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dicembre 2016

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Rally ecologico da Lugano a Monte Carlo


Sono partiti venerdì 28 marzo dal centro di Lugano a scaglioni, ogni due minuti, per affrontare un percorso di due giorni e 900 chilometri fino a Montecarlo. Contemporaneamente altri concorrenti hanno preso il via da Clermont-Ferrand. Venti auto dalla Svizzera, 42 dalla città francese, per un totale di 62 veicoli ecologici, tutti convergenti verso il principato di Monaco.


È il quarto rally su questo percorso dal 2005, il secondo riservato esclusivamente ad auto a energia alternativa, con propulsione a gas o elettrica.

Serbatoi e batterie si possono rifornire solo alla partenza e nelle tappe intermedie; poi, vince chi riesce a consumare meno, a totalizzare meno penalità e a mantenere un'andatura il più regolare possibile, in una gara che sostanzialmente è di regolarità e in cui la velocità (si calcola una media di 45-50 chilometri all'ora) non conta.

Regole d'ammissione

Per essere ammessi, i veicoli devono dimostrare di emettere meno di 120 grammi di CO2 al chilometro. "Questa è la soglia stabilita per quest'anno -spiega Filippo Lurà, uno degli organizzatori luganesi - ma l'idea è di abbassarla graduamente a ogni edizione, in modo da incentivare i produttori a studiare veicoli sempre più ecologici".

Sullo sfondo si muove la costante evoluzione tecnologica dell'industria automobilistica, che dal 2012 sarà chiamata a offrire ai consumatori una gamma di prodotti che non superino una media d'inquinamento di 130 grammi di CO2 per chilometro.Il rally nel frattempo funge da test anche per alcuni prototipi: nell'edizione 2008 ne partono due da Clermont-Ferrand, accanto a una serie di modelli già in circolazione sulle strade.

I più diffusi sono la Fiat Punto (con tre auto di questo tipo gareggia per esempio la Polizia della città di Lugano, che normalmente le utilizza per missioni di servizio amministrativo), la Citroen (modelli dal C1 al C4), la Ford Focus, la Opel Combo e la Toyota Prius. Di quest'ultimo modello è anche l'auto di proprietà di Alberto di Monaco, che il principe fa gareggiare affidandola a un pilota di fiducia (in partenza da Lugano) pur non partecipando personalmente alla corsa.

Un tracciato internazionale

Il tragitto si snoda su strade normali, in cui i partecipanti si mescolano al traffico. Chi parte da Lugano (si sono iscritti concorrenti ticinesi, vallesani, ma anche italiani, austriaci e persino norvegesi) attraversa il confine nel Mendrisiotto al Gaggiolo, si dirige poi verso Torino, passa per Sestrière ed entra in Francia attraverso la dogana di Clavière. Segue una tappa a Briançon, per arrivare in serata nella cittadina di Gap (totale 9 ore e mezza di viaggio), dove sono attesi gli altri partecipanti, partiti al mattino stesso da Clermont-Ferrand. Il giorno successivo prevede una tappa comune di 6 ore e mezza da Gap a Montecarlo, dove prima del traguardo bisogna ancora percorrere un circuito interno al Principato.

Premi simbolici

Al vincitore vanno premi simbolici: più che altro si tratta di una questione di marketing e d'immagine, che ricompensa ampiamente i costruttori. "L'industria automobilistica è sempre più interessata a questo genere di manifestazioni -notano gli organizzatori dell'Automobile Club di Monaco- i produttori fanno esperimenti, cercano pubblicità. Questi rally ecologici pian piano si stanno diffondendo in tutta Europa, diventando una vera alternativa a quelli tradizionali".

Anche il più tradizionale dei circhi automobilistici, la Formula Uno, gradualmente dovrà adeguarsi, se si pensa che fra qualche anno i costruttori dei bolidi saranno obbligati a introdurre un nuovo sistema ibrido per recuperare l'energia di frenata.

Resta il piacere -per i corridori del rally ecologico- di partecipare a una corsa a tutti gli effetti: tra gli equipaggi al via a Lugano, molto apprezzata era "la possibilità di prendere parte a un vero rally, su un tracciato impegnativo e interessante, anche se non si è piloti professionisti", oltre al naturalmente al fatto di poter disputare una gara "per una volta senza inquinare".

Fonte: http://www.swissinfo.ch 




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