Vai al contenuto

Ecomotori.net utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo. Per avere più informazioni sui cookie clicca qui    Chiudi

dicembre 2016

L M M G V S D
1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 31


- - - - -

Continua lo sviluppo della mobilità elettrica in Svizzera


autoelettricaOggi sulle strade svizzere circolano circa 500  automobili elettriche a batteria, 11 000 veicoli ibridi e oltre 320 000  biciclette elettriche. Il futuro della mobilità elettrica, ma anche le  opportunità e i rischi ad essa legati sono attualmente oggetto di  discussioni a livello politico

, di analisi scientifiche come pure della  ricerca sulle tendenze in tale campo. Molto dipenderà dagli sviluppi  tecnologici delle batterie, ma anche dall’ulteriore evoluzione del  sistema energetico globale, dal prezzo del petrolio, dal potenziamento  delle centrali nucleari e delle reti elettriche e non da ultimo dalle  sovvenzioni statali. La scheda informativa pubblicata oggi dall’Ufficio  federale dell’energia (UFE) fornisce un quadro aggiornato della  situazione.

La mobilità elettrica è già  stata in passato al centro di diverse iniziative. Va ricordato ad  esempio che già tra il 1995 e il 2001 l'UFE ha sostenuto un grosso  esperimento con veicoli elettrici nel Comune di Mendrisio, che ha  permesso di raccogliere dati importanti sull'idoneità di tali veicoli  per gli spostamenti quotidiani, sulla loro integrazione nel piano  globale dei trasporti e sui modelli da promuovere. Malgrado questi  sforzi, la mobilità elettrica non è riuscita ad imporsi; tuttavia negli  ultimi anni essa ha ricevuto numerosi stimoli e sembra ormai essere  sulla strada per divenire una tecnologia per il mercato di massa.

Questo rapido sviluppo è stato possibile grazie anche agli sforzi a  livello internazionale volti a ridurre il consumo di energie fossili e a  contrastare i cambiamenti climatici, ma anche al fatto che i Paesi  produttori di automobili hanno reagito alla crisi economica mondiale  lanciando vasti programmi per far fronte alla crisi congiunturale del  mercato della mobilità elettrica. Quest'ultima beneficia tuttavia anche  di nuovi tipi di transazioni commerciali, come ad esempio la  cooperazione tra produttori di automobili, aziende elettriche e  grossisti. Viste queste tendenze positive, numerosi grandi produttori  hanno annunciato di immettere sul mercato da quest'anno modelli di  veicoli elettrici, in parte addirittura in grande serie. In questo modo,  i veicoli elettrici abbandonano definitivamente la loro immagine di  prototipo.

Anche se i programmi congiunturali a favore della mobilità hanno poco  senso in Svizzera, vista la mancanza di un'industria dell'automobile,  il nostro Paese può invece fare molto a livello di ricerca e di  marketing. Ciò permetterebbe non solo di ridurre le emissioni di CO2  generate dal traffico stradale, ma anche di aumentare la competitività  della nostra economia, che approfitterebbe dei campi di attività  innovativi offerti dalla mobilità elettrica.

Una tecnologia del futuro e non del presente

Malgrado la popolarità di cui gode attualmente, la mobilità elettrica  deve superare ancora alcuni ostacoli. Nei prossimi mesi saranno  disponibili sul mercato i primi modelli di automobili a batteria o  ibridi plug-in. Tuttavia questi veicoli sono ancora relativamente  costosi. Al contrario, le automobili con sistema completamente ibrido  dotate di motore elettrico e di motore a combustione, come la Toyota  Prius, sono già presenti sul mercato. Il problema principale è  l'accumulo di energia. Le batterie sono ancora molto costose, hanno una  breve durata di vita e sono troppo pesanti a causa della loro bassa  densità di energia. Per questo le automobili elettriche sono più care,  hanno un'autonomia limitata e lunghi tempi di ricarica delle batterie. A  ciò va aggiunto un numero ancora insufficiente di colonnine per la  ricarica. Inoltre l'aumento dell'elettrificazione del traffico stradale  pone maggiori esigenze alla rete di trasmissione dell'elettricità.  Infine, la mobilità elettrica è in concorrenza con lo sviluppo parallelo  di altre tecnologie, come motori a combustione più efficienti, veicoli a  metano, biocarburanti o veicoli a idrogeno, che potrebbero frenare il  boom dei veicoli elettrici.

Scenari per il 2020

Nella sua scheda informativa l'UFE presenta quattro scenari per  l'anno 2020 e per le tre tecnologie sistema ibrido completo, ibrido  plug-in e veicoli elettrici a batteria. Gli scenari hanno lo scopo di  effettuare una prima stima approssimativa dei gradi di penetrazione del  mercato e degli effetti dedotti sulla domanda di energia. Le simulazioni  mostrano che la redditività dei motori elettrici dipende in modo  decisivo dal prezzo della benzina, dal consumo di benzina dei motori  tradizionali e dal prezzo della corrente elettrica.

Nel 2020, a seconda degli scenari analizzati, la quota di veicoli  alimentati con carburanti fossili rispetto al parco di automobili  oscillerà tra l'83% e l'88%. In tutti gli scenari la quota di veicoli  ibridi è di circa il 10%. La percentuale più alta dei veicoli ibrido  plug-in (4,7%) e veicoli elettrici a batteria (1,9%) viene rilevata  nello scenario 2 che parte dal presupposto di un forte miglioramento  tecnologico con un costo delle batterie nettamente più contenuto a  partire dal 2015. Stando allo scenario 2, nel 2020 saranno in  circolazione 210 000 ibridi plug-in e 85 000 veicoli elettrici a  batteria che consumeranno in totale circa mezzo miliardo di chilowattora  di elettricità. Questo consumo corrisponde più o meno alla metà del  consumo annuo della città di Berna. Affinché la mobilità elettrica possa  giocarsi fino in fondo le sue possibilità di successo rispetto ai  motori tradizionali, questo fabbisogno supplementare di energia dovrebbe  essere coperto tramite vettori energetici rinnovabili.




0 Comments