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dicembre 2016

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La Francia cambia strada sui biocarburanti


Cambio di rotta in vista sui biocarburanti: la Francia, capofila in Europa insieme alla Svezia nell’adozione dei combustibili alternativi, a seguito del parere espresso dall’ADEME (l’agenzia per l’energia e l’ambiente d’oltralpe) cambierà la sua politica, puntando sui cosiddetti biocarburanti di seconda generazione, quelli derivati dagli scarti di fabbrica. Per la cronaca, i “prima generazione” sono quelli di origine vegetale.


La Francia è in anticipo di due anni sugli obiettivi posti dall’UE in materia di penetrazione dei biocarburanti sul mercato: grazie alla fiscalità agevolata, i traguardi del 7% nel 2010 e del 10% nel 2015 sembrano assolutamente realistici, anche in virtù del fatto che molti investitori stanno subendo l’attrazione di questo nuovo mercato, e svariati impianti di raffinazione di etanolo e biodiesel sono in costruzione.

Ancora non è chiaro però se questi biocarburanti siano la soluzione giusta per tagliare i gas serra: molti studiosi infatti avanzano dubbi in proposito. Senza contare che le Nazioni Unite hanno suonato un campanello d’allarme per i prezzi dei generi alimentari, che potrebbero salire soprattutto nei paesi meno sviluppati.

La maggiore pulizia dei carburanti alternativi, viene ridimensionata infatti qualora si consideri nel complesso il dispendio energetico necessario per la costruzione degli impianti di produzione, l’utilizzo di prodotti chimici nelle varie fasi del trattamento e la grande quantità di acqua che gli stabilimenti richiedono.

Insomma, rimane un grande punto interrogativo. Gli scienziati però sono concordi su un punto: la seconda generazione dei biocarburanti (scarti di fabbrica, spazzatura…) avrà un ruolo ben maggiore nella lotta all’effetto serra e al surriscaldamento globale. Purtroppo tutto sta nell’attendere che la tecnologia necessaria sia disponibile, e soprattutto, conveniente per chi volesse investire nel campo.

  

Fonte: http://www.autoblog.it




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