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dicembre 2016

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Bmw spegne il motore dell'auto a idrogeno


BMWBmw spegne il motore all'auto a idrogeno. La casa tedesca ha deciso di sospendere i test su strada della sua "Hydrogen 7", la prima vettura a idrogeno al mondo prodotta in serie, e di non sviluppare per ora un modello successore.

Un annuncio che segna una pesante battuta d'arresto per questa tecnologia e ne mette in discussione il futuro.

«Per il momento non ci sarà una nuova flotta di auto di prova a idrogeno», ha detto all'Handelsblatt il responsabile ricerca della casa bavarese, Klaus Draeger. Nella grande corsa all'auto verde l'idrogeno si appresta insomma ad andare in soffitta e a lasciare campo libero al motore elettrico? Da Monaco frenano. È vero sì che l'auto elettrica dovrebbe arrivare sul mercato «più velocemente di quella a idrogeno», spiega al telefono un portavoce. La prima Bmw alimentata a batterie, frutto del progetto "Megacity Vehicle", è attesa ad esempio entro il 2015. Eppure la casa tedesca "non fermerà la ricerca sull'idrogeno", che va avanti già da trent'anni, nota il portavoce. «Con le 100 Hydrogen 7 in circolazione dal 2006 abbiamo ottenuto informazioni sufficienti su questa tecnologia, una nuova flotta non apporterebbe conoscenze nuove».

C'è semmai da concentrarsi sui problemi emersi finora, a cominciare da quello dell'infrastruttura. Se al momento l'auto elettrica deve fare i conti con la scarsa durata delle batterie, l'auto a idrogeno si scontra con un ostacolo altrettanto ostico: l'assenza di una rete adeguata di stazioni di rifornimento. In tutta la Germania, ad esempio, i distributori sono appena 30. Un problema che dovrebbe finire sull'agenda del vertice sulla mobilità ecologica che potrebbe tenersi già a febbraio nella cancelleria federale a Berlino. Nell'attesa, Bmw chiarisce sì ufficialmente di voler mantenere il focus su entrambe le tecnologie - idrogeno ed elettrico - ma la sua pausa di riflessione rischia di provocare un effetto a catena sull'intera industria dell'auto.

Anche perché non giunge isolata: Volkswagen, il più grande gruppo automobilistico europeo, ha già deciso di voltare le spalle all'auto a idrogeno. Chi non intende abbandonare tale tecnologia è invece Daimler, il costruttore tedesco probabilmente più avanti nella ricerca. Decine di autobus a idrogeno con la stella a tre punte sono già in giro, ad esempio ad Amburgo, e dopo il 2015 la casa-madre di Mercedes si prepara a lanciarsi nella produzione in serie. Stretti tra auto a idrogeno o a batteria, i costruttori tedeschi si ritrovano di fronte a un dilemma: dover investire nella ricerca di motori alternativi per tagliare le emissioni e recuperare il ritardo accumulato rispetto ai concorrenti stranieri, e riuscirci in una situazione di crisi, in cui i margini di profitto si assottigliano.

Un equilibrio tanto più complesso per Bmw, che nel 2008 ha ridotto di quasi il 9% il budget destinato a ricerca e sviluppo, portandolo a 2,8 miliardi. Intanto, mentre Volkswagen comunica di aver acquisito il 49,9% di Porsche per 3,9 miliardi, Opel si appresta a chiudere il 2009 in utile. Secondo la Welt tra gennaio e ottobre la casa di Rüsselsheim ha venduto in Germania 298.630 auto, il 34,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2008. Un incremento spinto dagli incentivi alla rottamazione decisi da Berlino e superiore a quello dei concorrenti Volkswagen e Ford. In Europa il fatturato è invece in calo del 15,1%.



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