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dicembre 2016

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EcoIncentivi: Tramontano (Ecogas) risponde a Pavan Bernacchi (Federauto)


LogoConsorzioEcogas“Concordo  pienamente con il Presidente di Federauto sulla necessità che gli  incentivi ai veicoli ecologici debbano essere strutturali e pluriennali  per raggiungere obiettivi duraturi e significativi.

Voglio aggiungere  che soprattutto in  un momento di grave crisi e di quotidiana difficoltà  per molti italiani, il provvedimento di incentivazione aiuta con un  buon risparmio economico, grazie ai prezzi convenienti di GPL e metano,   chi è in possesso di un’auto con qualche anno di vita e potenzialmente  in difficoltà nell’acquisto di una nuova. Peccato che i fondi  disponibili siano davvero esigui.

Lo  ha dichiarato Alessandro Tramontano, Presidente del Consorzio Ecogas, a  commento delle critiche avanzate da Filippo Pavan Bernacchi, presidente  di Federauto, Federazione Italiana Concessionari Auto, causate  dall’annuncio dell’avvio, il 1° marzo, di un’iniziativa di  incentivazione per la trasformazione a gas di autoveicoli e mezzi  commerciali leggeri Euro 2 ed Euro 3.

“Purtroppo – prosegue Tramontano – e  sottolineo purtroppo, non si tratta di un nuovo stanziamento ma di un  residuo di un finanziamento del Ministero dell’Ambiente che risale al  2005, che si è reso disponibile grazie ad una gestione trasparente,  attenta e meticolosa, permettendo di rimettere a disposizione dei  cittadini circa 2 milioni di euro che produrranno ecologia e risparmio.”

Il  Consorzio Ecogas precisa inoltre che l’intervento, pur esiguo, di  incentivazione, denominato ICBI, Iniziativa Carburanti a Basso Impatto,  rappresenta lavoro per un settore allo stremo. Inoltre, il maggior giro  d’affari generato in pratica azzera l’esborso dello Stato, grazie alle  maggiori entrare in termini di Iva e imposte.

“Incentivi a saldo zero per l’erario e nuovo lavoro per il Paese – conclude Tramontano - sono le ragioni che in questo momento ci spingono a continuare a  chiedere il rifinanziamento non solo degli incentivi ICBI, di grande  spessore in quanto la formula della Convenzione fra Comuni ha dato vita  ad un forum permanente di confronto sulla mobilità degli oltre 600  comuni italiani che aderiscono, ma anche degli MSE, di competenza del  Ministero dello Sviluppo Economico: rivolti agli autoveicoli di tutte le  categorie Euro, in tutta Italia, sono terminati già la scorsa  primavera.”

Il  contributo statale per le auto a gas – siano esse proposte dalla casa o  trasformate successivamente - agevola il cittadino nel passare da un  carburante tradizionale ad uno alternativo a più basso costo di  esercizio. Si tratta quindi di un intervento non solo di grande valenza sociale e ambientale, ma anche industriale:  la quasi totalità degli impianti di alimentazione a gas (compresi  quelli utilizzati dall’industria automobilistica) è prodotta da aziende  italiane. Queste piccole e medie aziende sono leader mondiali della  tecnologia e il rafforzamento della domanda interna ha permesso loro di  essere ancora più competitive nei mercati stranieri, soprattutto in  quelli emergenti.



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