Vai al contenuto

Ecomotori.net utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo. Per avere più informazioni sui cookie clicca qui    Chiudi

dicembre 2016

L M M G V S D
1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 31


- - - - -

Emilia Romagna ed Enel siglano un patto per la Mobilità Elettrica


electric-city_by_enelUn “patto”, il primo in Italia, tra Enel e una Regione –  l’Emilia-Romagna – per lo sviluppo della mobilità elettrica. Una scelta  per rendere le città più vivibili, sostenibili e meno inquinate. Il protocollo siglato al Motor Show prevede nello specifico tre  progetti  

pilota, basati sullo sviluppo di un’infrastruttura innovativa  per la ricarica dei veicoli elettrici, pubblici e privati, per il  trasporto di persone e merci. Erano presenti alla firma l’assessore alla  Mobilità e Trasporti della Regione Alfredo Peri, il presidente di Enel Piero Gnudi, Livio Vido (Enel Ingegneria e Innovazione Spa), Livio Gallo (Enel Distribuzione Spa), il commissario straordinario del Comune di Bologna Annamaria Cancellieri, il sindaco di Reggio Emillia Graziano Delrio, gli assessori alla Mobilità del Comune di Reggio Emilia Paolo Gandolfi e di Rimini Juri Magrini.

L’assessore Peri ha espresso grande soddisfazione  l’accordo con Enel “perché in questo modo siamo nella parte concreta e  operativa dell’innovazione. Questo protocollo inoltre ha una dimensione  regionale: portiamo quindi tutto il sistema dell’Emilia-Romagna in una  scommessa che comincerà a vedere i primi frutti operativi dall’anno  prossimo. Coinvolgiamo le città, e quindi l’accordo si inserisce  nell’organizzazione della mobilità urbana. Vogliamo prepararci – ha  aggiunto l’assessore – ad avere una struttura a rete regionale, che sia  in grado anche di far percepire ai cittadini che c’è in atto una  rivoluzione nel campo delle motorizzazioni, e che noi stiamo già  attrezzandoci per coglierla sin dall’inizio, come protagonisti attivi. A  livello di mobilità – ha concluso Peri – programmiamo quindi i prossimi  dieci anni con il massimo dell’innovazione, tecnologica e  organizzativa”.

“Oggi – ha commentato il presidente di Enel Gnudi – ,  insieme alla Regione Emilia-Romagna, i Comuni di Bologna, Rimini e  Reggio Emilia, abbiamo siglato una nuova, importante intesa che  arricchisce l’impegno di Enel per la mobilità elettrica, uno dei  numerosi  fronti che ci vedono impegnati nello sviluppo di nuove  tecnologie a favore dell’ambiente. L’eccellenza tecnologica di Enel nei  sistemi intelligenti di gestione della rete elettrica ci consente di  sviluppare e di mettere a disposizione dei clienti un sistema di   infrastrutture di ricarica innovative, che siamo certi avrà un ruolo  fondamentale per la diffusione della mobilità elettrica. Come Enel, mi  auguro di poter presto assistere, in Emilia-Romagna come in Italia, a  un’ampia diffusione di veicoli elettrici dando così avvio alla  rivoluzione della mobilità pulita e silenziosa”. Tre i Comuni coinvolti:  Bologna, come capoluogo di regione, caratterizzato da  un sistema di mobilità complesso e articolato, che può diventare un  valido terreno di sperimentazione per la mobilità elettrica e la rete di  ricarica, in particolare per spostamenti di area metropolitana; Reggio Emilia,  che rappresenta un’eccellenza nella mobilità elettrica (in città e  provincia è già attiva una vasta “flotta” di alcune centinaia di auto  elettriche grazie al supporto di Til srl) e può garantire una base di  esperienza e una disponibilità di mezzi per nuove sperimentazioni.
Infine Rimini, dove avviare una sperimentazione di mobilità elettrica riferita al target turistico. Enel installerà complessivamente una sessantina di  infrastrutture (che rappresentano una parte del sistema) per ricaricare  i veicoli elettrici, suddivise fra i tre Comuni. La rete di ricarica  verrà definita con un lavoro congiunto di pianificazione che tenga conto  delle esigenze degli utilizzatori, dei flussi di traffico cittadino,  dei regolamenti in vigore per la mobilità, delle specificità dei  trasporti pubblici e delle caratteristiche urbane della città coinvolte  nel progetto. I tre progetti pilota verranno quindi sviluppati con un  programma congiunto che prevede l’individuazione dei contenuti della  sperimentazione, la redazione di un piano di mobilità elettrica per ogni  città e la definizione dei relativi investimenti nelle infrastrutture  di ricarica, un piano di implementazione che includa lo sviluppo reti,  il piano di introduzione delle auto/flotte, la selezione dei clienti per  la sperimentazione e il customer management; infine, l’impostazione del  monitoraggio dei risultati, che permetterà poi di preparare il piano di  estensione del programma complessivo. La sperimentazione è aperta agli  altri servizi sul territorio; il protocollo infatti prevede una  possibile integrazione con soluzioni tecnologiche per il riconoscimento e  l’autenticazione con diversi metodi di pagamento e con sistemi di  infomobilità e di gestione della sosta. I veicoli elettrici utilizzati  per le sperimentazioni nelle tre città saranno alimentati almeno per il  50% con energia certificata RECS, un sistema di certificazione  internazionale per lo sviluppo delle fonti rinnovabili come acqua, sole,  vento e calore della terra. Enel assisterà inoltre la Regione e i  Comuni nei rapporti con le case automobilistiche più impegnate nei  progetti di mobilità elettrica, con cui ha già sviluppato o si vorranno  sviluppare accordi di cooperazione e progetti pilota. Secondo quanto  previsto dal protocollo, la Regione e i Comuni coinvolti s’impegnano a  studiare ed eventualmente sviluppare e integrare all’interno del  programma altre iniziative di mobilità elettrica, anche attraverso  collaborazioni e intese con aziende, enti, associazioni di categoria,  Università e centri di ricerca. Punto qualificante del protocollo,  l’individuazione e la proposta di misure di ordine regolatorio,  normativo e amministrativo che incentivino e semplifichino l’uso della  mobilità elettrica, anche presso gli organi nazionali competenti: il  ministero dell’Ambiente, il ministero dello Sviluppo Economico e  l’Autorità per l’energia elettrica e il gas.


“Mi Muovo elettrico” e l’impegno della Regione

Per collocazione naturale – nel mezzo del bacino padano –  l’Emilia-Romagna deve fare i conti con un alto tasso d’inquinamento  atmosferico. Per questo, tra gli obiettivi prioritari della Regione, c’è  il risanamento e la tutela della qualità dell’aria. A ottobre 2010 la  Regione ha sottoscritto, con le 9 Province e i Comuni superiori ai  50.000 abitanti, il nono Accordo di programma 2010-2012 per la Qualità  dell’aria che, in continuità con i precedenti, favorisce lo sviluppo e  la diffusione dell’uso di veicoli ecosostenibili, e per la prima volta  apre la strada all’infrastrutturazione elettrica. Inoltre i documenti  preparatori del nuovo Piano integrato dei trasporti della Regione  Emilia-Romagna (Prit 2010-2020) individuano lo sviluppo della mobilità  elettrica (a due e quattro ruote) attraverso la dotazione sul territorio  di reti di ricarica, insieme all’incentivazione e facilitazione della  circolazione e sosta di mezzi elettrici: è il programma “Mi Muovo  elettrico”.

Enel

Enel ha avviato un ampio programma di ricerca e di investimenti per  supportare l’affermazione e la crescita nel medio termine della mobilità  elettrica, quale opportunità significativa per lo sviluppo sostenibile  nel settore dei trasporti. Nell’ambito di questo programma, il gruppo  Enel ha avviato progetti specifici e collaborazioni per la  sperimentazione di tecnologie e sistemi innovativi di mobilità basati  sull’auto elettrica, tra cui l’iniziativa pilota denominata E-Mobility  Italy, in accordo con Daimler-Mercedes, che già coinvolge le città di  Roma, Pisa e Milano. Le infrastrutture di ricarica Enel, oltre a  garantire l’alimentazione dei veicoli di nuova generazione, consentono  la ricarica anche del parco di veicoli già circolante: a questo  proposito Enel assicura l’applicazione delle norme tecniche vigenti  (norma CEI 69-6) per garantire la massima fruibilità del sistema da  parte di tutti i potenziali.

Veicoli elettrici: struttura, autonomia, caratteristiche

Secondo diversi studi fatti a livello europeo, gli spostamenti  quotidiani medi non superano i 30-40 chilometri sommando tutte le  tipologie di mezzi di trasporto, mentre per le distanze fatte in  macchina si parla di circa 27 chilometri (fonte, Agenzia europea  dell’ambiente); l’auto elettrica, quindi, anche con “soli” 100  chilometri di autonomia, potrebbe essere una valida alternativa in  ambito urbano. Se si considerano i modelli attualmente in commercio (con  batterie al piombo, cadmio o nichel) si raggiungono tranquillamente i  cento chilometri di autonomia, a scapito però di un elevato peso delle  batterie (alcune centinaia di kg), mentre nelle ultime versioni, con  batterie agli ioni di litio, vengono garantite percorrenze maggiori per  un peso ridotto del pacco di alimentazione.

Per quanto riguarda le caratteristiche dei motori, mentre  l’efficienza energetica di quelli termici oscilla tra il 15-20% (il  restante 80% viene perso in calore e attrito), l’efficienza degli  elettrici può arrivare fino al 90%. Considerando l’auto elettrica nel  suo complesso, e non solo il motore, si può parlare di rendimenti del  60-80%; le perdite sono legate principalmente alle perdite di carica e  alla auto-scarica delle batterie. I tempi di ricarica standard per ora  oscillano tra le 6-8 ore; sono però in fase di studio sistemi di  ricarica rapida e nuove tipologie di batterie che dovrebbero accorciare  progressivamente i tempi di ricarica.

Per quanto riguarda le emissioni, le auto elettriche sono  praticamente prive di emissioni in loco, se si escludono le polveri  sottili legate all’abrasione (dei pneumatici, dei freni, dell’asfalto), e  le emissioni legate alla produzione di energia elettrica sono molto  ridotte se paragonate a quelle dei motori a combustione interna. Per  esempio l’emissione di CO2 legata alla produzione di energia elettrica,  rispetto al parco centrali attualmente in funzione, permette già una  riduzione di oltre il 50%.

In Europa è prevista una diffusione di veicoli ibridi ed elettrici  (tra il 2015-2020) in una “forchetta” che va dalle 480.000 ai 3,5  milioni di unità immesse annualmente sul mercato, anche se le stime sono  in continuo aggiornamento. Se le politiche di incentivo all’uso di auto  a basso impatto ambientale verranno confermate, si può ipotizzare che  nei prossimi 10 anni le auto elettriche potrebbero raggiungere una quota  del 10% del mercato (fonte, European Topic Center dell’Agenzia europea  dell’ambiente). Va considerato che questa diffusione probabilmente non  avverrà in modo uniforme sul territorio regionale, ma che si concentrerà  nelle grandi aree urbane, dove il rapporto benefici/costi è maggiore.




0 Comments