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dicembre 2016

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Metano liquido: prospettive di filiera in Toscana


metano-liquido“Una nuova filiera produttiva toscana che rispetta l’ambiente e promuove  l’innovazione, un’occasione per stimolare la green economy”: così Mauro  Romanelli, segretario questore dell’Ufficio di presidenza del Consiglio  regionale, parla dell’utilizzo del metano nei trasporti

, aprendo il  convegno “Sviluppo e prospettive del metano liquido in autotrazione in  Toscana”, ospitato a Palazzo Panciatichi.

“Se le istituzioni, senza interferire nei tempi e nelle scelte dei  soggetti economici, possono fare qualcosa per aiutare lo sviluppo delle  nuove idee, favorendo l’incontro e la collaborazione tra gli operatori,  hanno il dovere di farlo – spiega Romanelli –. Il metano liquido ci  offre la possibilità di pensare ad una nuova filiera tutta toscana, con  ricadute positive sul sistema economico, sui trasporti, sull’ambiente”.

Il metano infatti può essere ricavato da discariche e impianti di  depurazione, e una volta raccolto può essere liquefatto e utilizzato  come carburante ecologico nei mezzi di trasporto pubblici e privati;  questa l’idea di fondo sulla quale stanno lavorando gli operatori del  settore. Il convegno, che vuole fare il punto sulla revisione della  norma tecnica che governa la materia, ora all’attenzione di un gruppo di  lavoro del Ministero degli Interni, si concentra in particolare su tre  tematiche: la tecnologia (relazione di Alberto Castagnaro, Consorzio  Cryotrucks); la regola tecnica Prevenzione incendi (relazione di Aldo  Bernardini, Bernardini Impianti) e le ricadute sul sistema Toscana  (relazione di Vincenzo Ramalli, LBG Liquid Biogas).

A conclusione del seminario “Sviluppo e prospettive del metano  liquido in autotrazione in Toscana”, che si è svolto a Palazzo  Panciatichi, sede del Consiglio toscano, il consigliere segretario  dell’Ufficio di presidenza, Mauro Romanelli, ha commentato: “Quello di  oggi è stato un seminario decisamente produttivo perché ha fatto luce  sulle prospettive della tecnologia in questo settore concernente la  green economy dal momento che lo sviluppo del gas metano per auto può  avere ricadute occupazionali ed ambientali importanti, offrendo anche  una concreta opportunità di riconversione alle industrie toscane in  crisi”.

Sul concetto della riconversione delle industrie si è espresso,  durante il seminario, anche Vincenzo Ramalli della Liquid Biogas, una  società che produce impianti, a cui è stata affidata l’introduzione. Ha  spiegato Ramalli: “Con lo sviluppo del metano si possono avere  importanti opportunità. In Toscana, ad esempio, potrebbero essere  riconvertite dodici aziende in crisi dell’indotto Lucchini a Piombino”.

Al seminario hanno svolto relazioni Alberto Castagnaro del consorzio  Cryotrucks ed Aldo Bernardini della Bernardini Impianti, oltre allo  stesso Ramalli. Fra i partecipanti, inoltre, è da segnalare la presenza  di Luciano Niccolai della Beyfin, di Paolo Piccini della Piccini  Impianti e del gruppo del docente Marco Carcassi della facoltà di  Ingegneria dell’università di Pisa.

Nel corso del seminario si è parlato della distribuzione di gas  metano in Italia e in Toscana evidenziando come la rete di distribuzione  di gas per auto, oggi, sia a “macchia di leopardo” e come “il metano  per auto sia assente all’isola d’Elba e in Sardegna” e come oggigiorno  si punti “alla realizzazione di 400 nuovi distributori solo in Toscana”.  L’investimento per la realizzazione di tutto questo, è stato detto,  potrebbe trovare soddisfazione presso la Banca europea degli  investimenti.

Chiudendo il seminario Romanelli evidenzia come l’implementazione  della rete di distribuzione possa rappresentare una concreta opportunità  di riconversione delle industrie in crisi

A conclusione del seminario “Sviluppo e prospettive del metano  liquido in autotrazione in Toscana”, che si è svolto a Palazzo  Panciatichi, sede del Consiglio toscano, il consigliere segretario  dell’Ufficio di presidenza, Mauro Romanelli, ha commentato: “Quello di  oggi è stato un seminario decisamente produttivo perché ha fatto luce  sulle prospettive della tecnologia in questo settore concernente la  green economy dal momento che lo sviluppo del gas metano per auto può  avere ricadute occupazionali ed ambientali importanti, offrendo anche  una concreta opportunità di riconversione alle industrie toscane in  crisi”.

Sul concetto della riconversione delle industrie si è  espresso, durante il seminario, anche Vincenzo Ramalli della Liquid  Biogas, una società che produce impianti, a cui è stata affidata  l’introduzione. Ha spiegato Ramalli: “Con lo sviluppo del metano si  possono avere importanti opportunità. In Toscana, ad esempio, potrebbero  essere riconvertite dodici aziende in crisi dell’indotto Lucchini a  Piombino”.

Al seminario hanno svolto relazioni Alberto Castagnaro del  consorzio Cryotrucks ed Aldo Bernardini della Bernardini Impianti, oltre  allo stesso Ramalli. Fra i partecipanti, inoltre, è da segnalare la  presenza di Luciano Niccolai della Beyfin, di Paolo Piccini della  Piccini Impianti e del gruppo del docente Marco Carcassi della facoltà  di Ingegneria dell’università di Pisa.

Nel corso del seminario si è parlato della distribuzione di gas  metano in Italia e in Toscana evidenziando come la rete di distribuzione  di gas per auto, oggi, sia a “macchia di leopardo” e come “il metano  per auto sia assente all’isola d’Elba e in Sardegna” e come oggigiorno  si punti “alla realizzazione di 400 nuovi distributori solo in Toscana”.  L’investimento per la realizzazione di tutto questo, è stato detto,  potrebbe trovare soddisfazione presso la Banca europea degli  investimenti.



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