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ottobre 2017

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Consorzio Ecogas: “Nonostante i costi di ammortamento, andare a GPL e metano conviene sempre"


Il pieno di gas costa circa la metà rispetto alla benzina e dopo gli ultimi aumenti anche la forbice rispetto al gasolio è notevolmente aumentata. Un risparmio immediato, che compensa in tempi rapidi il costo per la trasformazione mentre molti modelli nuovi sono offerti a gas allo stesso prezzo di quelli a benzina. Senza contare che si possono dedicare le risorse così risparmiate ad altri consumi necessari per la famiglia e ora ridotti dato l’elevato costo dei carburanti tradizionali.

“GPL e metano sono sempre stati economici, oltre che ecologici. Dato che nell’attuale congiuntura appare ancora più evidente. La convenienza è lampante ed è la medesima per chi trasforma l’auto in after market o per chi la acquista già omologata a gas.

Il commento è di Alessandro Tramontano, Presidente del Consorzio Ecogas, associazione che dal 1992 è attiva per la diffusione del gas per autotrazione. Secondo le ultime stime, infatti il risparmio è immediato ed evidente e, in caso di conversione in after market in brevissimo tempo si ripaga il costo.

L’utilizzo del gas in alternativa ai carburanti tradizionali è un bel vantaggio per il consumatore finale e, grazie alle ridotte emissioni di CO2, anche per le case auto: i tagli del CO2 consentono di risparmiare sui conti salati dovuti dall’industria automobilistica all’Europa. Il regolamento CE 443/2009 del 23/04/2009, che definisce i livelli di emissione dei veicoli nuovi è chiaro: chi non li rispetta, paga!

“Anche i benefici per l’ambiente sono altissimi – ha sottolineato Tramontano – soprattutto in termini di CO2 e PM10. Potrebbero diventare davvero significativi se gli autoveicoli a GPL e metano potessero conquistare nuove quote di mercato come è accaduto negli anni scorsi grazie alla campagna pluriennale di incentivi statali. Contributi dei quali oggi si sente la mancanza, mentre abbiamo appurato che il contributo per la trasformazione in officina sarebbe praticamente a costo zero per lo Stato, grazie alle imposte e IVA derivante dal maggior giro d’affari generato” .


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