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dicembre 2016

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Mercato: dopo l'ennesimo crollo del mercato a Febbraio l'UNRAE chiede incentivi


Incentivi“Dopo mesi di  indifferenza, i dati delle immatricolazioni del mese di febbraio,  diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non hanno  bisogno di ulteriori commenti”. Il Presidente dell’UNRAE, Jacques  Bousquet

ha voluto così sottolineare le 130.661 targhe consegnate e la  flessione del 18,9%. “Considerata la stagionalità del mercato italiano,  questi dati proiettano una tendenza annua molto più bassa di ogni  precedente previsione a 1.370.000, con un impatto fiscale, occupazionale  e sociale che lo Stato non potrà più ignorare.”

La crisi generale che sta vivendo il Paese riporta alla memoria la profonda depressione che caratterizzò il periodo 1993-1997.

In una Conferenza Stampa straordinaria convocata dall’UNRAE a Roma, è  stata affrontata la delicatissima situazione frutto della drammatica  contrazione della domanda.

Nel 2012 2,3 miliardi di euro in meno di IVA per le casse dello Stato

Oggi ci troviamo di fronte ad una situazione che, applicando la  stagionalità del mercato italiano, proietta una tendenza da 1.370.000  vendite nell’anno, il che significa un minor introito per le Casse dello  Stato pari a circa 2,3 miliardi di euro di IVA e un calo del fatturato  per le aziende di 13 miliardi. Le conseguenze per il settore dell’auto  saranno devastanti: ne sarà colpita l’intera filiera Case,  Concessionari, Riparatori, Produttori di componentistica, Fornitori.

Le Reti ufficiali di vendita perderanno nel corso del 2012 circa 350  mandati e con essi circa 7.000 addetti di concessionari, in gran parte  personale altamente specializzato, che avrà difficoltà a trovare nuove  collocazioni lavorative. Considerando le necessarie riorganizzazioni  anche nelle Concessionarie virtuose, l’UNRAE stima un totale di 10.000  persone che perderanno il lavoro, senza accesso agli ammortizzatori  sociali.

Il crollo della domanda, e quindi delle vendite di nuove auto,  porterà con sé minori investimenti pubblicitari, impattando  negativamente sulla carta stampata ed è ipotizzabile anche un minor  interesse dei lettori per i giornali che trattano di automobili.

Pur valutando positivamente un’attesa, moderata crescita del PIL a  +0,2, se nel 2013 non avremo un miglioramento delle aspettative e del  clima di fiducia delle famiglie, il mercato italiano dell’auto  continuerà ad esprimere numeri tendenzialmente

bassi come quelli dell’anno in corso, senza dimostrare, quindi,  significative inversioni di tendenza. E’, pertanto, indispensabile  intervenire subito.

L’UNRAE ha proposto quattro azioni a vantaggio delle famiglie e dei  giovani, delle Piccole e Medie Imprese, degli acquirenti delle auto ad  alte prestazioni e dei Concessionari.

Piano triennale di rinnovo del parco circolante

Per le famiglie e per i giovani, si chiedono agevolazioni attraverso  un piano strutturale, articolato in tre anni, orientato a stimolare il  rinnovo del parco circolante. La misura deve basarsi sulla neutralità  tecnologica, senza discriminazioni fra le diverse fonti di alimentazione  dei veicoli. In linea con gli obiettivi dettati dall’Europa  sull’abbattimento delle emissioni di CO2, l’UNRAE propone tre  livelli di sostegno all’acquisto con alienazione di vetture con oltre  10 anni di età (Euro 2, 1, 0), basati sui bassi livelli di emissioni di  CO2:

- 800 euro fra 120 e 96 g/km di CO2

- 1.200 euro fra 95 e 51 g/km di CO2

- 5.000 euro sotto ai 50 g/km di CO2

La sostituzione è indispensabile per ottenere l’irrinunciabile  abbattimento delle emissioni ed il rinnovamento in un mercato maturo.

Nella stima elaborata dall’UNRAE questa misura dovrebbe consentire il  recupero di circa 230.000 vendite aggiuntive nel corso dei prossimi 12  mesi. Il costo sopportato per l’operazione (circa 507 milioni di euro)  sarebbe totalmente ripagato dal maggiore introito fiscale e, quindi, a  costo zero per il bilancio dello Stato.

Di questa azione beneficerebbe anche la componentistica italiana,  attraverso l’aumento degli acquisti delle Case estere, oggi a 44 euro  ogni 100 in Italia e 41 euro ogni 100 nel solo Piemonte.

Per le auto aziendali applicare le regole europee

Le auto aziendali rappresentano una voce di spesa non trascurabile,  soprattutto per le Piccole e Medie Imprese che contribuiscono alla  formazione del 65% del PIL e che oggi sono prigioniere della stretta  creditizia.

In un periodo in cui si fa spesso ricorso alla necessità di  un’armonizzazione europea, il trattamento fiscale delle auto aziendali  in Italia è ben lontano da quello praticato in Europa.

- Ammortamento in 4 anni contro la media europea di 2 anni

- Quota spese deducibili 40% contro il 100% in Europa

- Detraibilità IVA del 40% contro il 100% in Europa

- Tetto ammortizzabile fino a 18.076 euro contro il no limit in Europa

L’UNRAE chiede l’allineamento all’Europa a partire dalla riduzione  del periodo minimo di ammortamento a 2 anni e dalla deducibilità al 100%  dei costi, almeno per le auto nuove.

Maggior equilibrio per le auto ad alte prestazioni

Il settore delle auto di lusso, individuato attraverso il parametro  della potenza, ha generato una fuga di clienti destinata a rendere poco  credibile la previsione di incasso dal cosiddetto superbollo, che lo  Stato indica in 168 milioni di euro. Il calo delle vendite stimato al  40% determinerà un minor gettito da IPT, IVA e bollo, valutato attorno  ai 105 milioni di euro, e un aumento degli stock di vetture usate  con deprezzamenti stimati del 30%, con conseguente notevole danno per  gli operatori commerciali. Soprattutto, come raccontato anche dalla  stampa quotidiana, sta aumentando il numero dei clienti che cercano di  disfarsi delle auto ad elevate prestazioni. Gli accertamenti sono  giusti, ma la criminalizzazione generalizzata sta allontanando proprio  quel tipo di clientela che, avendo disponibilità economica, può meglio  alimentare le entrate dello Stato.

Concessionari

E’ necessario che le Banche recepiscano le raccomandazioni di Banca  d’Italia e BCE nell’utilizzo dei 131 miliardi che gli sono stati  assegnati al tasso dell’1%, liberando risorse per il credito e  aumentando la fiducia verso l’affidabilità degli imprenditori virtuosi.

1 miliardo evaso da chi non paga la tassa di possesso

Da tempo l’UNRAE richiama l’attenzione sull’enorme evasione del  pagamento della tassa di possesso, valutata in 1 miliardo di euro sui  5,6 che le Regioni incassano. Gli evasori sono facilmente rintracciabili  attraverso i sistemi informatici esistenti e le risorse recuperate  potrebbero essere utilizzate per il rilancio del settore.

UNRAE considera e stima questo Governo per la sua estrazione tecnica  ed europeista e confida, con l’aiuto della Stampa, che il dramma dei  numeri che l’auto sta vivendo venga rapidamente recepito ed affrontato.




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