Di questo, almeno l'80% è destinato al mercato italiano, dove opera già da tempo l'Egl, che ha strappato all'Eni il contratto con la Nigec. Tutto quello che Egl non riuscirà a vendere sul mercato italiano verrà smerciato su altre piazze mediterranee.

Gli Stati uniti, Israele e alcune associazioni ebraiche avevano criticato questo accordo, stimando che esso violerebbe lo spirito delle sanzioni dell'Onu contro la repubblica islamica. "Adesso - si legge nell'editoriale - gli svizzeri possono sentirsi rassicurati e gli americani possono tacere". Berna si era sempre difesa valutando che il contratto fossecompatibile con le sanzioni.

Fonte: APCOM 




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