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dicembre 2016

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Torino: Un tetto fotovoltaico sulla Tangenziale


Un anello energetico intorno a Torino. Mercedes Bresso lancia l´idea al convegno sulle energie rinnovabili promosso dalla General Motors al Politecnico. «Stiamo mettendo a punto il progetto e cominceremo con un tratto sperimentale sulla superstrada per Caselle. Se funzionerà estenderemo la copertura a tutta la tangenziale: quella oggi esistente e quella, ancora da realizzare, a est della città».
L´anello tangenziale torinese e la superstrada per Caselle hanno una lunghezza complessiva di circa 60 chilometri. Il tetto di pannelli fotovoltaici dovrebbe coprire i 30 metri di larghezza complessiva delle due carreggiate. In tutto 1,8 chilometri quadrati di pannelli, probabilmente le più grande centrale solare al mondo, in grado di assicurare una potenza massima di 270 megawatt e una produzione annua media di 300 gigawatt/ora, quanto una centrale di medie dimensioni.


«Il nostro obiettivo - dice Bresso - è quello di trasformare il Piemonte in una regione a emissioni zero». Perché, aggiunge la Presidente, «tutti i combustibili vanno considerati tappe di avvicinamento a quella che io considero l´unica energia davvero pulita, quella solare».
La proposta di mettere il tetto fotovoltaico alla tangenziale sembra ora una provocazione, ma c´è chi pensa di poterla studiare seriamente: «Ne ho parlato in aereo con il direttore del Centro ricerche Fiat, Nevio di Giusto - racconta Bresso - e ci siamo trovati d´accordo sul fatto che il progetto è da prendere in considerazione».

L´obiettivo è anche quello di convincere l´Europa sui titoli del Piemonte per vincere la gara ai finanziamenti sulle energie alternative. Nei mesi scorsi da piazza Castello è partito il dossier di candidatura per realizzare qui uno dei centri di studio delle energie rinnovabili. L´anello energetico della tangenziale potrà così servire, secondo Bresso «a fornire l´energia necessaria alla produzione dell´idrogeno da utilizzare come combustibile». Ecco che in quel modo si realizzerebbe l´obiettivo delle emissioni zero: «Il problema - spiega Bresso - non è solo quello di utilizzare fonti energetiche pulite ma anche quello di ottenere quelle fonti in modo pulito. Se utilizziamo il petrolio per ottenere l´energia necessaria a produrre il combustibile a idrogeno, creiamo un circolo vizioso».


Un ragionamento analogo vale per altri carburanti come il biodiesel. «Fa piacere - dice Bresso - constatare che il biocarburante prodotto partendo dal legname sia quello con le più basse emissioni di Co2. Perché uno dei nostri progetti è proprio quello di produrre biocarburante utilizzando il legname recuperato con la pulizia delle foreste piemontesi. Sarebbe infatti assurdo utilizzare a questo scopo una parte dei terreni coltivati per i prodotti alimentari». Per raggiungere l´obiettivo il Consiglio regionale dovrebbe approvare entro poche settimane una nuova legge proposta dalla giunta che rende più semplice l´ingresso nei boschi per la raccolta della legna: «Oggi la frammentazione delle proprietà rende complicati gli accessi ai boschi - dice la presidente - ma anche i proprietari apprezzeranno il fatto che vengano pulite le foreste in modo da rendere più rapida la crescita e il rinnovo periodico delle piante».Del resto uno dei danni maggiori alle zone di montagna deriva proprio dall´incuria in cui versano le aree boschive a causa del progressivo spopolarsi dei paesi.


Il Piemonte intende utilizzare il 30 per cento dei fondi europei in arrivo prossimamente per studi sulle energie alternative. Entro fine marzo verranno istituiti tre bandi rivolti ad aziende ed enti pubblici (in particolare ospedali) per sostenere i progetti di ricerca nel settore. I finanziamenti avranno un ammontare complessivo di 130 milioni di euro. A maggio sono invece previsti gli stati generali piemontesi delle energie rinnovabili, un appuntamento rinviato di qualche settimana a causa della campagna elettorale.

Fonte: http://espresso.repubblica.it 




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