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dicembre 2016

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Opel Ampera: le impressioni di guida di Mario Montanucci (Team Leader RaceBioConcept)


In occasione di una riunione informale dei Top Drivers italiani della Coppa del Mondo FIA – Energie Alternative nella meravigliosa cittadina di Sansepolcro (AR), il RaceBioConcept Team ha avuto modo di eseguire alcuni test di guidabilità e fruibilità non strumentati sulla vettura ibrida-serie (o elettrica ad autonomia estesa) Opel Ampera, concessa al Team in uso dalla Opel Italia (Divisione della General Motors Italia Srl) grazie all’intercessione del Gruppo AUTOIMPORT di Roma, suscitando l’interesse (anche estetico) di tutti i Top Drivers intervenuti al meeting, di fronte all’incantevole location del quale (l’eccellente – davvero eccellente – Locanda “Piero della Francesca” del Top Driver Guido Gerrini) la vettura è rimasta di fatto esposta.  

Su Ecomotori.net avrete certamente la possibilità di vedere a breve un test approfondito su quest’auto elettrica extended-range. Interessante, però, anticiparVi alcuni “driving-feelings” riportatici direttamente dal RaceBioConcept Team Leader Mario Montanucci Pignatelli, il quale ha avuto il piacere di provare la vettura assieme all’ing. Luca Rizzo, preparatissimo tecnico automotive della medesima Squadra corse.

L’intento della prova non era confutare o confermare gli interessanti test già effettuati sulla vettura da prestigiose riviste nazionali. Bensì comprendere brevi manu quale sia la potenzialità del mezzo anche in manifestazioni del Campionato di Coppa FIA Energie Alternative, spingendo la prova sui limiti noti e non noti della soluzione adottata dalla General Motors per l’Opel Ampera (e la “cugina” Chevrolet Volt).

Tutti sappiamo che non è possibile confrontare direttamente una vettura elettrica ad autonomia estesa (ispirata al concetto dell’ibrido serie, dove il motore endotermico è esclusivamente dedicato alla generazione di energia) con una vettura ibrida parallela o “mix hybrid” (come le Toyota, dove i ruotismi epicicloidali dell’Hybrid Synergy Drive™ permettono di avere un ibrido serie e parallelo a seconda delle specifiche necessità operative).

Ma è interessante (e non del tutto usuale) vedere che l’istinto (o la necessità operativa) dei Membri del RaceBioConcept Team sia stato proprio quello di mettere a dura prova l’Ampera “scaricando” completamente l’autonomia generale della batteria (per l’intero quantitativo derivante dalla precedente carica da rete) in una guida urbana “estrema” immersa nel traffico del venerdì della Capitale (superando anche le autonomie medie rilevate dagli altrui test precedenti). Decidendo di “partire” per il giro toscano – come a simulare un weekend in famiglia (ben) fuori porta – per comprendere che performance possa raggiungere il sistema ibrido serie di General Motors. Scartando completamente, ossia, la fruizione di ogni autonomia residua precedentemente cumulata da rifornimenti da rete elettrica.

Il tutto ovviamente condito da alcune (non tutte) delle tecniche di eco-driving tipicamente sviluppate dal RaceBioConcept Team e dalla BioDrive Academy a questo ispirata.

La squadra corse ha comunicato alla nostra redazione risultati di consumo degni di una “normale” ibrida serie-parallelo full-hybrid! Basti considerare che il RaceBioConcept Team – applicando una parte delle tecniche di rilevamento dei consumi derivati dalle procedure della FIA – ci ha comunicato di aver rilevato un consumo medio generale di quasi 18km con un litro, in un ambiente (in prevalenza extraurbano principale) assolutamente non favorevole per questa tipologia di vettura. Si tratta di una performance quasi paragonabile (anche se non del tutto) a quella delle migliori berline ibride parallele attualmente presenti sul mercato. Non male, considerato che questo – oramai lo sappiamo – non è l’obiettivo prefissato dai progettisti del concept (e dei prodotti) Apera/Volt.

“Siamo in presenza di una vettura rivoluzionaria, non paragonabile ad altrettante vetture rivoluzionarie forse specificamente più performanti” ha ammesso alla nostra redazione Mario Montanucci Pignatelli. “Non nascondo di aver applicato alcune tecniche di eco-driving non diffuse – prosegue – ma è fuor di dubbio che questa vettura sia un prodotto impareggiabile per chi ogni giorno si vuole recare al lavoro, anche in una grande città, impiegando esclusivamente l’alimentazione elettrica da rete. Non costringendo sé stesso a dover cambiare macchina per un viaggio più lungo, evitando di avere ansia da prestazione tipica dell’auto elettrica nella prossimità della fine della carica. Ho guidato – e sono presenti sul mercato – vetture ibride e non con migliori prestazioni generali nelle condizioni non consone nelle quali ho avuto modo di guidare questa peraltro molto emozionante vettura. Questo prodotto non esprime una concezione direttamente confrontabile con le vetture ibride o con le vetture elettriche. Semplicemente esprime l’estrema coesistenza di questi due applicativi, con vantaggi eccezionali nel ciclo urbano e più discutibili in quello extraurbano. La mia personale curiosità, dettata anche dall’impossibilità, in molte situazioni, di trovare punti di ricarica adatti, era proprio quella di vedere cosa possa combinare l’Ampera in uno scenario simile alle gare di Coefficiente 2 (oltre i 500 km, ndr) del Campionato di Coppa FIA-Energie Alternative. E la valutazione, sebbene non approfondita o strumentata, è che si tratti di un prodotto estremamente driving-sensitive (come tutte le ibride): marginalmente più influenzato, ossia, dal modo con cui la vettura si guidi. Siamo in presenza di una berlina molto bella e dinamica (forse con una non eccessiva fruibilità di bagagliaio), con una eccellente tenuta di strada e, per certi aspetti, con un carattere piuttosto sportivo. Non nascondo di esserne rimasto personalmente molto affascinato, sebbene anche fiducioso e speranzoso di un futuro abbattimento del suo prezzo d’accesso. A mio modesto avviso questo prodotto è già destinato a cambiare la vita degli automobilisti che ne riusciranno a comprendere il valore, in base alla propria specifica esigenza” – conclude il Team Leader della squadra corse pluri-vicecampione del mondo di Coppa FIA-Energie Alternative e Campione d’Italia ACI-CSAI 2010 nell’omonimo Campionato nazionale. Entrambi dominati nel 2012 dall’EcoMotori Racing Team.


2 Comments

Interessante prova, in pratica dimostra che fuori dal raggio di autonomia del EV-plug-in (circa 80Km ? esatto?) per fare il resto dell'estensione a 500Km la vettura ha "rilevato un consumo medio generale di quasi 18km con un litro".

Consideriamo che costa molto, è un buon investimento per chi può e vuole una mezza elettrica e mezza ibrda, ma devi investire troppi soldi, i 18 con un litro in città li fai anche con vetturette che costano meno!
Dal punto di vista squisitamente economico credo che attualmente la trasformazione di una normale auto a metano sia ancora in testa.
Però è notevole che ci siano continui miglioramenti.