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dicembre 2016

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Passi avanti per l'immagazzinamento dell'idrogeno


auto-idrogenoUna delle sfide da affrontare per   utilizzare l'idrogeno come carburante per autotrazione, oltre a   produrlo da una fonte economicamente ed ecologicamente   sostenibile, il suo stoccaggio in sicurezza e una rapida   reversibilita' nel conservarlo

senza occupare troppo spazio.
Un gruppo di ricercatori dei Los Alamos National Laboratory e   dell'Universita' dell'Alabama all'interno del Chemical Hydrogen   Storage Center of Excellence del Department of Energy degli   Stati Uniti ha pubblicato sulla rivista ''Angewandte Chemie'' la   nascita di un nuovo metodo per l'immagazzinamento dell'idrogeno.
La ricerca si e' focalizzata su una classe di materiali noti   come idruri metallici noti per la loro capacita'   d'immagazzinamento dell'idrogeno. L'idrogeno ha, infatti, una   bassa densita' che va quindi limitata o impone di porre il gas   sotto pressione, necessita' che rappresenta un pericolo per la   sicurezza e che richiede di identificare opportuni materiali   assorbenti, chiamati anche depositi chimici.
Un deposito chimico   efficace per lo stoccaggio dell'idrogeno e' costituito dalle   molecole dell'ammonio borano (o borano d'ammonica). Si tratta di   un solido cristallino, stabile a temperatura ambiente, che   inizia a rilasciare idrogeno se scaldato a 120-130 °C. La sua   percentuale in peso di idrogeno, superiore al 19%, lo rende uno   dei materiali con la piu' alta capacita' teorica   d'immagazzinamento.
Uno dei vantaggi dell'ammonio borano e di   altri depositi chimici per l'idrogeno e' che l'idrogeno puo'   essere facilmente rilasciato per essere utilizzato dalle celle a   combustibile, ma hanno anche un grande limite: far assorbire   loro l'idrogeno e farlo rilasciare richiede una grande quantita'   di energia.
Lavorando a questo problema, i ricercatori di Los   Alamos e dell'Universita' dell'Alabama hanno scoperto che una   particolare forma di combustibile deidrogenato, denominato   poliborazilene, potrebbe essere riciclato con un modesto   dispendio di energia. Tale circostanza potrebbe consentire di   compiere rilevanti passi nell'utilizzazione dell'ammonio borano   come possibile vettore energetico nel campo del trasporto.



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