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dicembre 2016

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CNA: i nuovi incentivi danneggiano operatori e cittadini


cnaCNA Servizi alla Comunità - Autoriparazione     sottolinea che con il Decreto 5/2009 l’incentivo per la trasformazione a     gas degli autoveicoli dal gennaio 2009 era stato esteso a tutti i mezzi, a     prescindere dalla classificazione Euro.

Per questo      aziende del settore e cittadini avevano accolto con favore     l’innalzamento degli importi introdotto dal Dl 5/2009 a partire dal 7     febbraio: da 350 a 500 euro di contributo per la trasformazione a GPL e da     500 a 650 euro per quella a metano: un provvedimento che aveva fatto     aumentare il trend delle trasformazioni a gas, a beneficio dell’ambiente e     dell’economia nazionale.

Dal     12 aprile, invece, con l’entrata in vigore della L.33/2009, lo scenario     viene sconvolto: rimangono i contributi di 500 e 650 euro, ma solo per gli     Euro 0, 1 e 2, mentre calano a 350 e 500 per Euro 3, 4 e 5. A conferma     dell’ammissione dell’errore ormai fatto,      il Governo ha accolto come raccomandazione un ordine del giorno che     impegnava il Governo stesso a provvedere alla modifica quanto prima.

La     riduzione degli incentivi di fatto avvenuta con l’approvazione della legge     33/2009 e la confusione nella “gestione dell’errore” che si è creata     subito dopo hanno provocato un crollo delle prenotazioni degli incentivi     superiore al 50%,  oltre a     generare gravi problemi fiscali e procedurali per le imprese che hanno     installato gli impianti con gli incentivi aumentati, così come previsti dal     Decreto 5/2009 che cessava i suoi effetti il 12 di aprile.

E’     bene ricordare – inoltre - che l’aumento degli importi unitari degli     incentivi, concessi con il D.L. 5/2009, ha cercato di avvicinare le due     forme di incentivazione:  veicolo     nuovo a gas e veicolo trasformato in post vendita. Infatti     il divario tra gli incentivi per il nuovo (1.500 € per il GPL e 2.000 €     per il metano, dati ai concessionari auto che – oltretutto – li     pubblicizzano come propri regali dati agli automobilisti ) e gli incentivi     per le trasformazioni post-vendita (500 € GPL e 650 € il metano per auto     euro 0,1,2 e 350 e 500 € per auto euro 3,4,5)      ha penalizzato fortemente il mercato delle trasformazioni nel     post-vendita, che è quello che interessa il maggior numero di famiglie che     intendono risparmiare sui consumi e dare una mano all’ambiente, senza per     questo essere costretti a comprare una macchina nuova.

Occorre sottolineare,     inoltre, che il divario tra i due incentivi non ha nessun presupposto     tecnologico essendo nella maggior parte dei casi identici i componenti     utilizzati dai costruttori di auto e dalle officine di trasformazione dei     veicoli a gas. Solo il mercato dell’installazione degli impianti GPL e     metano significa oltre 6.000 imprese artigiane e PMI, per circa 20.000     addetti.

Il crollo delle trasformazioni (al momento del 50%, che coinvolge     circa 40mila famiglie che avevano optato per il GPL o metano) dovuto alla     situazione venutasi a creare con l’approvazione della legge 33/2009     provocherà una grave crisi del settore, con la conseguente chiusura di     molte attività economiche e la perdita di posti di lavoro.

Alle officine di     installazione impegnate nella trasformazione dei veicoli, occorre     aggiungere- infatti - i costruttori e rivenditori di kit per la conversione     a gas, che in questi ultimi anni hanno investito in capitale tecnologico ed     umano per soddisfare una domanda sempre crescente.

CNA     Servizi alla Comunità – Autoriparazione, conclude     Mario Turco, al fine di evitare la grave situazione descritta, chiede al     Governo di intervenire subito per ripristinare la situazione ante legge     33/09, anche con un provvedimento ad hoc, che si ritiene opportuno e dovuto     ad un  settore con riconosciuti     meriti ecologici.



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