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dicembre 2016

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Il ruggito della Landi nei motori di Gm


LandiCol prezzo del petrolio che corre e la questione ambientale che ogni giorno di più diventa una emergenza da affrontare, a Cavriago se la ridono. Qui a una quarantina di chilometri dalla Motor Valley della Via Emilia, che significa Ferrari, Maserati e Lamborghini, c’è anche la miglior azienda al mondo di ecomobility. Con una quota di mercato del 23%, una presenza in 50 paesi e una percentuale di export sul fatturato consolidato del 73%, Landi Renzo è il gruppo in pole position nel settore della mobilità sostenibile. Una società che progetta, produce e commercializza componenti e sistemi di alimentazione per autotrazione a gpl e metano.


 
Non c’è praticamente casa automobilistica al mondo che, quando pensa di dotare la propria gamma di vetture con sistemi di motorizzazione che possono contare anche sul metano, non si sia rivolta all’azienda reggiana, controllata da mezzo secolo dalla famiglia Landi.

«Ma il prossimo passo in un futuro che per quanto ci riguarda ci vede, già da diversi anni, impegnati nella ricerca spiega Stefano Landi, amministratore delegato dell’azienda presieduta dalla madre Giovannina Domenichini e fondata nel 1954 dal padre Renzo, che aveva intuito il potenziale del settore dei carburanti alternativi, concentrandosi su glp e metano è il motore a idrogeno. Da pochi mesi abbiamo sottoscritto un accordo con General Motors per sviluppare modelli di motorizzazioni che vedranno la nostra azienda fornire le componenti fondamentali del sistema di alimentazione dell’idrogeno. Siamo enormemente avvantaggiati, rispetto ad altri concorrenti, dal fatto che è da anni che il nostro Centro Ricerche è impegnato su questo fronte, e che siamo leader mondiali di una tecnologia che, impiegando il metano, si avvicina molto a quella che serve per i motori ad idrogeno».

La collaborazione con General Motors dovrebbe, già nel giro dei prossimi 23 anni, permettere al colosso americano di presentare una prima serie di vetture con questa motorizzazione. «Sono convinto continua Landi che lo sviluppo di questa tipologia di ecomobility sarà enorme nel giro di un decennio perché l’idrogeno è la risposta definitiva al problema ambientale».
In attesa dei motori a idrogeno, la Landi Renzo cresce da anni a ritmi vertiginosi: l’ultimo bilancio si è chiuso con ricavi consolidati per 163,9 milioni di euro (+18,2%) rispetto i 138,7 del 2006 e un margine operativo lordo di 35,1 milioni (+15,6%). Tre anni fa i ricavi erano poco più della metà: 92 milioni. Una corsa sulla spinta del grande interesse per l’ecomobility, cresciuto nell’ultimo triennio del 10% e con un tendenziale per i prossimi sei che gli esperti stimano in oltre il 18%.

Solo in Italia tra il 2004 e il 2007 le trasformazioni e nuove immatricolazioni a gpl e metano hanno registrato un incremento, rispettivamente, del 115% e del 145%. In questo scenario, la vocazione internazionale dell’azienda emiliana contribuisce al consolidamento della leadership mondiale. Quasi 400 dipendenti a Cavriago, e di questi 70 ingegneri e tecnici impegnati nel Centro Ricerca e Sviluppo, che sarà ampliato con un investimento (già in corso) per oltre 12 milioni di euro, Landi fa leva su un modello industriale che esternalizza la quasi totalità dell’attività produttiva ad una rete consolidata di terzisti, mantenendo invece il presidio e il controllo della progettazione e dell’assemblaggio, con conseguenze positive in termini di flessibilità ed efficienza. «Abbiamo oltre 40 brevetti in portafoglio, alcuni dei quali considerati standard sul mercato ricorda Stefano Landi Le nostre previsioni sono di raddoppiare i ricavi entro il 2012. Il 48% del fatturato deriva dall’Europa, con l’Italia che ne rappresenta il 26%. Quasi il 37% è frutto della fortissima presenza nell’Asia sud occidentale. Tra poche settimane, ad esempio, sarà pronto un sito produttivo in Iran in grado di servire l’intero paese e le principali case automobilistiche locali e internazionali». L’Iran è, con la Russia, il paese con i più grandi giacimenti di gas naturale e dove l’uso di auto a metano è diffusissimo. Come anche in Pakistan: «Dove due anni fa abbiamo aperto uno stabilimento per produrre linee di componenti per sistemi di alimentazione a metano e gpl. Un investimento ricorda Landi arrivato dopo quello fatto nel 2003 in Brasile e nel 2005 in Cina, che ci sono serviti come base per servire meglio i mercati sudamericani e asiatici e consolidare il rapporto con le case automobilistiche presenti in queste aree».
 
Ancora prima c’era stato lo sbarco in Polonia e un ufficio di rappresentanza a Pechino "per capire che cosa succedeva oltre la Grande Muraglia". E le strategie di sviluppo future per rafforzare la leadership mondiale e raddoppiare i ricavi nel giro di 34 anni?
«Certamente rafforzare la ricerca di soluzioni innovative di componenti e sistemi di alimentazione ecocompatibili – anticipa l’ad dell’azienda reggiana Crescere se ci saranno opportunità interessanti anche per linee esterne attraverso acquisizioni di aziende del settore… Eppoi seguire la crescente e continua attenzione che i paesi di tutto il mondo rivolgono all’ecomobility. In Venezuela, ad esempio, il presidente Chavez ha varato un piano di metanizzazione che entro il 2012 porterà già a un milione di auto che funzionano con questa alimentazione. E Landi si è già mossa per essere in prima fila in quel mercato».



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