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Auto ecologica che passione: Ora le vendite volano


Sorpresa: le auto ecologiche "tirano", per usare un linguaggio caro ai venditori di auto: secondo un'analisi dell'Unrae, l'Associazione delle Case automobilistiche estere presenti in Italia, nel complesso le alimentazioni a minimo impatto ambientale hanno registrato nel primo trimestre del 2008 una quota di mercato del 5,31% rispetto al 2,93% dello stesso periodo dello scorso anno.
                                   L'Associazione da questo mese è in grado - infatti - di monitorare in modo ancora più approfondito il mercato di queste vetture, raggruppando in tale dicitura sia quelle omologate sia quelle trasformate prima dell'immatricolazione ad alimentazione alternativa.


Mentre nel 1^ trimestre del 2008 il settore automobilistico ha subito una significativa flessione del 10% frutto di una domanda sottotono che sta caratterizzato questo primo periodo dell'anno, continua inesorabile la corsa di vetture alimentate a benzina + gpl che con 13.298 immatricolazioni nel primo trimestre 2008 hanno triplicato i risultati rispetto alle 5.281 del gennaio-marzo 2007, passando da una quota di mercato dello 0,72% ad una di tutto rispetto del 2%.
                                                                                                      
    
                                  
Accelerano, inoltre, le immatricolazioni di vetture benzina + metano che fanno la parte del leone con 18.455 unità e una quota del 2,78%, acquistando un punto percentuale rispetto all'1,71% del 1^ trimestre 2007.
                                  
Da sottolineare, inoltre, anche l'incremento delle alimentazioni benzina + elettrica, che nonostante i volumi più ridimensionati, in gennaio-marzo sono cresciute del 50% a 1.137 unità. Le motivazioni alla base di questi andamenti, in un mercato che risente particolarmente del rallentamento generale dell'economia, di un programma di incentivazione che di fatto ha escluso una parte importante di potenziali fruitori (4.000.000 di possessori di Euro 2 del 1997 e 1998) e di tutta una serie di elementi contingenti, vanno ricercate in alcuni elementi di spinta che stanno orientando la domanda del consumatore. Primo fra tutti, gli incentivi inseriti in Finanziaria che prevedono un contributo di 1.500 euro per ordini effettuati entro il 31 dicembre 2009 (e immatricolazioni entro il 31 marzo 2010) di veicoli nuovi omologati ad alimentazione, esclusiva o doppia, a Gpl, metano, elettrica nonchè ad idrogeno; qualora il veicolo acquistato abbia emissioni di CO2 inferiori a 120 g/km tale contributo viene incrementato di ulteriori 500 euro.
                                  
Da non sottovalutare, inoltre, l'opportunità che a questi incentivi si aggiungano quelli previsti per la rottamazione di vetture Euro 0, 1 e 2 ante 1^ gennaio 1997 a fronte dell'acquisto di nuove Euro 4.
E' evidente che un sostegno che può raggiungere valori di tale portata orienta le scelte degli automobilisti che sono, inoltre, influenzati dal vantaggio di possedere una vettura che può circolare nei giorni di blocco della circolazione che sempre di più colpiscono i grandi centri urbani.
                                  
Infine, visti gli andamenti del prezzo di benzina e diesel e la progressiva riduzione della forbice di prezzo fra le due alimentazioni, risultano molto più convenienti sui costi di gestione alimentazioni alternative a minimo impatto sull'ambiente.
Dall'analisi per regione, emerge chiaramente la prevalenza di regioni del nord quali Emilia Romagna, Veneto, Lombardia e Piemonte che registrano un numero elevato di immatricolazioni di autovetture a benzina + gpl e benzina + metano, grazie alla presenza su questi territori di una buona rete di distribuzione.
                                  
Inoltre, a queste si aggiungono le Marche e l'Umbria per le alimentazioni a benzina + metano, mentre per quelle a benzina + gpl il Lazio. Infine, lo studio si concentra sull'analisi delle immatricolazioni per alimentazione e marca e sulla top 20 per modello. E' importante sottolineare che alcune Aziende hanno orientato la propria offerta su modelli di larga diffusione ad alimentazione alternativa ed in alcuni casi emerge chiaramente come queste alimentazioni rappresentino più del 10% dell'intera gamma da esse commercializzata sul mercato italiano.
Fonte: www.repubblica.it 



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